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Politica

Il Ministro Bellanova e quella regolarizzazione degli invisibili

“Se il governo si gira dall’altra parte, io non sono più utile. Per me la regolarizzazione dei migranti è l’impegno di una vita. Ho contrastato i caporali fin da quando ero ragazza” Teresa Bellanova

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Tutte le attenzioni, così come le polemiche, sono focalizzate in questi giorni sulla proposta del Ministro delle politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova (Italia Viva) in merito alla regolarizzazione degli stranieri impiegati sia nel lavoro dei campi, sia come colf e badanti. Figure lavorative essenziali che, tuttavia, per molto tempo abbiamo ritenute scontate e con diritti “barattabili”. Ora è possibile un cambio di passo, ma le resistenze politiche, e non solo, sono molte.

Io capisco che tra le persone ci sia molta diffidenza perché per anni è stata alimentata l’idea che il diverso sia il nemico e che gli immigrati vengono qui a toglierci qualcosa, ma gli immigrati sono fondamentali per portare avanti alcune attività nel nostro paese. Non parlo solo dell’agricoltura. In un paese dove sta prendendo piede l’idea della decrescita felice e anche con un debito sproporzionato, si danno sussidi senza vincolarli a un’attività lavorativa, noi a queste persone diciamo che il permesso di soggiorno lo diamo se accettano un lavoro”- spiega il Ministro.

Dunque da un lato la carenza di manodopera rischia di compromettere la raccolta di molti prodotti in quella che viene definita “la filiera della vita”, dall’altro , proprio dalle famiglie, emerge la necessità e la volontà di assumere figure come colf e badanti, essenziali nella quotidianità di molte realtà.

Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta: le trattative sarebbero giunte ad un compromesso, ovvero ad una proroga di tre mesi del permesso di soggiorno per i braccianti cui è scaduto il contratto come lavoratori stagionali. La misura, come anticipato, riguarderà il settore agricolo, ma anche il lavoro domestico, quindi colf e badanti. Sarà compito dei capi delegazione nel Governo valutare se inserire il provvedimento già nel decreto di Maggio. L’ipotesi sulla quale spingevano Teresa Bellanova e Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud, con l’ok del Viminale di Luciana Lamorgese, prevedeva invece una proroga di sei mesi del permesso di soggiorno. La misura dunque punta a regolarizzare anche attraverso la richiesta del datore di lavoro, che dovrà versare un contributo allo Stato. Parliamo di lavoratori già in Italia da tempo, le stime circolate nelle discussioni tra i Ministri trattano una platea di circa 300mila persone interessate.

Il 7 Maggio, con un ‘faccia a faccia’ di due ore con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Italia Viva, con il Ministro Bellanova in prima linea, ha ribadito l’importanza del provvedimento, così come la necessità di liquidità alle imprese, sostegno alle famiglie e un piano shock per far ripartire l’economia.

I primi pareri negativi, come emerso, giungono proprio dalla maggioranza di Governo: mentre Italia Viva, PD e Leu vorrebbero procedere rapidamente, magari inserendo la sanatoria nel decreto di Maggio da portare al prossimo Consiglio dei ministri, il M5S, contrario, tenta di far slittare il provvedimento. Il centro di convergenza nella maggioranza di Governo sembra così spostarsi, nel merito della questione, dal M5S-PD-Leu al PD-IV-Leu, con un M5S di fatto vicino alle posizioni delle opposizioni.

“Quando si fa parte del governo si ha grande onore e grande responsabilità. Io do un contributo se è funzionale a risolvere problemi. Noi abbiamo in Italia contraddizioni mai risolte che ora sono ancora più evidenti. Non regolarizzare queste persone rischia di renderci principali responsabili della diffusione del caporalato e dell’illegalità. È evidente che se non risolviamo queste contraddizioni persone come me sono inutili in questo governo” questo il commento del Ministro Bellanova sui dissapori nell’esecutivo, con dimissioni pronte nel caso in cui il provvedimento non veda presto la luce.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, ha ribadito la posizione dei vertici, anche se all’interno del M5S non tutti sono compatti su queste posizioni: “Noi diciamo no alla regolarizzazione degli irregolari. Se il nostro obiettivo è sostenere l’agricoltura allora dobbiamo lavorare a misure per garantire il mercato, ma la soluzione non è la regolarizzazione, come se in agricoltura lavorassero solo migranti irregolari, un assunto sbagliato”.

Intanto l’opposizione continua a sostenere un fermo “no” al provvedimento, con Giorgia Meloni che considera la regolarizzazione come un premio “ai fuorilegge” e Matteo Salvini che minaccia di andare in strada a protestare in caso di sanatoria. Mara Carfagna, deputata di Forza Italia e vicepresidente della Camera, commenta come urgente e prioritaria la regolarizzazione degli irregolari, necessaria per far emergere quelle sacche di lavoro nero.

Emma Bonino, Più Europa, condividendo la priorità del provvedimento, chiede al Premier Conte di andare oltre il permesso temporaneo di un mese, come voci di corridoio narrano in queste ultime ore.

Anche Papa Francesco si schiera accanto ai braccianti agricoli sfruttati: “Ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare, mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane. Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. È vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e del lavoro“.

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Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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