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Politica

Gilet arancioni: chi sono?

Si sono riuniti in piazza Duomo a Milano il 30 maggio 2020 e il 2 giugno a Roma, incuranti del distanziamento sociale e di qualsiasi misura di protezione. Chiedono di uscire dall’Europa e il ritorno alla Lira. Ma chi sono queste persone vestite di arancione?

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Parlare dei “Gilet arancioni” sentendo delle rivolte che stanno avvenendo negli Stati Uniti fa riflettere tanto sul nostro paese. In America si lotta per diritti e giustizia, noi in Italia manifestiamo per il ritorno della Lira. Perché dobbiamo sempre farci riconoscere?

Chi sono?

Questo movimento non nasce in questi giorni, si erano già presentati alle elezioni in Umbria del 2019, con un misero risultato. Il capo di questo movimento è Antonio Pappalardo, carabiniere e sindacalista che ha abbracciato la causa della manifestazione in piazza per difendere la cosiddetta cultura italica. Prendendo spunto dei “Gilet gialli” francesi ha iniziato delle proteste simili con il movimento dei Forconi nel 2013. Successivamente, nel 2017 si presenta in Quirinale con un mandato d’arresto nei confronti di Mattarella, in quanto “usurpatore”. Viene rinviato a giudizio con l’accusa di vilipendio. Nonostante questo fonda i “Gilet arancioni”.

Quest’uomo millanta nei suoi discorsi che il COVID-19 non sia letale e si possa curare con lo yoga, che vittime del virus sono solo poche decine e le mascherine vengono identificate come il simbolo del “complotto internazionale” inventato dal governo per terrorizzarci e farci fallire. Il Covid è un bluff della finanza internazionale per fare sì che i cinesi o i tedeschi possano comprare l’Italia. Meno male che ci sono loro vestiti di arancione a urlare in piazza.

Va bene, i deliri di un folle. Potremmo anche riderci su, se non fosse che migliaia di persone si sono riunite in piazza ad ascoltare i suoi discorsi. A fregarsene delle misure di sicurezza e della salute di tutti.

Cosa vogliono?

Innanzitutto, il signor Pappalardo chiede l’azzeramento del governo e del parlamento considerati “abusivi”, poiché non votati direttamente dal popolo. Per lo stesso discorso chiede un mandato di arresto per il presidente della Repubblica.

In secondo luogo l’Italia dovrebbe uscire dall’Unione Europea, diventare una repubblica federale formata da 6 stati confederati. Dovrebbe ricominciare a stampare moneta propria, per l’esattezza 700 miliardi di Lira italica.  Il movimento poi sottolinea l’importanza della sovranità che appartiene esclusivamente al popolo e non può essere limitata in alcun modo.

Per il resto il loro programma politico non dice nulla di concreto, come c’era da aspettarsi. Vogliono una cura per il cancro, la diminuzione delle tasse e la riorganizzazione di tutto ciò che è organizzabile.

Il 2 giugno 2020, giorno in cui si celebra la Repubblica italiana, i “Gilet arancioni” si sono riuniti in piazza del Popolo a Roma. Come volevasi dimostrare pochissimi indossavano la mascherina e nessuno rispettava le regole sul distanziamento sociale. Nonostante le denunce e le segnalazioni scattate in seguito alla manifestazione a Milano si sono riuniti lo stesso, incuranti di ogni possibile precauzione sociale.

“Chi mette la mascherina prende schiaffi”, “la mascherina sta facendo ammalare un sacco di persone”. Questi erano alcuni degli slogan, insieme al grido “libertà” urlato a braccio teso. Volavano insulti gratuiti rivolti al presidente della Repubblica e a tutti gli altri membri del governo. Offese a non identificati “loro” e ai “negazionisti di Bibbiano”. Questi soggetti calpestano la memoria delle vittime della pandemia senza ritegno. Continuano con la diffusione delle fake news e dei complotti. Tesi sconclusionate che non fanno altro che fare crescere l’ignoranza, l’odio e la disinformazione.

“Siamo stati costretti a vivere nelle nostre abitazioni come reclusi, mentre mascalzoni vendono il nostro paese alle potenze straniere. Mussolini durante la marcia su Roma non l’ha fermato nessuno, ma a noi ci vogliono fermare, hanno fermato i nostri pullman per non farci manifestare”. Questa una delle tante frasi del generale e leader dei Gilet arancioni Antonio Pappalardo durante un suo intervento dal palco tra gli applausi delle alcune centinaia di manifestanti.

Una miscellanea di valori sorpassati e anticostituzionali. Ne abbiamo visti tanti di movimenti come questo. Persone arrabbiate e frustrate che cercano a tutti i costi qualcosa che li rappresenti. Purtroppo Pappalardo e gli altri organizzatori del movimento sono riusciti a sfruttare bene il nuovo malcontento generato dalla crisi sanitaria che stiamo provando a superare. Per il momento sono pochi e perciò innocui, ma non bisogna prenderli sottogamba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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