Connect with us

Politica

Unità nell’esecutivo, dopo quattro anni torna la stagione dei diritti civili

Torna dopo quattro anni la stagione dei diritti civili, i lavoratori irregolari già presenti in Italia potranno lavorare legalmente.

Published

on

Torna dopo quattro anni la stagione dei diritti civili: era stato annunciato lo scorso 11 maggio il provvedimento a firma delle Ministre Teresa Bellanova e Luciana Lamorgese che permetterà ai lavoratori irregolari già presenti in Italia di poter lavorare legalmente mediante contratti e versando contributi. Una vittoria che arriva quattro anni dopo, appunto, la storica legge Cirinnà, che apriva finalmente al matrimonio tra coppie dello stesso sesso e sfatava un dogma che rimaneva tutto italiano.

Il miglior Decreto-legge dall’inizio dell’emergenza Covid-19? Non lo può dire nessuno: in attesa dell’effettività dei provvedimenti, quanto detto nella conferenza di ieri sera rimane un cacciucco di parole nell’etere. Non si può dire nemmeno su carta, considerato che continua questo approccio per cui i Dl non sono accessibili, se non ore dopo la conferenza di presentazione.

Eppure, il Dl Rilancio è stato accolto con giubilo. Rivolto sostanzialmente a tutte le categorie sociali, dai lavoratori alle famiglie, passando per imprese, operatori del terzo settore, scuole, università ed enti locali, ambisce ad offrire sostegno per tutto quello che non si è riuscito a guadagnare in queste settimane.

Ma forse non è il tecnicismo ad avere permesso che fosse accolto con soddisfazione questo provvedimento, quanto la voce unita arrivata dall’esecutivo che mai come ieri sera è sembrato unico. Senza se e senza ma, senza diatribe interne e conferenze stampa critiche dopo.

Un clima a cui non vale la pena abituarcisi, va detto, figlio però di un lavoro di comunicazione che in passato era stato chiesto più volte e a cui non era mai stato dato seguito, facendo scatenare di fatto un durissimo braccio di ferro interno alla maggioranza.

Bella l’immagine di ieri sera, forse un po’ ipocrita dopo i mesi trascorsi, ma comunque accolta con piacere da chi era davanti al televisore. Da sinistra verso destra, la Ministra Teresa Bellanova di Italia Viva, il Ministro Gualtieri eletto di recente in quota dem a Roma nel corso delle suppletive, il Presidente del Consiglio ancora forte del sostegno giallorosso, il Ministro Patuanelli, emergente tra i cinque stelle in questi mesi e infine il Ministro Roberto Speranza, di Liberi e Uguali. Una sintesi chiara del governo giallorosso, mai pubblicamente così affiatato.

La novità, inutile tergiversare oltre, è rappresentata da Teresa Bellanova, che guarda caso oggi impegna le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali. Non per le commoventi lacrime, che nulla hanno a vedere con quelle della professoressa Fornero o del Presidente Anci e Sindaco di Bari Antonio Decaro, ma per il contenuto del suo intervento. Da ieri gli invisibili sono meno invisibili, è su queste parole che è esplosa l’emozione della Bellanova. Erano settimane che Italia Viva, mai al tavolo della conferenza stampa, lavorava sulla possibilità di contrattualizzare gli irregolari, realizzando una sorta di sanatoria per braccianti, colf e altre forme di operatori domestici. In molti combattono con il termine sanatoria, ma d’altro canto di questo si tratta. Non come hanno voluto intendere un’apertura dei confini, non una deregolamentazione dei traffici con il nord Africa, ma solo un meeting con la realtà a cui da tanto tempo si sfuggiva. La questione del caporalato, per quanto riguarda l’agricoltura, e dello sfruttamento dei traffici di essere umani per colf e badanti è un dannoso problema a cui non si è mai voluto dar seguito. Da oggi una norma esiste, e le sanzioni per chi evade la legge continuando con lo sfruttamento saranno durissime.

Una battaglia di civiltà, prima che una battaglia politica, una conquista che era stata annunciata a quattro anni precisi di distanza dalla conquista dei diritti civili che quel governo a maggioranza PD aveva varato. Una data storica, e il tutto con buona pace di Vito Crimi, reggente del M5S, che nelle scorse settimane aveva quasi dimenticato che il governo era cambiato, proiettandosi in argomentazioni da Conte I più che da Conte II.

Teresa Bellanova è il ministro dell’Agricoltura e ha posto il problema dei braccianti agricoli. Un problema che è stato manifestato anche dalle associazioni di categoria, però la soluzione non è la regolarizzazione dei migranti irregolari. Questo è un altro tema, infatti il dibattito in questi giorni è stato: è giusto regolarizzare gli immigrati irregolari in Italia? Se la domanda è questa allora io dico no.

Vito Crimi, Reggente movimento cinque stelle

Grande soddisfazione è arrivata anche dalla Ministra Bonetti, che ha visto finalemente accolte tante delle sue battaglie per aiutare le famiglie.

I congedi parentali estesi a 30 giorni, e illimitati fino a 16 anni, se non retribuiti. I voucher babysitter raddoppiati a 1200 euro per tutti, a 2000 per operatori del servizio socio sanitario e alle forze dell’ordine utilizzabili per i centri estivi, il diritto al lavoro agile per i genitori con figli fino a 14 anni, l’attivazione e il finanziamento straordinario con 150 milioni per centri estivi e attività educative nel piano infanzia, i fondi per le scuole paritarie, che in molte parti del Paese assicurano il diritto all’educazione dai nidi fino all’adolescenza.

Elena Bonetti, ministra per le pari opportunità e la famiglia

Una vittoria tout court per il governo, almeno mediaticamente, che arriva senza critiche di sorta e contestazioni dagli scranni dell’esecutivo, grazie a quella dialettica interna a cui troppo spesso si era derogato in questi mesi. Dopo aver dettato l’agenda del governo sulle date della riapertura, sui primi esercizi commerciali a dover ripartire e sul criterio che sarebbe dovuto essere utilizzato, dapprima smentito e poi seguito, Italia Viva torna ad essere protagonista tra i banchi della maggioranza e lo fa alla luce del sole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Trending