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Politica

Fenomeno De Luca: prende la scena e batte anche Donald Trump

Il governatore della Campania è diventato un vero “influencer” sui social, tanto da battere in una diretta il numero di visualizzazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma cosa sta alla base di questo successo?

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Risultato finale 113 a 69. Non è il punteggio di un match tra una forte squadra di basket americana ed una italiana; è l’incredibile risultato (dell’ordine delle migliaia di visualizzazioni) ottenuto in una diretta Facebook del 19 aprile scorso dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, paragonato ad una diretta dello stesso giorno del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Un confronto che lascia sbalorditi, ma è tutto vero! Come è stato possibile? Cosa sta alla base di questo successo del personaggio politico italiano più virale del momento?

Una figura unica nel suo genere

Vincenzo De Luca ha 71 anni ed è presidente della Campania dal 18 giugno 2015. Quest’anno, infatti, si dovrebbero svolgere le elezioni regionali – non si sa però ancora quando. Il governatore si è trovato ad amministrare una regione non certo facile, subendo anche duri attacchi in passato – in particolare per quanto riguarda la sanità campana. Ma una cosa è certa: in questi anni da Presidente di Regione si è costruito – volutamente o inconsciamente – un personaggio, differente da qualsiasi altro in circolazione e per questo chiaramente distinguibile da tutti gli altri.

STILE INCONFONDIBILE – La prima cosa che salta all’occhio quando ci si approccia alla figura di Vincenzo De Luca è il suo modo di parlare: unico nel suo genere, sia per il ritmo della “narrazione” che per i termini utilizzati. Infatti all’interno di un’oratoria simile a quella di un sacerdote durante la predica vengono inseriti volutamente termini colloquiali, buffi e a volte persino offensivi. Quest’ultimo aspetto potrebbe stonare con la solennità che De Luca utilizza per i suoi discorsi, ma in realtà il tutto è armonizzato, attribuendo all’oratore autorevolezza da un lato e credibilità e genuinità dall’altro.

Sorpasso – 19 aprile 2020: Vincenzo De Luca (sopra) batte Donald Trump
in termini di visualizzazioni di una diretta Facebook

Lo “Sceriffo” con il lanciafiamme

De Luca in questi anni è diventato celebre per diverse frasi e discorsi, alcuni esilaranti, altri senza peli sulla lingua, altri ancora ad effetto. Tutto ciò ha contribuito alla costruzione del suo personaggio, oggi più identificativo che mai. Si divertono tutti ad ascoltarlo: giornalisti, ospiti, pubblico. Chi lo ascolta rimane con un senso di ammirazione per la sua figura, perché viene percepita come autentica nelle sue dichiarazioni. Il governatore dà come l’impressione di avere sempre consapevolezza del ruolo autorevole che riveste, così come il rispetto per le istituzioni. E proprio la serietà nell’osservanza delle sue funzioni lo porta ad assumere atteggiamenti a volte fermi, decisi, intolleranti verso ciò che reputa ingiusto.

LA GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID – Allo scoppio della pandemia, De Luca ha messo subito in chiaro che si sarebbe schierato dalla parte della fermezza, dell’intransigenza nei confronti dei trasgressori delle rigide norme di sicurezza anti-coronavirus. Tanto da spingersi a dire che “i quartieri devono essere militarizzati”, ricevendo l’appellativo di “Sceriffo” per le sue esternazioni colorite e taglienti. E’ diventata celebre una sua frase rivolta ai neolaureati desiderosi di poter festeggiare con gli amici il tanto atteso traguardo.

“Mi arrivano notizie che qualcuno vorrebbe preparare la festa di laurea… Mandiamo i carabinieri, ma li mandiamo con il laciafiamme”

L’arrivo su Facebook

De Luca si è “digitalizzato” da poco, ma la sua ascesa nel mondo dei social è stata rapida. Ha capito che un sapiente uso di questi strumenti di interlocuzione diretta con le persone può essere molto più utile, rispetto all’utilizzo dei media tradizionali, per veicolare messaggi e proposte. Ha anche giocato molto bene con la sua immagine: non è caduto nella trappola della bramosia dell’iper-esposizione, ma ha applicato una strategia di “vedo-non vedo”. Compare sì sui social, ma in date e orari stabiliti, facendo accrescere quello spirito di attesa che sembra essere la chiave di volta per mantenere la visibilità giusta nella “giungla” della rete. Stesso approccio con i mezzi stampa tradizionali: si fa vedere poco, ma quando c’è ha tutta l’attenzione dell’uditorio.

FAI DA TE – Una cosa sorprendente è venire a sapere, almeno secondo quanto raccontato dallo staff del governatore, che il personaggio De Luca è costruito dallo stesso De Luca. Battute comprese. Il suo reparto social è costituito da 4-5 persone, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera: “Noi abbiamo solo preparato la ‘macchina’ e poi è il governatore a guidarla” riferiscono dalla sede della Regione Campania. Niente maxi consulente alle spalle, quindi, almeno secondo quanto risulta. E la spontaneità ed efficacia delle risposte di De Luca anche in contesti di improvvisazione sembrano confermare questa ipotesi.

Le conclusioni

Vincenzo De Luca è quindi l’uomo del momento: duplicare le visualizzazioni di una diretta del presidente USA rimarrà comunque un’impresa “storica”. Ma dietro questa attenzione mediatica sembra esserci anche un consenso popolare. Tanto che il governatore uscente della Campania, messo in dubbio fino a poco tempo fa, adesso è il vero avversario da battere per le prossime regionali. Lo stesso Nicola Molteni (coordinatore della Lega in Campania) ha evidenziato la necessità di individuare un altro candidato, rispetto a Stefano Caldoro, da contrapporre a De Luca. Perché, andando avanti di questo passo, il centrodestra rischierebbe di subire una sconfitta pesante.

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Appassionato di relazioni di genere, psicologia sociale e politica internazionale, scrivo sul blog nazionale della community dei Millennials su queste tematiche. Sono nato a Trieste il 27 luglio 1997 e sono stato Senatore Accademico all'Università degli Studi di Trieste dall'aprile 2019 all'ottobre 2020. Ho conseguito il 15 ottobre 2020 nella stessa università la laurea triennale in Scienze Politiche e dell'Amministrazione, con una tesi in sociologia politica. Attualmente frequento il corso magistrale in Comunicazione Giornalistica, Pubblica e d'Impresa all'Università di Bologna. Sono iscritto al partito Italia Viva dal settembre 2019 e sono attivista presso l'associazione di promozione sociale RIME di Trieste. Dal gennaio 2020 sono anche responsabile dell'Ufficio Stampa dell'associazione ProgettiAmo Trieste e dal novembre 2019 coordino a livello locale un gruppo di discussione politica tra giovani.

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