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Politica

Tremano le colonne di Sala Ercole

La richiesta di Luca Sammartino di rendere segrete le votazioni sullìemendamento all’art.3 della finanziaria ha sollevato non poche polemiche: le accuse e la difesa di IV.

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Nella giornata di ieri, durante la seduta, sono volati gli stracci in Sala d’Ercole nel momento in cui il deputato di Italia Viva Luca Sammartino ha chiesto che il voto venisse reso segreto per un emendamento all’articolo 3 della finanziaria finalizzato a riassegnare dei fondi destinati al turismo alle associazioni sportive della Sicilia. L’intervento dell’ On. Sammartino ha trovato una durissima risposta da parte del Presidente della Regione Nello Musumeci, che ha aspramente criticato la richiesta dell’ex Dem, tacciato di star portando avanti giochi di palazzo sulla pelle dei siciliani. Il Governatore ha peraltro fatto un palese riferimento alla procedura penale a carico di Sammartino per “voto di scambio” nel momento in cui ha augurato a quest’ultimo che fossero altri Palazzi (di giustizia, ndr) a doversi occupare di lui, peraltro violando la presunzione d’innocenza. Ad aggravare la situazione è stato l’ultimo atto del teatrino andato in scena all’ARS che ha visto Musumeci abbandonare l’aula e il Presidente dell’assemblea Miccichè costretto sospendere per l’ennesima volta una seduta del parlamento regionale.

L’accaduto è immediatamente diventato oggetto di interesse nazionale nel momento in cui il vicepresidente della Camera dei Deputati Ettore Rosato ed il capogruppo di IV al Senato Davide Faraone hanno definito l’attacco del Presidente una dimostrazione di “squadrismo fascista”. Queste dichiarazioni sono state sottoscritte anche dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha voluto esprimere la sua solidarietà all’On. Sammartino. Non tarda ad arrivare la replica di Miccichè che si è premurato di censurare il comportamento del Governatore, definito inopportuno e ingiustificabile, rimarcando come questo risulti indifendibile nonostante il grande nervosismo di questi giorni. Resta preoccupante la situazione per la regione Sicilia che vede slittare ulteriormente l’approvazione della Finanziaria che dovrebbe rappresentare un aiuto di 1.5 miliardi per gli isolani e per le imprese locali. Cittadini costretti, peraltro, a vedere il proprio parlamento improvvisarsi palcoscenico durante la crisi più grande di cui la nostra Repubblica abbia memoria. Che sia necessario mettere da parte prese di posizione e rabbia per poter quanto prima dare un aiuto concreto alla Regione?

Alessio Liberti

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