Connect with us

Cittadini

Quarantena

Ci parliamo su Zoom, Skype, WhatsApp, Messagger e non abbiamo ancora compreso che dovremmo concederci una pausa da tutti, e questa volta c’è la possiamo permettere.

Published

on

Questo isolamento, questa forzatura della mia pazienza – e chi mi conosce sa che riesco ad avere una pazienza fuori dal comune -, sicuramente mi ha fatto crescere. Un periodo nel quale ho riscoperto la mia intimità, che mi mancava. Per la prima volta, guardandomi allo specchio, ho visto, oltre ai capelli unti, una persona che si piace: anche grazie alla terapia che ho iniziato da un mese. devo ammettervi che la gran parte del lavoro che dovevo fare su me stesso l’ho dovuto fare io, meditando nel silenzio, due ore al giorno, per capire cosa voglio fare, chi sono e cosa sono diventato. Sembra assurdo, ma siamo così incentrati sulla connettività che non ci rendiamo conto di quanto sia bello vedere la luce in fondo al proprio tunnel. Perché devo ammetterlo, è doveroso, Salvini non mi ha fatto niente, in fin dei conti, ma l’insieme di tutta quell’attenzione improvvisa, un’attenzione che volevo far crescere pian piano tramite il mio attivismo e le mie idee, mi ha scalfito l’armatura. L’ha distrutta, penetrando l’anima e lasciandomi nella più singolare solitudine, nonostante vi fossero vecchi amici e anche nuovi. Perché alla fine, quando potevo avere la capacità mediatica di poter parlare, non sapevo cosa dire. Ero diventato il nulla, e chi mi vedeva lo comprendeva.

Per ricostruire tutto quell’insieme, cioè la mia personalità, ho dovuto prima smettere di autodistruggermi con l’alcol, e anche nel continuo negarmi che non mi avete fatto niente. Poi ho iniziato pian piano a concedermi di rilassarmi, a riprendere a fare chiamate e ridere di gusto con i miei amici e ho anche riniziato a parlare un po’ di politica.

Ora sono per dirvi che questo periodo, quasi infinito, come il pessimismo leopardiano, alla fine ci concede il potere di poterci guardare nudi tra noi stessi. Ci dà l’occasione di poter crescere e veder crescere anche gli altri. Ci dà l’occasione di comprendere che possiamo essere più soli di fronte a un telefono con venti persone, che invece con noi stessi in una stanza.

Nella mia stanza ho imparato a scavarmi dentro, a riflettere prima di fare certe chiamate pesanti, quelle nelle quali devi capire la situazione in Lombardia, in Veneto, a Bruxelles, in Europarlamento… poi quelle più terrificanti, con gli amici coinvolti, persone che hanno perso famigliari o che gli hanno ancora in terapia intensiva. Devi solamente prendere quel c***o di profondo respiro, cercare di trattenere le tue lacrime e sperare che quelle notizie un giorno finiranno. Poi vedi Facebook, Instagram, Telegram, WhatsApp, Twitter e ti rendi conto che il mondo che vuoi cambiare, perché è insito nella mia natura cercare di farci smettere di vomitare odio tra di noi, non vuole sentire ragioni neppure quando si parla di vite umane. Quando i politici giocano sull’emotività del pubblico, dietro a una telecamera, in un programma che dovrebbe parlarci di impegno civile, di responsabilità, di futuro al posto di recitare, oltre alla solita cantilena sulla sofferenza mista a trash, un rosario. Poi vedi una ragazza, Caterina Loria, derisa solo perché fa appello all’umanità sulla pagina della bestia e ti rendi conto che bisogna combattere così intensamente che vuoi solo iniziare a urlare al cielo le più profonde imprecazioni che solo tu sai. Questa quarantena ci sta facendo sia trovare la parte più bella di noi stessi, ma anche quella più negativa. #Rimaniamoumani ©️RIPRODUZIONE RISERVATA

Trending