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Cultura

“Sergio Marchionne” la biografia di Tommaso Ebhardt

La storia del manager “sweaterman” che ha cambiato la storia di FIAT, tra vittorie e sconfitte attraverso la penna di Tommaso Ebhardt che lo ha seguito in giro per il globo per 10 anni.

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Tommaso Ebhardt, attuale direttore della sede di Milano di Bloomberg , ha seguito Sergio Marchionne in giro per il globo per dieci anni e ha raccolto tutte le informazioni in una biografia che porta come titolo il nome stesso del manager, uscita per Sperling & Kupfer nel 2019. Anni e anni di informazioni raccolte attraverso le parole di Sergio Marchionne, l’uomo che per 14 anni ha guidato Fiat rivoluzionando la sua cultura aziendale.

Manager riconosciuto come spietato e tagliente, Tommaso Ebhardt ne traccia una biografia dalla sua entrata in Fiat fino alla sua morte. Lui stesso ha affermato: “Marchionne era la mia ossessione”. Lunghi viaggi, attese infinite, telefonate ma anche messaggi whatsapp e cene condivise in cui il manager era a volte incline a impegnarsi in conversazioni sul jazz e sul cinema, sue grandi passioni.

Alcuni dei suoi “kids” come amava definire il famoso manager le persone che lavoravano con lui, forse avrebbero potuto definirlo come quel capo da cui puoi imparare e apprendere di tutto. Un uomo curioso, determinato, rivoluzionario che quando si prefissava un obiettivo non conosceva né giorni né orari per raggiungere il suo ufficio e mettersi al lavoro. Come lui stesso affermava, con le sue decisioni era coinvolto anche il destino di tanti lavoratori e non poteva permettersi di perdere tempo.

Quell’uomo, definito “sweaterman” proprio per l’abitudine di indossare il suo distintivo maglione, era quel manager italiano di origini ma emigrato che sosteneva che il duro lavoro paga, il duro lavoro senza secondi fini. Marchionne stesso amava definirsi con una espressione: “I’m a fixer”, colui che risolve, che sistema, che mette in ordine.

Era stato infatti proprio lui, fedele alla sua filosofia a risollevare Fiat dalla crisi trasformandola in una potenza globale, decuplicando il valore del gruppo in Borsa. Desiderando la fusione con GM, voleva creare nel settore auto il più grande gruppo del mondo. Tommaso Ebhardt ripercorre nel libro i traguardi e gli errori, le vittorie e le sconfitte di quel manager che oltre ai successi ha collezionato anche tante polemiche.

Alcuni italiani lo contestarono per aver spostato il baricentro aziendale in America e la sede di FCA in Olanda, ma c’é anche da ricordare la scelta di produrre Jeep nel Sud Italia, auto che vengono esportate in America e che portano valore e stima alla nazione. I 14 anni alla guida di questo colosso tra decisioni difficili, responsabilità e la giusta dose di autorevolezza, hanno anche visto Sergio Marchionne cedere in forza e salute nonostante abbia resistito nei suoi impegni fino a un mese prima della sua scomparsa.

E’ il 25 Luglio del 2018, data della scomparsa del manager all’Ospedale universitario di Zurigo sotto la riservatezza che aveva sempre desiderato, lasciando ai suoi successori un’azienda che contava numeri straordinari.

Tommaso Ebhardt nel suo libro ci conduce per mano nel suo percorso di giornalista, tra notti insonni e viaggi eterni in macchina e in treno, facendoci scoprire la personalità di un uomo che rimarrà nella storia dell’imprenditoria automobilistica mondiale. Perché non ci si riesce mai a fermare quando si vuole portare a termine obiettivi prefissati e per agire nel modo giusto Marchionne si ripeteva: “Stay hungry, stay foolish”.

“The sweaterman” lascia il segno e noi possiamo ricordarlo anche attraverso la penna di Ebhardt nel suo “Sergio Marchionne”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata a Bologna il 10/06/1990. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Universitá di Bologna. Appassionata di musica, cinema, danza, teatro, arte e sostenitrice della cultura in generale come valore aggiunto.

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