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Correre Non Rincorrere – Week News 023

Correre non Ricorrere. Regole incerte e burocrazia bloccano il nostro paese. Analisi del DL “Rilancio” e dei fatti della settimana in Italia e in Campania.

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Buon sabato amiche ed amici,

“Correre, non Rincorrere”.
L’avevo anticipato qualche settimana fa, non basta dare un bel nome come “Rilancio” a un DPCM o a un Decreto Legge per una Nazione che è ferma ed ha paura.


Nel continuo rincorrersi di proposte e critiche, sia nella stessa maggioranza che all’opposizione, forse tutti noi abbiamo dimenticato la missione principe della politica italiana nel tempo del Covid19 e del post emergenza sanitaria: l’Italia, ora che si è rialzata dall’emergenza sanitaria, deve tornare a correre.
Pensate di essere voi l’allenatore di questo “atleta Italia” che ha bisogno di rimettersi in forma in un quadro internazionale che vede i nostri principali competitor europei e mondiali già pronti a tornare in pista, mentre noi stiamo ancora ad allacciare le scarpe, o meglio, a misurare i metri quadri per persona all’interno di un ristorante.
Le domande che dobbiamo farci sono:
1. Gli studiosi stanno ancora valutando il grado di virulenza della malattia?
2. L’attuale classe politica italiana si trova in netto ritardo perché non ha messo in campo già da un mese un piano anti-contagio per tutte le categorie di esercenti?
Insomma, è possibile che, come ha nelle ultime ore svelato il governatore della mia regione, Vincenzo De Luca, il governo ancora non ha fornito tutte le direttive da attuare, nonostante la pressoché quasi totale apertura stabilita per lunedì 18 Maggio?

E quindi noi da allenatori cosa potremmo fare per far rimettere in pista l’Italia?
Per me la soluzione è molto semplice: basta sussidi o bonus, e vengano invece introdotti maggiori incentivi al lavoro modificando anche le abitudini con regole certe e senza quella insulsa regola che pone la responsabilità in capo al datore di lavoro per il contagio da Covid19.
Cercherò di esprimere il mio pensiero in maniera chiara in tre punti:

1.Lavoro agile e smart workikng non sono più il futuro, sono il presente. Bisogna garantire la connessione internet ad alta velocità in tutte le case e soprattutto con una banda che non impedisca alla mamma e al papà di lavorare, se il figlio deve in contemporanea seguire la lezione tramite call.
2. Aprire i cantieri e senza blocchi attuando il “Piano Shock” che da ormai 6 mesi Italia Viva ha messo in campo e anzi, invece che rimandare, raddoppiare il numero degli investimenti anche in deficit perché si crea lavoro vero.
Oggi l’Italia ne ha più bisogno di ieri, perché il vero intervento utile dello Stato può essere solo quello che garantisce infrastrutture sicure e tecnologicamente avanzate.
Insomma, meno paura del 5G e più investimenti per ponti, strade, superstrade, fibra ottica in tutte le case a basso costo, perché il vero tema è l’accesso sostenibile alla tecnologia per non creare povertà educativa ulteriore nel nostro Paese.
3. Aumentare le borse di specializzazione per medici, tornare a pensare a nuove modalità per i concorsi pubblici, perché la PA italiana deve essere modernizzata più che mai in questo periodo, dove anche la richiesta di una certificazione non deve essere il martirio che pubblicamente subiamo (ecco un mio post sul tema con una mia esperienza).

Questi aspetti che ho appena rilevato sono davvero la base di “Rilancio”, perché in quel decreto legge da 55 miliardi di cui ci hanno parlato il Presidente Conte e i ministri in diretta l’altra sera non si vede un vero e proprio orizzonte di rilancio, ma soltanto l’ennesima pioggia di danaro pubblico che prima o poi dovrà essere ripagato da noi nuove generazioni, che stiamo subendo non solo lo scotto dell’emergenza sanitaria ed economica, ma soprattutto dell’emergenza sociale da intendersi come socialità (caratteristica che ci distingue dagli animali).

Questo a volte può essere un carattere non proprio distintivo, basti pensare al trattamento indegno che ha subito e sta subendo Silvia Romano, giovane volontaria che è tornata a casa dopo 18 mesi di prigionia presso un gruppo fondamentalista somalo.
Sul punto vi rimando due interessanti articoli, entrambi scritti da giovani donne: Benedetta e Maria Cristina, ovviamente, perché la sensibilità femminile è “tutta n’ata storia”, per dirla alla Pino Daniele.

Altra donna, non una coincidenza ovviamente per il nostro Paese, è l’attacco che ha ricevuto la Ministra e presidente di Italia Viva, Teresa Bellanova, perché non solo ha proposto l’unica misura sull’agricoltura (per me è stata anche troppo moderata, ma si sa, la politica è compromesso ed avere i 5 Stelle partner di governo non aiuta) dando giustizia alla sua vita politica partita dalle battaglie contadine nelle campagne pugliesi, ma ha dato altresì un orizzonte di scelta politica chiara contro le mafie del caporalato.

Teresa Bellanova è stata insultata perché ha pensato agli ultimi, anzi agli invisibili, cioè a coloro che ci permettono ogni giorno di poter scegliere che tipo di arancia, pomodoro, e perfino tipo di pasta avere a tavola.
Sia chiaro, è un tema scottante e le lacrime in conferenza stampa della ministra sono il frutto di chi ha vinto una battaglia dopo giorni difficili dove l’opposizione a questa norma che permette ai lavoratori migranti di regolarizzare più facilmente la propria posizione, è stata fatta per la malsana idea di politica che è dettata dall’algoritmo 5 stelle.
La Politica non si fa rincorrendo i sondaggi, ma cercando di risolvere i problemi di tutte le persone e, aggiungo, non solo di quelle che ti possono o vogliono votare.

In questi giorni mi sono arrivate diverse segnalazioni da parte di alcuni lavoratori stagionali che con un particolare codice ATECO (altra mostruosità burocratica italiana) si sono visti negare il rimborso dei 600 euro per i lavoratori stagionali.
Cercherò e cercheremo come Italia Viva Campania di portare il tema all’attenzione del parlamento perché non esistano lavoratori stagionali di serie A e di Serie B.

Veniamo rapidamente alla Campania e ad Ercolano.
Per la nostra regione è tempo di riaperture e lo slogan “Aprire tutti, ma aprire per sempre!”, nonostante i ritardi delle norme anti-contagio, potrà essere effettivo soltanto se noi cittadini e se tutti gli esercenti rispetteranno le regole.
Quindi, tutti con la mascherina e tutti alla distanza giusta non saranno soltanto un modo per assicurarci la possibilità di vivere una “diversa normalità”, ma saranno necessari per non veder fallire tanti piccoli e micro imprenditori.

Ad Ercolano, invece, purtroppo la situazione intristisce per due ordini di motivi:

1. Abbiamo un nuovo contagio e questo dopo quasi 20 giorni senza nuovi contagiati.
Il vero problema in questo caso non è il contagio in sé, ma l’atteggiamento di alcune persone. Stimo circa il 25% della cittadinanza ercolanese che non solo non indossa mascherine in strada, ma che le indossa anche male (con il naso di fuori).
Non mi stancherò mai di dirlo, il problema non sono soltanto i controlli che a volte sembrano pochi altre volte troppi, il problema è che come popolo dobbiamo evolverci per il bene dei nostri cari e della nostra comunità.
METTETE LA MASCHERINA SEMPRE, si può ridurre l’indice di contagio fino al 90%!

2. La bagarre che ha creato una parte del Partito Democratico di Ercolano su un argomento necessario e delicato per la nostra città come il PUC (Piano Urbanistico Comunale) che indica, in parole semplici, come possiamo progettare e far investire su Ercolano nei prossimi anni.
Abbiamo un “piccolo” problema, il nostro ultimo PUC ha più di 30 anni e questo ha spezzato la città in due parti e non permette le possibilità di investimenti necessari per un paese che deve e può vivere di economia turistica.
Passerà il Coronavirus, ma non passerà la voglia di investire in un territorio bello e ricco di bellezze naturalistiche e culturali come quello ercolanese, perché il compito della Politica è rendere possibile e accessibile a tutti questa possibilità.
In questi giorni mi sono sentito con Mario e Vincenzo, due ragazzi che hanno voglia di investire nella nostra città, a loro voglio dire: “Resistete, questa gente non riuscirà a distruggere il vostro sogno. La politica è un’altra cosa.”.
Sul tema PUC Ercolano vi segnalo anche un post (clicca qui) sull’impiantistica sportiva molto interessante, specie per come negli ultimi 40 anni hanno trascurato gli sport come la mia amata Pallacanestro.

Permettermi una piccola nota personale, per me questo week end sarà speciale perché compio gli anni (domani n.d.r.), non mancherà l’affetto dei miei genitori e la torta fatta dalla mia sorellina super chef, ma non avevo minimamente pensato che avrei dovuto passarlo lontano dalla persona che amo.
Ho sempre sostenuto che la peggiore conseguenza di questo virus è proprio l’inumana facoltà di amare e di vivere i rapporti senza il calore umano.
Sarà un’esperienza diversa e mi formerà come uomo e come persona perché la normalità è qualcosa che conquistiamo soltanto investendo nel progresso.

Tazzina di caffè: questo weekend vi consiglio di prendere le vostre Cuffie, le vostre AirPods, i vostri auricolari, e di dedicarvi all’ascolto della splendida musica di Ezio Bosso, perché la vita di un artista può finire, ma la sua arte vivrà per sempre con chi sarà in grado di portarla nel proprio bagaglio emozionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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