Connect with us

Economia

Nel mondo torna la recessione: Italia a -9,1%

Il Fondo monetario internazionale ha fatto una prima stima sull’andamento delle economie mondiali analizzando anche i livelli di disoccupazione e gli scenari futuri peggiori. Saranno effettivamente queste le stime più attendibili? Oppure prevarranno le stime fornite un mese fa da Goldman Sachs?

Published

on

In un articolo precedente avevamo parlato delle stime fatte da Goldman Sachs sul PIL mondiale con maglia nera all’Italia(-11.6%). Ebbene questa settimana anche il Fondo monetario internazionale si è espresso analizzando la situazione dei vari Paesi martoriati dalla questione Covid-19.

Il dato ovviamente è scontato oltre che inquietante: il mondo è in recessione. Chiariamoci, ogni recessione è diversa l’una dall’altra e ogni recessione ha il suo perchè. Questa è una recessione pari a quella del 1930 ed il dato che fa paura,e che dovrebbe far riflettere, è che in 90 anni esatti ne abbiamo già affrontate tre segno che c’è effettivamente qualcosa che non va e che dovrebbe farci pensare seriamente.

Stime mondiali

Il Fmi stima che il PIL mondiale nel 2020 segnerà un -3% ovvero 6,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di gennaio. Le perdite complessive ammonteranno a quasi 9.000 miliardi di dollari fra il 2020 e il 2021, insomma come sommare le economie di due o tre Paesi. Per far capire ancor meglio ciò che ci costerà questo virus (ed escludo il tragico numero di vittime..) basti pensare che il PIL mondiale dopo il fallimento della Lehman Brothers( la quarta banca americana) segnò un “misero” -0,6%. Quella recessione durò quasi 10 anni e alcuni Paesi, Italia tra questi, ancora non si sono ripresi completamente da quello shock.

Il Fmi stima appunto un -3% grazie alla Cina e l’India che ovviamente rallenteranno ma che manterranno comunque un PIL positivo rispettivamente di +1,2% quest’anno e del 9% nel 2021, e +1,9% quest’anno e del +7,4% il prossimo. E nel resto del mondo?

Negli Usa si stima una perdita del 5,9%, seguito poi da una ripresa del 4,7% nel 2021. Ma non ci sorprenderemmo se questi dati si rivelassero “pessimisti” nei loro confronti. E l’Europa? L’Eurozona nel suo complesso vedrà una riduzione del Pil del 7,5%, mentre la ripresa stimata per il 2021 sarà del 4,7%. L’Italia, con un -9,1%, sarà penultima dopo la Grecia (-10%) nella classifica delle performance peggiori, ma ci aspetterà una ripresa nel 2021 del 4,8% . In difficoltà anche le altre principali economie dell’Unione: la Germania -7% nel 2020 a fronte di un recupero del +5,2% nel 2021 , la Francia -7,2% con un rimbalzo del +4,5% nel 2021 , la Spagna fa -8 % e recupererà poco più della metà (+4,3%) nel 2021, la Gran Bretagna -6,5% con un rilancio del 4,0% nel 2021. Da questi dati cosa emerge? Che come minimo, e se tutto dovesse andare bene quindi se nel 2021 ci sarà il vaccino, i vari Stati avranno bisogno di almeno 2 anni per recuperare il PIL che perderanno quest’anno.

Cosa accadrà all’occupazione?

Il Fondo ovviamente fa anche una stima sul tasso di disoccupazione, che sarà il fattore determinante per una rapida ripresa. Il piano da 2.2 trilioni di dollari di Trump ha proprio questo come obiettivo, mantenere il più basso possibile il livello di disoccupazione. Più posti di lavoro si manterranno più consumi si avranno maggiori saranno le probabilità di uscire dalla recessione nel minor tempo possibile.

Il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 sale al 12,7% dal 10,0% del 2019. Il Fondo stima un tasso in calo al 10,5% nel 2021. Il 12,7% dell’Italia si confronta con una media di Eurozona del 10,4% quest’anno e dell’8,9% il prossimo. Per la Francia il Fondo prevede una disoccupazione in aumento dall’8,5% del 2019 al 10,4% sia nel 2020 sia nel 2021. La Spagna vedrà aumentare i disoccupati dal 14,1% dello scorso anno al 20,8% del 2020 e il 17,5% del prossimo anno. In Germania la disoccupazione salirà ma di poco, passando dal 3,2% del 2019 al 3,9% di quest’anno al 3,5% del 2021.

Scenari e consigli

Oltre alle stime sul tasso di disoccupazione e sul PIL mondiale, il Fmi ha analizzato anche cosa potrà succedere se il vaccino non dovesse arrivare entro il 2021. Se il lockdown dovesse prolungarsi, la recessione potrebbe peggiorare di 3 punti, seguita da una ripresa di 1 punto inferiore nel 2021. In caso di una seconda ondata di coronavirus nel 2021, la ripresa stimata si annullerebbe. E se si realizzassero entrambe le ipotesi precedenti, tutto il 2021 sarebbe interessato da una grave recessione, con un Pil di 8 punti più basso rispetto al 5,8% stimato.

L’Fmi consiglia inoltre ai Governi di stanziare aiuti per le popolazioni durante tutto il periodo di lockdown, e di garantire che le imprese possano riprendere velocemente a produrre. In questo senso, è fondamentale che le Banche centrali incoraggino gli istituti di credito a rinegoziare i prestiti concessi a famiglie e imprese in difficoltà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

Trending