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Simone Ammendola, resort Perdépera:“Chiediamo due cose alla Regione: tempestività e maggiore chiarezza”

Le conseguenze del lockdown sul turismo sono disastrose. La stagione estiva cerca di ripartire con non poche difficoltà. Per questo riportiamo la voce di un albergatore che chiede meno incertezza e più chiarezza nelle informazioni necessarie che devono essere fornite all’utenza.

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Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare!”

Adoro questo ritornello cantato dal mitico Edoardo Vianello. Pensate che questa canzone ha ben 57 anni, ma la sua attualità è sempre dirompente.Specialmente in questo pazzo e sgangherato 2020, che con la diffusione di questo nemico invisibile – che pare abbia un brutto rapporto con le temperature elevate – minaccia la nostra meravigliosa E intoccabile estate italiana.

Ebbene sì, quest’anno più che mai rimandate il vostro safari tra i Leoni o i baci romantici ai piedi della Tour Eiffel, per godervi, invece, le vostre attesissime ferie nei meravigliosi litorali italiani.

L’Italia è il Paese delle meraviglie, da Nord a Sud fino alle nostre paradisiache isole. Ed è proprio in un’isola che approderemo in questo articolo: la Sardegna. Pensate, questa antica terra ha 1.849 km di coste, e noi ci concentreremo nell’Ogliastra, nella costa orientale, e vi riporteremo la voce di uno dei tanti albergatori che quest’anno stanno vivendo una crisi senza precedenti.

A parlare è Simone Ammendola, proprietario del meraviglioso Resort PerdéPera.

  • Simone, mi parli della sua attività prima della diffusione del Covid-19. Mi descriva il suo magnifico Resort a quattro stelle.

Mi chiamo Simone Ammendola e sono il proprietario del Resort PerdéPera, situato al centro della costa orientale della Sardegna, nella zona dell’ex provincia d’Ogliastra. Il Resort prende il suo nome dall’omonima località del comune di Cardedu.

Dunque, PerdéPera si trova sul mare ed è dotato di 170 bungalow con ingresso indipendente. A questo aggiungiamo i suoi ampi giardini e gli ampissimi spazi verdi, tre piscine, due ristoranti, uno dei quali si trova nella spiaggia, dove abbiamo un nostro stabilimento nel quale garantiamo un ombrellone e due lettini per camera e, infine, anche un centro benessere.

È un Resort a conduzione familiare con dipendenti del posto, alcuni dei quali lavorano da noi da più di 18 anni. A differenza degli altri anni avremmo dovuto aprire l’Hotel a fine Marzo per chiudere poi a fine Ottobre. Dunque, doveva essere una stagione molto lunga dal momento che fino a quattro anni fa aprivamo a fine Maggio e facevamo i classici tre mesi e mezzo di stagione. Insomma, eravamo riusciti a destagionalizzare per poter raddoppiare il periodo di apertura.

Causa Covid-19 e conseguente lockdown, questo naturalmente non si è potuto concretizzare. Vi riporto il link del sito ufficiale del nostro Resort, così potete avere maggiori informazioni sui nostri servizi. https://www.perdeperaresort.it/

  • Mi ha detto, appunto, che non avete potuto aprire il Resort da Marzo a causa del lockdown: quali sono state le conseguenze? Avete subito le cancellazioni delle prenotazioni?

Durante questi due mesi si è fermata ogni tipo di richiesta e prenotazione. Da Marzo abbiamo iniziato a cancellare moltissimi eventi come matrimoni, congressi e addirittura un gruppo di turisti tedeschi, che avevano prenotato per più di un mese per motivi di lavoro, ha bloccato ogni progetto. Quindi abbiamo già perso dei fatturati molto importanti a causa del lockdown.

A parte tutte queste cancellazioni, per fortuna abbiamo della clientela che ha voglia di venire da noi a trascorrere le vacanze e tramite i voucher stiamo riuscendo a salvare qualcosa, oppure, semplicemente, la rimandiamo all’anno prossimo.

Dunque, il grosso del danno è dovuto alla cancellazione di tutta quella serie di eventi che non abbiamo potuto fare. Per esempio i matrimoni, anche se lo possiamo riprogrammare per il 2021 ci stiamo ugualmente bruciando le date del prossimo anno per fare un fatturato che, invece, doveva essere del 2020.

  • Qual è la situazione del turismo in Sardegna? Come gestirete la vostra attività date le normative di sicurezza che devono essere rispettate?

La situazione del turismo sardo è in una flebile fase di avvio, nel senso che stiamo – finalmente – iniziando a ricevere qualche richiesta di preventivo.

“le persone, dopo 60 giorni di lockdown, hanno bisogno di uscire dalle proprie mura domestiche e viaggiare. D’altronde ce lo siamo meritati!”

Il fattore più emozionante di tutti è sentire i telefoni squillare e, soprattutto, ricevere telefonate e mail non per annullare una prenotazione, ma per effettuarne di nuove. Dei timidi segnali si intravedono e noi siamo fiduciosi e ottimisti.

Questa stagione estiva, ovviamente, va gestita con moltissima cautela perché le cancellazioni sono state tante e la nostra è una struttura molto ampia. Da una parte questo ci dà dei vantaggi in quanto riusciamo a rispettare tranquillamente la normativa di sicurezza senza nessun tipo di problema, anzi, ci limita veramente poco anche perché i nostri ristoranti sono all’aperto e le piscine sono tre, e tra l’altro molto capienti, quindi riusciamo a gestire gli spazi interpersonali. Ma dall’altra parte ci sono tante più incombenze, come le sanificazioni e gli eccessivi costi di gestione rispetto alle prenotazioni. Gli stipendi, per esempio, sono un costo davvero importante, sicché se decidi di aprire devi pensare a tutti i costi connessi alla manutenzione dell’ambiente. Quindi se non riesci a vendere rischi sul serio un deficit di profitto.

Per quanto riguarda il lungomare, la spiaggia di Perdépera è famosa per la sua bellezza e, soprattutto, per la sua ampiezza per cui riusciremo a garantire la distanza tra un ombrellone e l’altro, anzi, diciamo che nelle varie simulazioni che abbiamo fatto siamo riusciti ad aumentare le distanze ulteriormente rispetto a quanto richiesto dal decreto.

  • Dati gli eccessivi costi nel riavviare una struttura così grande, riuscirete a garantire un lavoro ai vostri dipendenti che addirittura vantano una carriera quasi ventennale nel vostro Resort?

Questo non dipende da noi, ma dal numero dei clienti che decideranno di passare le vacanze nel nostro Resort. Purtroppo sono situazioni molto difficili da gestire anche perché ripeto, i nostri dipendenti lavorano da noi da moltissimo tempo e dunque si instaura con loro un certo tipo di rapporto che va oltre l’ambito lavorativo.

Il problema però è che se si lavora con il 25% di capienza, si può ben capire quanto sia impossibile tenere il numero di dipendenti dell’anno precedente. Sarebbe economicamente insostenibile, dunque a nostro malgrado la nostra apertura sarà caratterizzata da un personale ridotto, stando molto attenti a quanti assumerne perché altrimenti non riusciremo a pagare tutti i costi del personale.

L’unica cosa che possiamo fare è sperare che le prenotazioni siano consistenti, così nel più breve tempo possibile possiamo integrare i dipendenti fino a che non si va a regime. Certo, la nostra intenzione sicuramente è quella di dare lavoro a più persone possibili sperando che arrivino le vendite.

“La soluzione più facile sarebbe non aprire, congelare tutte le prenotazioni e spostarle nel 2021 e fare un’annata in cui non si apre. Però non riteniamo che sia la scelta giusta, sia perché così diamo un servizio al nostro territorio e sia perché preferiamo essere ottimisti”

  • Dunque mi dica se ho capito bene, il vostro problema non riguarda tanto il mettere in pratica tali normative di sicurezza – come il distanziamento sociale – data l’ampiezza del vostro Resort ma, piuttosto, gli eccessivi costi di riapertura rispetto alle prenotazioni. La mia domanda è questa: la Regione cosa sta proponendo in merito? Sta aiutando concretamente il vostro comparto?

Esatto! Ma vorrei aggiungere altre considerazioni in merito alle problematiche che stiamo vivendo. Secondo me la Regione ha fatto una bella proposta, ossia quella relativa al passaporto sanitario. Quest’ultimo è uno strumento utile per garantire sia il salvataggio della stagione balneare sia la sicurezza della salute dei sardi e dei turisti che vengono a farci visita. Questo non è da sottovalutare perché quest’anno, un fattore che verrà considerato nella scelta della propria meta turistica è per l’appunto la sicurezza.

Col passaporto sanitario il turista sta certificando la propria negatività al Coronavirus e, in questo modo, non dovrà neanche fare la quarantena. Così avrà la possibilità di vivere una vacanza serena, che poi è proprio questo che ci si attende da essa.

La Regione vorrebbe utilizzare i test salivari perché molto più rapidi e comodi del classico tampone, ma il problema è che ancora non sono in commercio. Per questo motivo la Sardegna sta chiedendo al Governo la liberalizzazione dei test in modo da essere accessibili a tutti i cittadini.

Questa è sicuramente una bella idea, ma al momento rimane tale. Ci sono aggiornamenti a riguardo? Insomma, non abbiamo informazioni tempestive in merito.

“Viviamo in un limbo colmo esclusivamente di incertezze e di “forse” che ci mettono in una situazione di disagio, di stallo.”

Certo, siamo di fronte a un’emergenza che prima di tutto è sanitaria e in secondo luogo economica. Dunque, le persone devono viaggiare in sicurezza e questo vuol dire che un controllo sanitario all’arrivo in aeroporto potrebbe essere lo strumento che garantisce maggiore serenità. Ma non si sa se il passaporto sanitario verrà attuato o meno, se occorre fare il controllo prima di partire oppure all’arrivo. Gli utenti queste domande se le pongono.

In altre parole, il problema è prima di tutto organizzativo e occorre capire in tempi brevissimi – perché abbiamo già ridotto i mesi della stagione – se questa idea effettivamente si può concretizzare. Ma ce lo devono dire ora, in modo tale che la clientela possa valutare se venire e fare il test, oppure rimandare e, così, noi non perdiamo anche il mese di Giugno.

In sintesi, sono due le cose che chiediamo alla nostra Regione: tempestività e maggiore chiarezza nell’organizzazione delle informazioni.

  • E dal punto di vista economico sono stati erogati degli aiuti? Anche perché i lavoratori stagionali potrebbero rimanere senza un lavoro e, dunque, necessitano di un supporto economico.

Fino ad ora non abbiamo ricevuto degli aiuti economici. Nel decreto di Marzo le banche dovevano impegnarsi a elargire liquidità. Noi abbiamo iniziato da subito a fare le relative domande per ottenere l’aiuto che, ahimè, ancora non si è visto a causa di una burocrazia piramidale. Eppure è questo il momento in cui ne abbiamo più bisogno. Se questa liquidità arriva tra due mesi non ha alcun senso dal momento che molte attività non potranno più ripartire.

Ora, il decreto rilancio elargisce un bonus vacanza che prevede un contributo per le spese sostenute per soggiorni in ambito nazionale in alberghi, campeggi, villaggi, bed and breakfast.

Possono chiedere i contributi le famiglie con un reddito Isee fino a 40.000 euro. L’importo varia a seconda del numero dei componenti familiari:

  • 500 euro per le famiglie composta da 3 o più soggetti;
  • 300 euro per le famiglie di due persone;
  • 150 euro per le famiglie di 1 una persona

Questo bonus potrà essere speso dal 1 luglio al 31 dicembre 2020 e l’80% prevede uno sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura, il restante 20% come detrazione dall’imposta sul reddito.

Il problema sta nel fatto che questi 500 euro saranno sconti effettuati in fattura che poi ci vengono dati come credito di imposta. Dunque, ho maggiore necessità di avere più liquidità adesso perché sono crediti che potrò usare negli anni per compensare il debito verso lo Stato dovuto alle imposte scaturite durante il normale svolgimento dell’attività. Se si sommano al credito d’imposta derivante dall’affitto della struttura, si va a parlare di cifre cospicue che potrò compensare nell’arco di anni.

“Oltretutto ad oggi non sono state ancora pubblicate le Faq di questo buono vacanza sicché non posso metter su nessun tipo di azione, non posso permettermi di fare programmazioni future.”

Per esempio, se da me viene una persona che farà un breve weekand con una spesa di 600 euro di cui 500 euro sono in credito di imposta, io otterrò solo 100 euro. In questo modo come posso pagare gli stipendi?

  • Cosa si augura per questa singolare stagione estiva? Ha qualcosa da dire agli utenti? Perché dovrebbero venire in Sardegna e, soprattutto, nel vostro Resort?

Noi albergatori siamo abituati a dare risposte certe sui servizi che offriamo e sulle attività che proponiamo, altrimenti si perde la credibilità e la soddisfazione del cliente. Questo non è un fattore trascurabile dal momento che la concorrenza è tanta e, dunque, è fondamentale ottenere la fiducia dei tuoi utenti.

La nostra difficoltà principale è quindi l’incertezza, l’impossibilità di dare al cliente un’informazione affidabile. Altre realtà poi detengono anche il problema relativo alle norme di sicurezza che, come ho detto prima, a noi non ci riguarda ma che comunque riduce la percentuale delle presenze per molti altri albergatori.

Fatto sta che a causa di tutti questi ritardi molte strutture non potranno più riaprire. Per esempio, per mettere in moto il mio Resort ho bisogno di tre settimane di lavori. Dunque già adesso dovrei programmare un’apertura che non posso effettuare prima della metà di Giugno.

Mi auguro che per questa stagione si riesca ad aprire e tornare ad una quasi normalità con tutte le giuste normative di sicurezza che occorre applicare. Sono stati dei mesi di quarantena molto difficili e le persone hanno bisogno di distrarsi e di riniziare a vivere.

Mentre ai turisti chiedo di valutare molto bene la nostra struttura perché dotata di spazi ampissimi che possono garantire lo svolgimento di una vacanza “normale” e soprattutto sicura.

Non vogliamo offrire una vacanza in quarantena, ma un soggiorno in un posto paradisiaco e sereno”

Insomma, cari turisti e utenti, non preoccupatevi, perché sono garantiti tutti i presupposti per far si che le vostre vacanze siano speciali, serene e, soprattutto, sicure dalla minaccia del tanto temuto nemico invisibile.

La ringrazio Simone, prima di tutto per aver condiviso con noi le preoccupazioni e le problematiche che attualmente attanagliano il vostro settore e, in secondo luogo, perché ci ha fatto conoscere il suo magnifico Resort.

Abbiamo passato mesi di inferno ma, anche grazie al suo racconto, siamo certi che il Paradiso sia proprio là, dietro l’angolo, ansioso di accoglierci a braccia aperte.

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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