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L’Iran e quei baci “anti-islamici”

Il principe del Parkour di Teheran e star di Instagram, Alireza Japalaghy , viene arrestato dalle autorità iraniane il 18 maggio scorso per “atti volgari”.

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Il principe del Parkour di Teheran e star di Instagram, Alireza Japalaghy , viene arrestato dalle autorità iraniane il 18 maggio scorso per “atti volgari”.

Il performer 28enne, abituato ad attraversare cieli e a saltare grattacieli da quando aveva soli 12 anni, è diventato famoso a livello internazionale per le sue acrobazie sospese, mostrando al mondo panorami mozzafiato attraverso il Parkour, lo sport nato nelle periferie parigine negli anni Novanta e ormai praticato da migliaia di persone.

Cerchiamo ora di ricostruire le motivazioni e le dinamiche che hanno portato all’arresto del giovane. L’accusa è quella di “atti volgari” e contrari ai rigidi costumi imposti nella Repubblica islamica. In un video condiviso su Instagram con gli oltre 133milla followers, Alireza Japalaghy era apparso mentre baciava una ragazza su un tetto della capitale. Ad aver scatenato l’arresto, secondo le prime ricostruzioni, sembra esser stato l’abbigliamento dei due (visibile nella foto), in particolare della ragazza che, in base al codice di abbigliamento islamico, avrebbe dovuto e potuto mostrare esclusivamente il viso, le mani e i piedi in pubblico.

Tuttavia, l’atleta sembra aver ricevuto una telefonata di avvertimento proprio poco prima dell’arresto: sono in molti a sospettare che la retata sia stata organizzata anche per le critiche del giovane alla polizia iraniana nella gestione della scomparsa del padre, un agente della narcotici di cui si sono perse le tracce. E’ stato il fratello di Alireza a dare la notizia dell’arresto attraverso lo stesso profilo Instagram. Il 19 maggio, un giorno dopo, è stata arrestata anche la ragazza che lo accompagnava nel video.

“Queste persone sono state arrestate dalla polizia perché quello che hanno fatto è un esempio di come si istiga al vizio”, ha dichiarato la polizia in un comunicato riportato dall’agenzia di stampa Tasnim.

La vicenda ha provocato una protesta mediatica, soprattutto su Instagram, l’unico social ha non essere formalmente vietato in Iran.

Purtroppo in Iran non è la prima volta che persone divenute famose sui social vengono arrestate per aver sfidato le leggi della Repubblica islamica. Ad ottobre scorso, lo ricordiamo, fu la volta della 22enne Fatemeh Khishvand, conosciuta come Sahar Tabar, rea, secondo l’Iran, di voler assomigliare ad Angelina Jolie e fu arrestata per blasfemia per aver pubblicato delle sue foto con un trucco considerato “insolito”. Due anni fa toccò a Maedeh Hojabri, 19 anni, colpevole di aver ballato senza veli davanti ad una telecamera.

I social rappresentano ormai “una terra di mezzo” fra una gioventù laica e aperta al mondo, e delle tradizione religiose e istituzionali portatrici di rigidità culturale e sociale. Spesso questi giovani, per sfuggire ad una quotidianità grigia, vivono delle vere e proprie vite parallele, come quelle possibili negli appartamenti della classe media e istruita di Teheran, dove, in una libertà conquistata, la musica e il ballo non sono vietati.

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Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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