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I pensieri di una bionda rumorosa

Libertà irresponsabile: la movida italiana ai tempi del Covid 19

Purtroppo molti si sono dimostrati egoisti nei confronti dei gestori dei locali, nei confronti di chi deve ripartire, di chi ha bisogno di ripartire con la propria attività.

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L’emergenza epidemiologica da Covid-19, che fino a qualche mese fa sarebbe potuta sembrare ai più un problema lontano e non tangibile, una cosa lontana che mai avrebbe riguardato l’Italia, ha invece colpito l’intero paese coinvolgendolo in una escalation drammatica e talvolta confusionaria di provvedimenti, misure e raccomandazioni. In pochissimo tempo, la situazione ha portato l’intera penisola ad una sorta di “pausa”, una pausa che ha causato un effetto domino nelle nostre vite, generando conseguenze economiche, sanitarie, occupazionali e sociali davvero pesanti.

Però, adesso, spetta un compito a tutti noi: la ripartenza, a piccoli passi, usando buon senso. Il silenzio assordante delle nostre città, il silenzio delle fabbriche, il silenzio del sabato sera nei centri storici della città sono stati causa di angoscia nelle nostre vite. Questa pausa forzata, questa mancanza di rumore, di contatto ci ha impauriti ma ha anche avuto il potere di farci ragionare, di farci capire quanto sia meraviglioso respirare la libertà.
Ma, dopo mesi, dopo troppa confusione tra provvedimenti del Governo e provvedimenti delle Regioni, è stato finalmente pigiato il pulsante Play nelle nostre vite, sperando di non dover ritornare magicamente indietro. Dopo le innumerevoli polemiche, dopo il mancato senso di responsabilità e coscienza civica da parte di molti giovani ragazzi, e non solo, molti Sindaci e Governatori si sono ritrovati a dover fare dei passi indietro, con evidenti conseguenze per l’intera economia italiana.

Il fine settimana è da poco terminato ed abbiamo assistito a innumerevoli testimonianze sulla ripartenza di tutte le città: da Torino a Palermo, passando per Firenze e fino ad arrivare a Cagliari abbiamo visto di come la gente, purtroppo, non abbia ancora capito che serve moderazione, prudenza e gradualità nelle interazioni. Dopo oltre 30mila vittime era impensabile, ovviamente, poter ritornare a vivere la vita di prima, potersi scambiare i cocktail, abbracciare e ballare con gli sconosciuti in pieno centro con musica a tutto volume. Il rischio è ancora troppo grande e la consapevolezza, purtroppo, è ancora mancante. Così, piuttosto che ripartire e far ripartire l’economia italiana, con questo poco senso di responsabilità che, purtroppo, in troppi hanno dimostrato di avere, c’è il timore e la possibilità di rimettere tutto in pausa. E qui, da imprenditrice ancor prima che da aspirante politica, mi viene da pensare ad un termine: egoismo.

Si, la gente si è dimostrata egoista nei confronti dei gestori dei locali, nei confronti di chi deve ripartire, di chi ha bisogno di ripartire con la propria attività. A Milano, il sindaco Beppe Sala, ha deciso di vietare la vendita d’asporto di alcolici dopo le 19, con conseguenze economiche rilevanti per tutti i gestori dei locali; a Brescia, il Sindaco Del Bono, ha deciso di mettere un coprifuoco; a Sanremo, a Palermo, in Veneto triplicati i controlli e le sanzioni. Ma abbiamo davvero bisogno di questo? Abbiamo davvero bisogno di sceriffi e di sanzioni individuali e collettive per rispettare delle semplici regole? Nessuno vieta di uscire: il lockdown è terminato. Adesso si chiede altro, adesso si chiede prudenza. Non sei più figo se non indossi la mascherina, non sei più figo se prendi un cocktail ed inizi a scambiartelo con dieci amici diversi e non sei neanche più figo se inizi a ballare con chiunque ti stia accanto: la trasgressione a cosa può servire?

Chiariamo: nessuno vi descrive come nuovi nemici, nessuno sta cercando di manipolarvi e nessuno dovrebbe aver bisogno di Assistenti Civici, di volontari che controllino le nostre vite.
Nessun Sindaco, Governatore, Parlamentare o Ministro vi ha abbandonato, nessuno vuol ergersi a “ducetto” della situazione ma, tutta la politica e l’intero corpo economico del Paese vi chiede soltanto una cosa: lasciate a casa l’egoismo, portate con voi la mascherina ed iniziate ad assumere comportamenti responsabili, proprio come nella prima fase di questa crisi. Bisogna, adesso, percorrere la strada della libertà responsabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovane imprenditrice trapanese e studentessa di scienze politiche animata da un entusiasmo senza confini. Nata in Sicilia, in una terra ricca di storia e di bellezza che, purtroppo, continua a non permettere ad una giovane ragazza dai tratti normanni di potersi esprimere, di poter lottare, di poter migliorare quell'angolo di paradiso in cui vive. Vivo una realtà che ha provato, più volte, a tapparmi le ali, a scoraggiarmi, ad ammutolirmi senza, però, alcun risultato: il verbo arrendersi non fa parte del mio dizionario. Caparbietà e costanza sono i tratti che più amo di me.

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