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Economia

MES: Diavolo,acqua santa o entrambi?

Il Mes è certamente l’argomento degli ultimi mesi, si direbbe quasi che sia l’argomento centrale dell’incessante campagna elettorale italiana. Ma cos’è il Mes? Come funziona? e chi l’ha usato come sta ora?

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L’argomento economico che sicuramente tiene banco da oltre quattro mesi è il Mes. In origine la diatriba era tra maggioranza e opposizione sull’opportunità di firmare o meno le modifiche a questo trattato. Da una parte c’era chi sosteneva che le modifiche erano state pensate per salvare alcune banche tedesche( opposizione e parte del M5S) e dall’altra parte c’era chi sosteneva che il tutto fosse una nuvola di fumo per buttare veleno sul una Europa sempre più debole. Ad oggi la discussione sul Mes non si è appiattita,anzi si fa sempre più ardua sull’utilizzo o meno di questo strumento. Ma andiamo per ordine e cerchiamo il più possibile di fare chiarezza.

Cos’è il MES?

Il Mes abbreviativo di meccanismo economico di stabilità o più semplicemente Fondo Salva Stati è un’organizzazione internazionale costituita con un Trattato affiancato, ma non incluso, in quelli Ue e che può contare su un capitale di 700 miliardi di euro di cui gli stati membri hanno versato 80 miliardi di euro (con quasi il 27% del capitale la Germania è il primo contributore; Francia partecipa per il 20% e l’Italia partecipa con il 18%) i restanti 620 miliardi saranno raccolti attraverso apposite emissioni di obbligazioni sul mercato.

Nacque in sostanza per supportare i Paesi che si trovavano/trovano in forte difficoltà finanziaria a fronte però di rigide condizionalità da seguire. In sostanza i Paesi tramite il Mes prestano i soldi ma ti dicono come puoi spenderli affinchè questi prestiti non vadano a fondo perduto e gli Stati che ne usufruiscono non ritornino in situazione di difficoltà o addirittura default. Ovviamente le diatribe iniziali furono proprio su queste famose condizionalità. Alcuni sostengono che non dovrebbero proprio essercene altri invece dicono che sono necessarie.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. E’ vero si che, poichè Io Stato ti sto prestando i miei soldi, e quindi non regalando, mi aspetto da te debitore che li usi al meglio per sistemare i tuoi bilanci, ma è vero anche che opprimere gli Stati fruitori con condizioni,spesso folli finanziariamente ma anche umanamente, può portare un effetto opposto.

Quando nacque il Mes?

Tutto nasce nel 2010-2011 quando alcuni paesi Ue si trovarono sull’orlo del tracollo finanziario. Ci si era scontrati con l’art. 123 dei Trattati che vietava agli stati membri (e quindi anche alla BCE) di salvare paesi in difficoltà. La logica di questo articolo era chiara: gli stati membri non devono essere incentivati a indebitarsi nella convinzione che altri paesi correranno in loro soccorso. Ma i tempi erano eccezionali e la crisi mordeva l’economia reale e tagliava posti di lavoro.

Da qui l’aggiramento dell’art. 123 prima con un fondo temporaneo (l’EFSF che aveva già concesso 175 miliardi di euro di prestiti a Irlanda, Portogallo e Grecia) e poi con uno permanente, il MES, peraltro dietro forte richiesta dell’Italia che rischiava di non avere ancore di salvezza europee nel caso in cui il pagamento del proprio debito pubblico risultasse insostenibile. La vera spada di Damocle che pende da anni sul nostro Paese e che tutt’ora risulta essere il nostro più grande limite. Basti pensare che la Germania ha attualmente il 61% di rapporto debito/PIL a fronte del 134% nostro. Per completezza la Francia ha un debito di poco sotto il 100% ( 98% per la precisione) e la Grecia di ben 181%.

Organizzazione del Mes

Mário Centeno, presidente dell’Eurogruppo

Il Mes ha la sua sede in Lussemburgo. Il fondo emette prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquista titoli sul mercato secondario. Ovviamente più è alto il prestito più rigide saranno le condizioni e quindi maggiori saranno i “sacrifici” che i Paesi debitori dovranno fare. Il Fondo è gestito dal Consiglio dei governatori formato dai ministri finanziari dell’area euro, da un Consiglio di amministrazione, nominato dal Consiglio dei governatori, e da un direttore generale con diritto di voto, nonché dal commissario UE agli affari economico-monetari e dal presidente della BCE nel ruolo di osservatori.

Può comprare titoli di Stato nel mercato secondario e può fare accordi con istituzioni private e finanziarie ed in caso di default da parte del Paese ricevente del Mes, esso diventa in automatico creditore privilegiato rispetto agli altri e quindi scavalcando anche i creditori privati.

L’operato del MES, i suoi beni e patrimoni ovunque si trovino e chiunque li detenga, godono dell’immunità da ogni forma di processo giudiziario. Nell’interesse del MES, tutti i membri del personale sono immuni a procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni e godono dell’inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali. Tuttavia, un collegio di cinque revisori esterni, indipendente e nominato dai governatori del fondo, ha accesso ai libri contabili e alle singole transazioni del MES. La composizione del collegio è così ripartita: un membro proviene dalla Corte dei Conti Europea, e altri due a rotazione dagli organi supremi di controllo degli Stati membri.

I diversi paesi, in relazione alle loro quote di partecipazioni, hanno diritto di voto. Le quote di capitale autorizzato sono emesse alla pari mentre pegni e ipoteche non sono trasferibili. In caso di mancato pagamento, lo stato membro perde il diritto di voto finché non risolve la posizione debitoria, e il numero dei diritti di voto è ricalcolato fra gli altri stati.

Come funziona concretamente il Mes?

Il Mes concretamente entra in atto nel momento in cui uno Stato ne fa richiesta ufficialmente. A questo punto la commissione europea verifica anche la condizione delle finanze pubbliche e definisce il fabbisogno finanziario di quel paese e dopo un report della stessa commissione l’organo plenario del Mes( insieme alla Ue) definisce un memorandum e le condizionalità da seguire.

Chi ha usato il Mes?

Il Mes,dalla sua creazione, è stato utilizzato da ben 5 Stati:Cipro,Portogallo,Spagna,Grecia e Irlanda. Ovviamente l’utilizzo del Mes come detto prima varia a seconda dell’importo del prestito,la Grecia fu lo stato ad avere il prestito più corposo e quindi anche le condizionalità peggiori.

Cipro

Cipro utilizzò il Mes nel triennio 2013-2016 con un pacchetto di prestiti pari alla metà delle dimensioni dell’economia cipriota. Il Mes ha messo a disposizione 9 miliardi di euro, mentre il Fondo monetario internazionale un altro miliardo di euro. Nonostante problemi del settore bancario all’inizio del programma, il Paese è uscito con successo dal programma nel marzo 2016.

Portogallo

Il Portogallo utilizzò il Mes nel periodo 2011-2014, è stato il terzo paese a ricevere assistenza durante la crisi dell’euro.Esso aveva sofferto un lungo periodo di debole crescita economica prima della crisi e il Mes servì sostanzialmente per finanziare il bilancio e parte per ricapitalizzare le banche. Il Portogallo attuò un profondo cambiamento del suo assetto economico con buoni risultati.

Spagna

La Spagna utilizzò il Mes nel biennio 2012-2014, ha avuto come obiettivo quello di ristrutturare il settore bancario. Il programma è durato 18 mesi, molto più breve degli altri programmi del Mes. Il denaro è stato utilizzato per un solo scopo: la ristrutturazione delle banche del paese. Servì un pacchetto di 41 miliardi e vennero fatti due esborsi: uno a dicembre 2012 e uno a febbraio 2013. La Spagna uscì con successo dal programma nel dicembre 2013 e ha dato un forte segnale di ritorno alla normalità iniziando a rimborsare volontariamente i prestiti del Mes prima del dovuto.

Irlanda

L’Irlanda utilizzò il Mes nel triennio 2010-2013 a causa del crollo del valore degli immobili a seguito della crisi dei mutui subprime di fatto le banche irlandesi concessero un numero enorme di mutui per gli immobili chiedendo poche garanzie in cambio. Essa è diventata il secondo paese durante la crisi dell’euro ad entrare in un programma di assistenza. Il sostegno totale fornito è stato di 67,5 miliardi di euro prontamente restituiti.

Grecia

Manifestazione in Grecia contro il MES

La Grecia è il paese che più di tutti ha usato il Mes e che risulta attualmente l’esempio usato da tutti gli anti-Mes come il mostro da evitare assolutamente. Chiariamoci, il Mes che venne utilizzato dalla Grecia era un Mes molto ma molto più pesante. Se dovessimo utilizzare una scala di valori, il Mes greco avrebbe il livello più alto. Infatti per essa si parla di Troika più che di Mes.

Il Mes intervenne nei periodi 2010-2013, 2012-2014 , 2015-2018 ed ora è riuscita a lasciarsi alle spalle la sua grande crisi nel 2018, quando è uscita dal più grande pacchetto di assistenza finanziaria della storia. In quell’anno la Grecia ha concluso il suo programma Mes dopo otto anni di prestiti ricevuti da parte di Mes, EFSF, Fmi e paesi dell’area dell’euro.

Insieme, l’EFSF e il MES hanno erogato 204 miliardi di euro alla Grecia, e ora detengono più della metà del suo debito pubblico. Negli ultimi otto anni, la Grecia ha lavorato duramente per soddisfare le condizioni previste dai programmi facendo dei tagli senza precedenti essendo stata obbligata sopratutto dalla Germania. Venne quasi completamente annullata la sanità greca ed è per questo che il Mes viene spesso visto come un mostro da evitare assolutamente. Ora, l’economia ellenica è di nuovo in crescita e ha già riparato parte dei danni, riuscendo ad emettere una serie di obbligazioni lo scorso anno.

In seguito chiariremo i pro e i contro di questo strumento.

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Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza ed un master in geografia economica. Insegno in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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