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Economia

Il piano “Next Generation Ue”

Cosa ha deciso la Commissione? Cos’è il piano next generation? I 750 miliardi arriveranno subito? Ed i Paesi del nord cosa diranno?

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La Commissione Europea ha annunciato, due giorni fa, di aver elaborato il piano che verrà poi discusso e approvato dal Parlamento Ue. Quindi il piano presentato ieri non è un definitivo,anzi, la strada si preannuncia piuttosto difficile a causa del muro dei Paesi del nord. Ricordiamo infatti, che la proposta dovrà passare all’unanimità dei 27 Paesi membri.

Ovviamente grande entusiasmo da parte dei membri della Commissione, in primis Ursula Von der Leyen:Questo è il momento dell’Europa“, ha detto ancora la presidente della Commissione. “Nei momenti decisivi abbiamo sempre deciso di far un salto avanti insieme. Per l’Europa le misure più audaci sono quelle più sicure“, ha detto von der Leyen. L’alternativa è “andare da soli lasciando paesi, regioni e persone indietro e accettare una Unione di quelli che hanno e quelli non hanno“, ha spiegato Ursula: “la scelta per me è semplice: voglio che facciamo un nuovo passo forte insieme

E ovviamente del commissario europeo Paolo Gentiloni:

La Commissione propone un Recovery Fund da 750 miliardi che si aggiunge agli strumenti comuni già varati. Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”

La proposta

European Commissioner for the Economy Paolo Gentiloni speaks during a media conference on the economy at EU headquarters in Brussels, Wednesday, May 6, 2020. (Kenzo Tribouillard, Pool Photo via AP)

Il recovery ha una potenza complessiva di 750 miliardi di euro( cui si aggiungeranno i fondi del bilancio Ue 2021-2027 pari a circa 1.900 miliardi di euro) divisi in 500 miliardi di aiuti a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti. Per reperire i 750 miliardi verrà fatta un’emissione comune di bond. Non a caso la Commissione chiama l’intera iniziativa “Next generation EU”. Affinché sul mercato questi bond risultino appetibili (titoli ‘tripla A’ sui quali pagare bassissimi tassi di interesse) il bilancio Ue viene usato a garanzia dell’emissione. Ma dato che il bilancio è piuttosto esiguo (pari a circa l’1% del Pil europeo) e non ritenuto congruo rispetto a un’emissione (e relativo pagamento) di titoli di questa portata, si prevede che per il periodo 2021-2027 possa aumentare significativamente anche attraverso nuove risorse proprie dell’Unione che lieviteranno fino al 2% del Pil.

Il ri-pagamento spetterà alla Commissione europea e, significativamente, non ai singoli paesi membri. Si tratterà peraltro di titoli a lunga scadenza. La Commissione prevede infatti che il pagamento non avverrà prima del 2028 e dopo il 2058( un vero e proprio indebitamento comune). Il dubbio è come si deciderà di allargare il bilancio della Ue, due solo le possibilità:

  • Aumentando il contributo degli Stati nazionali al bilancio. In questo caso accadrebbe che alcuni Stati pagherebbero per la spesa pubblica di altri( molto difficile immaginare una cosa del genere da parte di Svezia, Danimarca, Olanda..)
  • Introducendo nuove risorse proprie della Ue. Si parla di tasse sul carbonio ed i giganti del web. (più probabile)

In base a cosa verranno distribuiti ai vari Paesi?

La crisi da Covid-19 è una crisi simmetrica, cioè ha colpito tutti allo stesso modo, ma asimmetrica nei danni fatti( colpendo proporzionalmente molto di più i paesi del sud dell’Ue). Non è un caso che il Paese che dovrebbe ricevere più fondi sarà proprio l’Italia. Al Bel Paese dovrebbero andare circa 81 miliardi di contributi a fondo perduto ( al netto saranno tra i 26 e i 30 miliardi se si considerano i contributi che l’Italia versa alla Ue) e circa 91 di prestiti.

Ci saranno condizionalità?

Non proprio condizionalità nel senso di condizioni imposte ma ci saranno delle raccomandazioni che ogni anno la Ue fa agli Stati nel semestre europeo. Verranno chiariti gli ambiti di azione su cui la Commissione consiglia di agire per migliorare la situazione economica dello Stato. Gli ambiti si fonderanno su 3 principi inderogabili:

  • Supporto agli investimenti e alle riforme realizzate dagli stati membri per rilanciare la crescita. Questo avverrà principalmente attraverso la “Recovery and Resilience Facility” che potrà contare su circa 560 miliardi da distribuire sia attraverso contributi sia attraverso prestiti.
  • Incentivazione degli investimenti privati e a incanalarli verso le aziende in difficoltà nei paesi maggiormente colpiti. Il budget sarà di 31 miliardi che dovrebbero mobilitare investimenti fino a 300 miliardi. Altri 15 miliardi invece saranno utilizzati per mobilitare investimenti privati (fino a 150 miliardi) finalizzati ad accrescere l’autonomia strategica dell’Ue nel campo delle nuove tecnologie e delle catene del valore.
  • L’ EU4Health Programme” circa 10 miliardi da investire nella prevenzione delle epidemie e nell’acquisto di medicine e strumenti medicali e tutela dell’ambiente.

Ora la palla passa al Parlamento e al Consiglio Europeo dove il quadro appare tutt’altro che roseo nella speranza che, il prima possibile, si trovi un’accordo per il bene ed il futuro dell’Europa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver conseguito la triennale mi sono spostato a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso la Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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