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“Non riesco a respirare” – Week News 025

Dal caso Floyd alle vicende di politica nazionale e locale l’espressione “Non riesco a respirare” è il filo conduttore della settimana.

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Buona domenica amici,

“Non riesco a respirare” (I Can’t breathe). Queste sono le ultime parole di George Floyd, cittadino afroamericano assassinato dalla polizia del Minneapolis Police Department che testimoniano di come si possa morire per razzismo nel 2020.
Non riesco a respirare non è soltanto il flebile ultimo sospiro di un uomo barbaramente ucciso, è il grido di dolore di un popolo, quello degli ultimi che di questo virus stanno vivendo il momento peggiore: l’attenuarsi della crisi sanitaria e l’acuirsi della crisi economica perché per fortuna le morti causate dal Covid19 stanno diminuendo, ma al contrario sta diventando terribilmente facile morire di fame.
La gestione Trump dell’emergenza e dei suoi rapporti con l’OMS sarà studiata nei libri di storia insieme a quella che sta investendo Paesi come Brasile e Venezuela come un vero e proprio genocidio per l’imprudenza dei leader politici che con scelte sbagliate e di stampo antiscientifico diventano giorno dopo giorno carnefici dei loro popoli.

  • Riapre la Serie A, ma non c’è un piano per la riapertura delle scuole.
    Unica nota positiva di questo ossimoro italiano è l’approvazione del Piano Shock per l’edilizia scolastica. Spero sia la volta buona che edifici, palestre e interi plessi scolastici diventino degni di un Paese dell’Unione Europea. (clicca qui per approfondire sul calcio)
  • NextGeneretion Ue: fa parte del piano strutturale dell’Unione Europea da 750 miliardi (Recovery Found) che potrebbero finalmente mettere fine al sovranisimo italiano ed europeo che con le tendenze autoritarie di Victor Orban potrebbe essere la fine del sogno europeo.
    Intanto, all’Italia 172 miliardi di cui 82 a fondo perduto sono il frutto del dialogo tra i maggiori leader europei con Macron e Merkel una spanna sopra tutti. (clicca qui per approfondire)
  • Alleanza strutturale PD – 5Stelle: è questa l’idea di Dario Franceschini, da rispettare, ma segnerebbe la fine del riformismo nel maggiore partito socialista europeo. Si potrebbe aprire una nuova fase che veda finalmente una collaborazione da Renzi passando per Calenda fino ai riformisti del PD come Bonaccini e il senatore prof. Nannicini.
  • CSM e Mattarella: la preoccupazione del Presidente della Repubblica per l’indipendenza della magistratura sulle ultime vicende del “Caso Palamara” sono indecenti per un Paese civile. Intanto si perde la dignità e la centralità dell’uomo nel suo rapporto con la giustizia, sul punto un bell’articolo di Maria Cristina Frosali (ecco il link).
  • Assistenti Civici: per molti il ministro Boccia ha partorito la proposta più inutile e dannosa degli ultimi mesi di crisi da Covid19.
    Sul punto vi rilascio il link delle dichiarazioni del presidente De Luca che descrivono meglio di chiunque altro l’idea.
  • Movida Stop ore 22: è questo il piano proibizionistico e anti contagio che il Presidente della Campania Vincenzo De Luca sta ponendo a chi vende alcolici da asporto, di qualsiasi gradazione, nelle principali location della movida campana.
    Personalmente ritengo che il proibizionismo e la chiusura non pagano mai, piuttosto bisognerebbe educare alla cultura del gusto le giovani e nuove generazioni perché bere un drink non deve essere sintomo di alcolismo ma di gusto per la vita che non deve superare determinati limiti e sfociare addirittura in coma etilico.

A tutti questi punti “Non riesco a respirare” è l’espressione filo conduttore perché, sia essa in senso positivo o in senso negativo, sarà in ogni caso un’espressione che ci porteremo dentro come il famosissimo “I have a dream” di Martin Luther King.

Dedico la seconda parte della nostra Week News a quello che è accaduto nella mia città, dove per 24 ore siamo diventati il centro del mondo politico italiano per un atto che fatico a comprendere di alcuni consiglieri del Partito Democratico di Ercolano.

Ci tengo a precisare che ho profondo rispetto di questa comunità di cui anche io fino a poco tempo fa facevo parte, ma della quale non ho mai condiviso l’eccessivo tatticismo e l’eccessivo tentare di andare avanti dimenticando gli altri amici e compagni indietro.
Quando ho deciso di andare via da quella comunità è stato non per un atto di fedeltà a un leader locale o a un leader nazionale.
Semplicemente ho percepito una restaurazione in atto, o meglio impossibilità di un’apertura anche per chi è giovane e senza storia politica familiare alle spalle.

Ercolano non è mai stato un vero e proprio modello del Partito Democratico, è stato piuttosto lo specchio di cosa accadeva nell’ambito nazionale, anche perché finché il nostro Sindaco ha fatto parte di quel partito nessuno ha mai portato una proposta alternativa credibile, né si è posto all’interno del dibattito per evidenziare punti di forza e migliorare quelli di debolezza circa la gestione della città in un clima di leale collaborazione.
Si è ricoperto sempre e solo il ruolo di antagonista che sicuramente è molto più semplice, visto che basta fare una dichiarazione sui giornali, ma mai nessuno si è messo nei panni di un attento osservatore capace di alzare l’asticella dell’azione amministrativa della Giunta e di conseguenza del Sindaco che in questi 5 anni ha portato a casa lo sblocco e la realizzazione di alcune importanti opere, una su tutti la Caserma dei Carabinieri che era diventata il simbolo della (mala) gestio politica ercolanese.

Noi al Sud abbiamo purtroppo una connotazione paternalistica della politica cittadina, dove se qualcosa non va è sempre e soltanto colpa del Sindaco senza pensare che esiste una Giunta che lo accompagna e che esistono i consiglieri comunali, cioè i custodi dell’azione democratica che in questi anni sono stati più tempo sui giornali a rilasciare dichiarazioni invece di rilanciare proposte concrete nelle sedi competenti, come le commissioni consiliari, vero e proprio cuore pulsante, dove le idee possono essere proposte ed elaborate al di là della dicotomia maggioranza e opposizione per il bene della città.
Ovviamente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, perché ciò non toglie che ci sono le pochissime e rarissime eccezioni ben note da tutti coloro che si avvicinano alla politica ercolanese.

Sulla connotazione paternalistica che si è pensato di fare la sfiducia, ancora una volta tradendo i veri bisogni della città, in primis l’assoluto bisogno di un PUC che dia linee guida chiare a chi vuole investire ad Ercolano.
La sfiducia e il suo ritiro hanno raccolto la massima solidarietà parte della comunità ercolanese e non solo, che si è stretta intorno al sindaco Ciro Buonajuto.
A ciò si aggiunge un altro pezzo importante di comunità, che rispetto profondamente, che è quella del Partito Democratico: che si sente disorientata e che mi auguro capisca presto che sul territorio, in tutti i partiti e in tutti i movimenti civici, c’è un bisogno di rinnovamento della prospettiva politica, da intendere come servizio e non come lavoro da tramandare come se fosse un benefit costruito sul consenso.
Non è importante trovare il colpevole di questa brutta figura come sto leggendo sui social, è importante per la città capire che il dibattito politico è su cosa vogliamo che diventi Ercolano nel 2030.

Noi siamo quelli che guardano al futuro e ad Ercolano c’è ancora tanto da fare perché ancora troppi giovani (ma anche meno giovani) della mia città dicono: “non riesco a respirare”, ma non perché vittime di razzismo, ma vittime di un virus che la politica cittadina e anche nazionale negli ultimi 25 anni non ha saputo intercettare, sono vittime di rassegnazione e di allontanamento dalla vita sociale e civile.
Penso che nella mia città chiunque si vorrà candidare per essere amministratore dovrebbe partire dalle considerazioni che scrive il nostro Saverio Ricucci nell’articolo “I am from Gargano” (ecco il link) perché le skills sono più importanti delle lotte interne ad un partito, delle sue tessere e di quanti voti hai preso alle ultime elezioni.


Tazzina di Caffè: vi consiglio alcune letture come quella filosofica, ma allo stesso tempo molto attuale di Giulio Calenda (ecco link), e la lettura del libro “Caffe Voltaire” di Laura Campiglio intervistata in settimana da Gaia Grassini (ecco link).
Su Netflix trovate, invece, una serie Tv che mia sorella sta apprezzando tanto: “Le amiche del Centralino” perché è importante anche trovare uno svago con una storia di altri tempi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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