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Diritto Pubblico

Cos’è il Decreto Legge

Nell’ultimo mese il Coronavirus ci ha portato in una dimensione parallela dove alcune nozioni da prima sconosciute, sottovalutate o semplicemente percepite come “astratte” e “distanti” dalle nostre vite, sono diventate ora pane quotidiano. Uno di questi concetti è il Decreto Legge. Analizziamo nel dettaglio questo strumento con un occhio di riguardo agli ultimi decreti emanati dal Governo.

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Nell’ultimo mese abbiamo cambiato le nostre vite e il Coronavirus ci ha portato in una dimensione parallela dove alcune nozioni da prima sconosciute, sottovalutate o semplicemente percepite come “astratte” e “distanti” dalle nostre vite, sono diventate ora pane quotidiano. Uno di questi concetti è il Decreto Legge.

In questo periodo di emergenza tale strumento giuridico viene utilizzato dal Governo come se fosse un “farmaco” miracoloso per il Paese, mentre per il popolo, viene interpretato come se fosse la Bibbia dove si può trovare la soluzione a tutti i nostri mali.

Naturalmente, questo articolo non è rivolto a chi ha conseguito una laurea in giurisprudenza o in scienze politiche o a chi ha studiato un minimo di diritto tale da permettergli di conoscere ogni aspetto di questo atto normativo del Governo. Piuttosto mi rivolgo a tutti coloro che ignorano la funzione di tale strumento governativo; a coloro che durante un dibattito con gli amici o parenti, fingono di sapere cosa sia un decreto legge oppure semplicemente a chi non si è mai posto il problema di approfondirne la sua funzione.

Cos’è il Decreto Legge?

Sebbene il potere legislativo spetti al Parlamento ( e alle Regioni per le questioni di loro competenza) anche al Governo è attribuita, nei limiti tassativi stabiliti dalla Costituzione, la facoltà di produrre norme giuridiche. Insomma, la nostra Costituzione assegna il potere normativo al governo attorniandolo però di limiti ben precisi. Infatti, non potendo produrre leggi in senso formale, viene legittimato ad emanare atti aventi forza di legge che si collocano accanto alla legge ordinaria, cioè tra le fonti primarie.

Perché allora non utilizzare una legge? Negli ordinamenti contemporanei si sente la necessità di disporre di atti giuridici che producano gli stessi effetti della legge, ma che, in seguito ad un’esigenza pratica, vengano formati con un procedimento più snello, cui solo il governo può rispondere.

Gli atti normativi primari del Governo si chiamano decreti esono di due tipi:

  1. decreto legislativo;
  2. decreto legge

Per i decreti legge non è necessaria un’autorizzazione preventiva del Parlamento ma, ai sensi dell’art. 77 Cost. deve sussistere il duplice presupposto della straordinaria necessità ed urgenza.

Mi spiego meglio, può accadere, nella vita di un Paese, che ci sia urgente necessità di regolare una specifica questione e che non sia possibile attendere i tempi lunghi del Parlamento. In questi casi la Costituzione consente al Governo di adottare speciali norme come per l’appunto i decreti legge. Volete un esempio che vi aiuti a capire meglio? Ragazzi siete in quarantena da un mese causa pandemia, questa si che è una vera urgenza!

Per quanto riguarda l’iter formativo, il decreto legge deve essere deliberato dal Consiglio dei Ministri, controllato ed emanato dal Presidente della Repubblica, trasmesso alle Camere lo stesso giorno della sua emanazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e, vista l’urgenza, entra in vigore immediatamente. Le Camere devono riunirsi entro 5 giorni per mettere all’ordine del giorno la discussione del provvedimento governativo e pronunciarsi entro 60 giorni.

Riguardo, invece, agli effetti giuridici entro 60 giorni può venirsi a configurare la seguente triplice situazione:

  1. le Camere convertono il decreto legge in legge;
  2. le Camere non convertono il decreto legge in legge;
  3. le Camere lasciano spirare inutilmente il tempo senza pronunciarsi.

Per tutte queste ragioni i decreti legge sono considerati provvedimenti provvisori. Dunque riassumendo: i decreti legge sono provvedimenti provvisori, aventi forza di legge, che il Governo può adattare solo in casi straordinari di necessità e di urgenza.

Il decreto legge 17 marzo 2020 n.18 “Cura Italia”

dopo una generale spiegazione della funzionalità di tale provvedimento vi riporto un esempio attuale: il decreto legge “Cura Italia”.

L’emergenza che stiamo vivendo ha portato il Governo a stilare questo provvedimento che contiene una serie di misure economiche e di altro tipo per affrontare la pandemia da Coronavirus.

Tra gli interventi principali ci sono l’estensione della cassa integrazione a tutte le imprese; la sospensione delle scadenze fiscali e contributive, crediti di imposta per le imprese e molto altro. Analizziamo queste misure più nel dettaglio:

  • Cassa integrazione: le aziende che si trovano a operare a regime ridotto a causa della pandemia potranno fare richiesta di cassa integrazione ordinaria semplicemente presentando una normale domanda per l’apertura della procedura, e inserendo nella causale “COVID-19”. Le aziende che non possono ottenere la cassa integrazione ordinaria, in particolare quelle con meno di cinque dipendenti e le ditte individuali, potranno fare richiesta di cassa integrazione in deroga. In altre parole, lo Stato pagherà parzialmente gli stipendi dei dipendenti.
  • Aiuti alle famiglie con figli: i lavoratori dipendenti con figli di età non superiore a 12 anni potranno usufruire di un massimo di 15 giorni di congedo dal lavoro con un’indennità pari al 50% della loro retribuzione normale. I genitori potranno richiedere anche un bonus massimo di 600 euro per acquistare servizi di baby-sitting. I bonus andranno richiesti con moduli online che saranno messi a disposizione sul sito dell’INPS nei prossimi giorni.
  • Indennità da 600 euro: i lavoratori autonomi, le partite IVA, i co.co.co, i lavoratori agricoli, gli stagionali impegnati nel settore turistico e termale e i lavoratori dello spettacolo non dipendenti avranno diritto a un’indennità pari a 600 euro per il mese di marzo.
  • Sospensione dei contributi e dei pagamenti: il pagamento delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e delle assicurazioni obbligatorie, sia da parte di lavoratori che da parte delle imprese (a patto che nel precedente anno fiscale abbiano avuto ricavi inferiori a 2 milioni di euro), è sospeso fino al 31 maggio, quando potranno essere saldati in un’unica soluzione oppure in cinque rate.
  • Sospensione del mutuo prima casa: lavoratori dipendenti e autonomi possono chiedere la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per 9 mesi in presenza di determinate condizioni: perdita del lavoro per i lavoratori subordinati, cassa integrazione di almeno 30 giorni o riduzione di almeno il 33% di fatturato per i lavoratori autonomi. La sospensione delle rate va richiesta direttamente all’intermediario finanziario che ha erogato il mutuo.
  • Sospensione licenziamenti: i licenziamenti sono sospesi per i 60 giorni successivi all’entrata in vigore del decreto.
  • Aiuti alle imprese: lo stato offrirà nuove garanzie pubbliche sui prestiti richiesti dalle imprese in difficoltà ed espanderà i sistemi di garanzia già esistenti. Ogni singola impresa potrà ricevere fino a 5 milioni di euro in garanzie del Fondo di garanzie per le piccole e medie imprese. Possono anche ottenere garanzie dirette su singole operazioni di rifinanziamento e avranno diritto a una copertura pari all’80% per ogni operazione fino a un massimo di 1,5 milioni per impresa. Altre misure specifiche sono state prese per i settori più colpiti dalla crisi (come turismo, ristorazione, sport, logistica e trasporti).

Questi sono solo alcuni dei tanti provvedimenti presi in considerazione dal decreto “Cura Italia”, che rappresenta una sorta di “cerotto” alla piaga che il nostro paese sta vivendo.

Il Governo ha emanato anche altri decreti per questa emergenza, come il decreto legge del 25 Marzo n.19 riguardante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, e se ne prospettano tanti altri per il prossimo futuro.

Ebbene i decreti hanno proprio questa fondamentale funzione, intervenire nel modo più rapido possibile quando una situazione eccezione imperversa in uno Stato, e l’Italia nella sua storia ha avuto diverse occasioni eccezionali e di urgenza. Basti ricordare il terremoto devastante del 2009!

Cosicché tra un decreto legge e un altro riusciamo sempre ad andare avanti e superare tutte le situazioni devastanti che finora abbiamo vissuto.

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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