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L’ipocrisia del razzismo: basta con il silenzio

Non mi capacito di come tutto questo sia potuto accadere, in un mondo in cui si lotta contro il razzismo e le discriminazioni, ma un motivo ci sarà pur stato.

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Fare qualcosa. Dire qualcosa. È un dovere e un diritto di ognuno di noi. Stare in silenzio non aiuterà nessuno. Bisogna prendere posizione e parlare. Denunciare l’ingiustizia. Denunciare ogni atto di odio e di discriminazione. È il dovere dell’essere umano.

Esseri umani. È quello che siamo. Fisicamente siamo tutti uguali. I nostri organi adempiono alle medesime funzioni vitali. I nostri occhi vedono, le nostre mani toccano. Il nostro cuore batte nello stesso modo.

Mi sembra assurdo rimarcare queste cose basilari che persino un bambino riconosce. Ma è crescendo che si vanno a creare nella nostra testa pregiudizi e stereotipi basati su che cosa? Chi ci dice di pensare in un determinato modo? Perché bisogna dare sempre la colpa agli altri? Perché bisogna sempre odiare a prescindere? Razionalmente sappiamo che è sbagliato, ma vivere in una società razzista e patriarcale ti porta a questo. Ti porta ad ammazzare un uomo solo per il colore della sua pelle.

In che anno siamo? A volte mi confondo. Non me lo ricordo. Si lotta ancora per l’uguaglianza e per la parità di diritti. Cose che dovrebbero essere sacrosante. Difese da chiunque senza obiezione. Valori interiorizzati e compresi. Perché volendo o meno, ciascuno di noi almeno una volta nella vita si è sentito di non valere abbastanza, di essere sbagliato, diverso. Pensate a chi per tutta la vita, senza nessuna colpa si sente così. Perché non riusciamo ad empatizzare? Perché non riusciamo a capirli e dobbiamo sempre biasimarli?

Non so se questo discorso porterà da qualche parte, io non sono nessuno, potrei stare zitta e guardare passivamente, eppure sono arrabbiata. Vedo la televisione, leggo le notizie e piango. Piango. Mi sembra così ingiustificato questo odio nei confronti di persone come me. La paura del diverso ad oggi non è più comprensibile. Siamo tutti cittadini del mondo e come posso essere io migliore di te? Solo per il colore della mia pelle, cosa che per altro nessuno ha scelto. Come nessuno ha scelto di vivere in determinato paese o di nascere in una determinata famiglia. Sempre banalità che però a quanto pare bisogna ripetere.

Gli Stati Uniti d’America. La nazione in cui tutti i sogni possono essere realizzati. Un mito. Tutti abbiamo sognato almeno una volta di vivere in America. Vedendola oggi non mi sembra possibile. Adesso che è così vicina mi sembra solo una montagna di spazzatura. Una montagna di oscenità. Una nazione forte come gli USA dovrebbe dare l’esempio. Un paese che si dà lustro con dei valori che non sono nemmeno lontanamente rispettati. Libertà e uguaglianza. Pari possibilità. Un presidente razzista che al posto di affrontare i manifestanti, dialogarci e provare a comprenderli, si nasconde in un bunker. Innalza un muro intorno alla Casa Bianca. Chi può aver votato un uomo del genere? Sono profondamente disgustata.

Per non parlare poi di tutto l’odio che in Italia ha alimentato campagne politiche. “Prima gli italiani” ma perché? In che modo io italiana posso venire prima di te? In cosa sono migliore? Solo perché ho la cittadinanza italiana, poi possibilmente evado le tasse e non vado a votare. Quanta ipocrisia. Quante campagne d’odio contro i migranti abbiamo dovuto vedere e ascoltare. Quanta gente esultava quando le navi delle ONG restavano bloccate in mare per giorni senza soccorsi. Quante volte io in prima persona ho dovuto ascoltare discorsi razzisti e ammetto che molte volte non ho avuto nemmeno avuto la forza di rispondere.

Finalmente si sta rispondendo ad anni di abusi e violenze. Taciute. Nascoste. Finalmente si ha avuto il coraggio di alzare la testa e dire di no all’ingiustizia. Che sia perpetuata dalla polizia che dai cittadini comuni. Perché quello che ha permesso alla polizia di agire come abbiamo visto è soltanto il silenzio delle persone come me e come te. Adesso la gente ha la possibilità di vedere con i loro occhi le brutalità e le violenze gratuite inflitte da questi soggetti in divisa. Si è sempre saputo di casi di abuso di potere, sappiamo di persone perquisite senza motivo, di gente che è stata arrestata con motivazioni non sufficienti, di gente che è stata pestata a morte. Ma sempre tutti in silenzio. Non c’erano le prove. E comunque era la tua parola contro la loro. Quanti anni si è andati avanti a chiedere giustizia per Stefano Cucchi?

Adesso abbiamo i video, adesso non possono nascondere le prove. I loro volti e i loro gesti sono lì. Ci serviva questo? Forse sì. Ma meglio ora che mai. Tutte le manifestazioni che ci sono state contro il razzismo e contro la brutalità dei poliziotti in questi giorni spero possano davvero servire a portare alla luce questo orrore e la paura che la gente di colore ha soltanto ad uscire di casa.

No justice, no peace.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata nel 1999 a Siracusa, ad oggi studio Economia presso l'Università di Padova. Mi interesso di tematiche civili e sociali, ma soprattutto negli ultimi anni di ambiente e sostenibilità

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