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Silvia De Dea:”Continueremo a lottare per affermare tutti i diritti di noi donne”

Troppe volte sono frequenti episodi in cui la donna subisce e riceve considerazioni tali da etichettarla inferiore. Silvia De Dea sta facendo qualcosa.

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Silvia De Dea, giovane attivista, ogni giorno si impegna per lotta contro le disuguaglianze di genere.

Troppe volte ancora, nella società odierna, sono frequenti episodi in cui la donna subisce e riceve considerazioni tali da etichettarla inferiore rispetto all’uomo. Mentalità, condizioni economiche di un determinato Paese, retaggi culturali sono solo alcune delle cause che generano e favoriscono le disuguaglianze di genere.

Per questo abbiamo deciso di ascoltare la voce di una giovane ragazza che, con l’aiuto delle sue amiche, è riuscita a dare spazio a questioni femminili di grande importanza, portando avanti battaglie per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questa ragazza è Silvia De Dea, una tra le fondatrici dell’associazione “Onderosa” formata da “un gruppo di giovani che lottano per sconfiggere le disuguaglianze di genere”, afferma la descrizione riportata nella bio della pagina Instagram. Giovani e decise dopo una prima vittoria, oggi lottano per una seria e doverosa educazione sessuale nelle scuole italiane.

  • Silvia, una prima considerazione sulle disuguaglianze di genere: come sono cambiate e perché?

“Inizierei, in realtà, facendo un focus su quello che sta accadendo negli ultimi mesi, con il tema del Coronavirus che, di fatto, ha acuito molto queste disuguaglianze. Chiaramente molte famiglie si sono ritrovate assorbite nei lavori di cura in casa e nello stesso tempo devono dedicarsi anche al proprio lavoro. Ma il lavoro di cura domestica è ricaduto, inevitabilmente, in maniera più pesante sulle donne, nonostante da anni si discuta di questo tema.
È un bel problema! Si ha una visione sbagliata da questo punto di vista: così come le donne, anche gli uomini devono avere il dovere di occuparsi delle faccende domestiche e della cura dei figli. È un po’ un retaggio culturale che ci portiamo dietro.
Oggi, tornando alla domanda, in Italia il gender pay gap è ancora fortissimo: Il divario retributivo di genere complessivo in Italia è del 43,7% contro il 39,3% complessivo in Europa. Un dato comunque alto, ma nettamente inferiore. Questo è influenzato anche dalla scarsità di donne che siedono sulla poltrona di manager nelle grandi aziende: meno del 20%.
Questa disparità, fortissima ed evidente,è però solo la punta dell’iceberg del problema: le disparità spesso permeano anche la nostra vita quotidiana, la vita di coppia, l’educazione dei figli.”

  • Molte volte si discute di Nord e Sud, sulle differenze ed uguaglianze che accomunano i due estremi della Penisola. Partendo da ciò e considerando lo sviluppo industriale e quindi l’ importante crescita economica avvenuta al Nord, si può constatare un crescita occupazionale femminile considerevole in vari settori. Può aver portato un cambio di mentalità nelle donne settentrionali e quindi una maggiore emancipazione?

“Certo! L’ emancipazione economica favorisce l’emancipazione sociale della persona stessa. Sono temi da sempre correlati. Da sempre si sviluppano su più piani. Dove l’economia è fiorita maggiormente si è avuta una forte educazione paritaria, quindi si supera quel retaggio culturale maschilista. La cultura e una corretta e paritaria educazione assumono un ruolo fondamentale, basti pensare che nei Paesi più poveri uno dei primi strumenti per combattere la povertà economica e sociale è l’istruzione.”

Infatti, come afferma Silvia, guardando i dati dell’ Istat del 2019 si nota come siano presenti delle disuguaglianze sociali al Sud maggiori rispetto al Nord. La percentuale di famiglie in povertà, nel Mezzogiorno, è del 10%, mentre al Nord è poco più della metà: 5,8%.

Pertanto, risulta di particolare importanza un impegno comune, ogni giorno, per il contrasto delle disuguaglianze. Questo è anche l’obiettivo dell’associazione “Onderosa“.

  • Come nasce e quali sono le battaglie più importanti portate avanti?

In realtà è nata un po’ per caso. Eravamo un gruppo di ragazze già attive politicamente, ma pensavamo che ci fosse uno scarso coinvolgimento delle donne in politica. Abbiamo iniziato con degli aperitivi e dibattiti per trattare di temi politici che riguardano le donne stesse. Si affrontano tutti i temi, tra cui quelli legati all’educazione sessuale. Infatti è nata recentemente un’ iniziativa gestita da altre ragazze come Carolina, Martina e Arianna e Laura e nominata “Sex&Co“, dove grazie all’aiuto di una sessuologa, ogni ragazza o ragazzo con dubbi o problemi legati all’ambito sessuale può chiedere e confrontarsi liberamente senza preoccuparsi di nulla.
Si affronta l’educazione sessuale e si cerca di perdere la visione del sesso come un “tabù“.
La prima battaglia che abbiamo portato avanti, invece, è stata quella contro la “tampontax“; abbiamo lanciato una petizione nel natale del 2018 che nel giro di 4 mesi ha raccolto le 250.000 firme. Tutto si basa su un semplice principio: io non scelgo di avere il ciclo, non ho la facoltà di poterlo controllare e non è giusto che io, in quanto donna, venga tassata con un’aliquota così alta. L’aliquota applica agli assorbenti è quella ordinaria, applicata anche agli oggetti di lusso.

Siamo riusciti a portarla fino all’attenzione del governo e a Maggio siamo scesi a manifestare a Montecitorio per continuare la nostra battaglia.
A novembre scorso abbiamo ottenuto un piccolo, ma importante successo quando il Ministro Gualtieri ha deciso di inserire, nella manovra di bilancio, un piccolo pezzo della nostra battaglia.
Ovviamente è ancora insufficiente, ma è uno step decisivo e ha permesso di dare voce a questa questione, rendendola finalmente una questione politica.

  • Quali sono le tue considerazioni sulle battaglie da portare avanti e cosa dovremmo fare per ottenere una vera e propria uguaglianza di genere?

Io adoro l’attivismo spontaneo e lo vedo come il modo più sincero per interagire e quindi impegnarsi per qualcosa; infatti, secondo me, la forza di tante piccole battaglie si ha quando ragazzi e ragazze, nel loro piccolo, sentono un’ingiustizia e hanno voglia di ribellarsi. C’è più naturalezza, più spontaneità, più connessione sentimentale. Per il futuro è una bella scommessa! Ci sono tanti temi a cui dedicarsi e continueremo a lottare per affermare tutti i diritti di noi donne.

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Saverio Ricucci 20 anni, residente a Monte Sant'Angelo (FG). Studente di Ingegneria a Bari. Pronti per migliorare il SUD.

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