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Franco CFA superato: ora c’è Eco

Si sta realizzando il superamento del Franco CFA che verrà sostituto da Eco. Cerchiamo di capire di che cosa si tratta e i possibili cambiamenti futuri.

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di Abril K. Muvumbi

In molti mi avete scritto per chiedermi cosa fosse l’ Eco e se fosse vero che il Franco CFA, la moneta utilizzata dai paesi dell’Africa Occidentale che sono state colonie francesi, l’avessero veramente superato. In Italia, pochi erano a conoscenza dell’esistenza di questa valuta. E’ uscita fuori in particolare quando il Movimento 5 Stelle ha denunciato la condizione dei paesi africani e addossando di conseguenza solo alla Francia la responsabilità dei flussi migratori verso l’Italia. Si dice che fossero entrati in contatto con Kemi Seba, il leader del movimento panafricanista anti-imperialista Urgences Panafricanistes. Ma usciamo dalle semplificazione e cerchiamo di capire di che cosa si tratta e quali sono le ultime novità.

Alessandro Di Battista con un fac simile del franco cfa a ‘Che tempo che fa’

IL FRANCO CFA

Il nome completo della moneta sarebbe Franco della Comunità Finanziaria Africana. Prima però non si chiamava così, ma Franco delle Colonie Francesi d’Africa. Il Franco CFA è la moneta di due valute adottate da 14 paesi africani. La maggior parte dei paesi che hanno aderito all’utilizzo di questa moneta facevano parte dell’impero coloniale francese, ad eccezione di Guinea Equatoriale (ex colonia spagnola) e Guinea-Bissau (ex colonia portoghese). Come ho detto, le valute sono due perché i 14 paesi si dividono in due aree: l’Unione economica e monetaria ovest-africana (UEMOA) di cui fanno parte Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, e la Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC) di cui fanno parte Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad. Inoltre, Sono associate al franco CFA anche le Isole Comore. Si istituisce il Franco CFA nel 1945 a seguito della ratifica degli accordi di Bretton Woods.
La valuta è ancorata all’euro secondo una parità fissa decisa dalla Francia. In cambio, i Paesi che l’adottano sono obbligati a depositare il 50% delle loro riserve valutarie presso il Tesoro di Parigi. È sempre nella capitale francese che sono stampate le banconote, che poi vengono inviate alle banche centrali dei singoli stati. Questo sistema però garantisce alle ai paesi aderenti la possibilità di scambiare il franco con qualsiasi altra moneta. Inoltre, essendo il franco CFA agganciato all’euro, la sua stabilità è garantita. L’indicizzazione fa sì poi che la moneta sia particolarmente forte, il che facilita le importazioni, per le nazioni che la utilizzano. Al contrario, però, i prodotti locali esportati all’estero sono penalizzati.
Un’altra questione è quella dell’ aver imposto il rispetto del vincolo del 3% nel rapporto tra deficit e Pil come nell’Unione Europea, con la differenza che i paesi africani non hanno forti economie come quelle europee.

Grafico pubblicato da Echos, riferito al 2015

IL SUPERAMENTO: ECO

Il 21 dicembre scorso, il Presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara annunciava in conferenza stampa ad Abidjan al fianco del Presidente Francese Emmanuel Macron l’addio al Franco CFA.
La nuova valuta si chiamerà ECO e secondo l’accordo si elimina l’obbligo di depositare il 50% delle riserve nel Tesoro francese e quello di avere un rappresentante francese nel consiglio di amministrazione dell’unione monetaria. Però rimarrà ancorata all’Euro e verrà comunque stampata a Parigi.
“Questo è un giorno storico per l’Africa Occidentale”, ha commentato esultante il Presidente Ouattara.
“Sì, è la fine di certe reliquie del passato. È il progresso (…). Non voglio che l’influenza della Francia si basi sul fatto che faccia da guardiano, non voglio che questa influenza assuma la forma dell’intrusione. Questo non è il secolo che stiamo costruendo oggi” ha affermato Macron.
Nel 2020 la nuova moneta verrà introdotta solo nei Paesi dell’area UEMOA per poi estendersi progressivamente a tutti i Paesi dell’area FCFA. Per almeno quattro anni  ECO e FCFA sono destinati a coesistere. Il problema è che si tratta di una coesistenza forzata di due progetti diversi e incompatibili.
La questione era stata risollevata nel 2016 dal Presidente ciadiano Idriss Deby Itno e questo provocò chiaramente una discussione, che costrinse il Presidente Macron a pensare ad una soluzione.

Il presidente Macron e il presidente Ouattara

IL DIBATTITO

Il problema ora è capire se questo sia realmente un superamento del Franco CFA e del passato coloniale. In realtà i cambiamenti che si prevede di apportare non sono molti e c’è il rischio che Eco sia solo una maschera diversa che copre lo stesso volto. Molti economisti africani sono scettici. “L’ECO è uno stratagemma francese per impedire una vera riforma monetaria capace di abrogare la schiavitù finanziaria dei Paesi africani” afferma Ndongo Samba Sylla, economista per lo Sviluppo della Fondazione Rosa Luxemburg.
Come strutturato il progetto, l’ECO mantiene il concetto di moneta coloniale impedendo ai Paesi africani di assumere il pieno controllo della nuova moneta unica” avverte Martial Ze Belinga, economista e sociologo camerunese.
Intanto, la scorsa settimana, Il Consiglio dei ministri francese ha adottato un progetto di legge che conferma gli accordi di fine dicembre raggiunti tra la Francia e l’Unione economica e monetaria dell’Africa dell’Ovest. “La fine simbolica del franco Cfa si inserisce nel rinnovamento delle relazioni tra la Francia e l’Africa. Si scrive una nuova pagina della nostra storia”, sottolinea il portavoce del Governo francese, Sibeth Ndiaye al termine del Consiglio dei ministri francese.
Siccome i paesi in questione hanno deliberato questo nuovo progetto, non ci resta che vedere se effettivamente migliorerà le loro condizioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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