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Cultura

Addio a Manolis Glezos, il primo partigiano d’Europa

La Grecia piange un partigiano, sconfitto a 98 anni da un’insufficienza respiratoria probabilmente causata dal Coronavirus.

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Chi era Manolis Glezos? Nato ad Apiranthos, sull’isola di Naxos, il 9 settembre 1922, uomo politico, eroe della Resistenza, giornalista e scrittore. Viene ricordato, insieme a Lakis Santa, come giovane protagonista di uno dei primi atti di resistenza in terra greca durante l’occupazione nella seconda guerra mondiale: la notte tra il 30 e il 31 maggio del 1941 si recò sulla Rocca dell’Acropoli e abbassò la bandiera nazista.

Un gesto simbolico che rimane ancora oggi nella memoria nazionale greca e non solo.

All’epoca, infatti, Glezos e Santas erano soltanto due giovani studenti. Decisero di recarsi alla Biblioteca Nazionale alla ricerca di qualsiasi informazione che poteva risultare utile per raggiungere la Rocca. Studiarono il complesso di tunnel e gallerie sottostanti l’Acropoli. Portavano due sole armi con loro: un coltello e una lanterna.

Dopo aver aggirato il corpo di guardia, strisciarono fino alla grotta dei Pandros e si arrampicarono usando le impalcature degli archeologi. Arrivarono sotto l’asta della bandiera, in quel momento senza sentinella. In pochi minuti ammainarono la bandiera del Reich che dominava altezzosa Atene e tornarono indietro facendo lo stesso percorso.

Soltanto la mattina successiva la guarnigione tedesca si rese conto che l’asta era sguamita. Le autorità tedesche ordinarono interrogatori, arrestarono il corpo di guardia e sollevarono i comandanti greci dalle loro funzioni. Tuttavia alle 11 della mattina, la svastica venne sostituita.

Quelle poche ore di libertà, seppur simboliche, ridarono ad Atene e alla Grecia il coraggio e la speranza. Quel gesto, reso noto dai protagonisti attraverso il quotidiano del KKE “Rizospastis” e la “Eleftherìa”, segnò l’inizio della Resistenza e dell’organizzazione del movimento.

Durante la guerra civile greca- che seguì il secondo conflitto mondiale- Manolis Gleozos si trovava in carcere e da lì, nel 1951, venne eletto in Parlamento sotto la bandiera della Sinistra Democratica Unita, EDA. Decise di iniziare uno sciopero della fame per liberare alcuni colleghi parlamentari dell’EDA imprigionati o esiliati nelle isole greche. Riuscì a liberarne sette e lasciò il carcere il 16 Luglio del 1954. Il 5 Dicembre del 1958 fu però nuovamente arrestato e condannato per spionaggio, uno dei capi d’accusa che venivano utilizzati durante la Guerra fredda per perseguire i sostenitori di sinistra. L’Unione Sovietica in risposta creò e fece circolare un francobollo con il volto di Glezos.

Il francobollo sovietico per Glezos stampato nel 1959

Glezos venne perseguitato anche durante la dittatura dei colonnelli (Aprile 1967- Luglio 1974) e raggiunse così il record personale di condanne a morte (tre per la precisione), fino all’assoluzione definitiva con l’amnistia generale del 1971, alla fine del regime militare. Nel frattempo è stato anche caporedattore del quotidiano Rizospastis, l’organo ufficiale del Partito comunista greco, membro e presidente della Sinistra Democratica Unita (CEDU) , parlamentare per il Movimento Socialista Panellenico (PASOK) e ancora membro della Coalizione di Sinistra, Movimento ed Ecologia (SP). Dal 2014 al 2015 è stato un Deputato europeo di Syriza, primo partito nel Paese alle elezioni del Parlamento europeo del Maggio 2014.

Nel 1962 gli venne assegnato dall’URSS il Premio Lenin Internazionale per la Pace e Charles de Gaulle lo descrisse come “il primo partigiano d’Europa”.

Nel 2012 si dimise da Syriza e dal Governo Tsipras quando si decise di cedere alla pressioni dell’Eurogruppo, accettando il memorandum che, secondo lui e molti altri, mise in ginocchio la Grecia. Mostrò per primo un interesse per i temi ambientali e ottenne per questo la laurea honoris causa dall’Università di Atene e da quella di Salonicco.

Manolis Glezos si è spento lo scorso 30 Marzo ad Atene.

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Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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