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Il Bivio di Villa Doria – Week News 027

Con gli Stati generali dell’economia l’Italia potrà iniziare un percorso di alternativa alle politiche populiste, mettendo al centro i giovani e il futuro.

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Buona domenica amici,
Il bivio di Villa Doria. Agli Stati Generali la discussione tra le varie forze del governo, opposizioni e forze sociali porterà a scegliere un Paese che ritorna a crescere e che scommette sul progresso o ci fermeremo ancora una volta aspettando di dare la colpa a qualcuno, invece di pensare se potevamo fare qualcosa? Questo è il vero interrogativo dei prossimi 10 giorni, l’Italia saprà guardare avanti soltanto se saprà mettere in lockdown la burocrazia e quella stortura tutta italiana dell’eccessiva legiferazione specie nelle procedure degli appalti. Parliamoci chiaro, gli stati generali non evocano un bel periodo della storia perché evocano il fallimento del dialogo nell’epoca pre-rivoluzionaria francese del 1789.

Questi stati generali dell’economia però possono essere diversi e motivo di rilancio per l’Italia del 2030 per questi motivi:
– “Burocrazia Zero”: non bisogna cancellare tutto il diritto amministrativo, ma renderlo agile e semplice;
– Investimenti in nuove tecnologie e nella rete internet italiana: insomma chi a paura del 5G e chi ha paura dell’Italia iperconnessa non deve vincere questa battaglia culturale;

Investimenti in infrastrutture al Sud e in nuove tecnologie di trasporti: la TAV non è solo quella tanto contestata in Val di Susa, ma è una necessità che deve ripartire da Salerno a Palermo, e da Napoli fino a Lecce perché l’Italia potrà essere unita soltanto così.Bene l’idea del ponte sullo stretto, soltanto se si garantisce prima un piano Tav da Salerno a Palermo passando per Catania e Siracusa. Si pensi inoltre a nuovi trasporti che aumentino la sostenibilità ambientale perché pensare che Sardegna e Sicilia possano diventare le nuove “Baleari” è possibile solo con gli aeroporti che funzionano e che accolgono i turisti. Emblematico il caso dell’aeroporto di Trapani troppe volte dimenticato e depotenziato, su questo nei prossimi giorni la mia amica Caterina Loria si farà sentire organizzando una bella manifestazione sul territorio trapanese.

Lavoro e Decontribuzione: bisogna realizzare un piano dove le  assunzioni o l’apertura di partite iva per under 35 siano a bassissima fiscalità, cioè se io giovane scelgo di essere un lavoratore dipendente o autonomo, non devo avere dallo Stato l’incubo della tassazione.
Insomma, superiamo il concetto di reddito di cittadinanza e iniziamo a pensare al concetto di lavoro per tutti, senza una retribuzione da fame per il lavoratore e senza l’incubo delle tasse per l’imprenditore.

– “Fisco Amico”: sì perché dopo anni ed anni dove il centro destra combatteva le tasse (solo a parole)  e il centro sinistra combatteva (a parole molte volte) l’evasione, il vero nemico da combattere e la cultura italiana che vede nel Fisco un “nemico” e non un “amico”.
Come possiamo fare questa cosa? Una progressiva abolizione del contante con sconti veri per chi utilizza carta di credito e lo smartphone per i pagamenti, e soprattutto meno doveri di acquisto di POS e simili per i negozianti ed una maggiore flessibilità verso i pagamenti digitali con PayPal che portino ad una completa trasparenza dei movimenti economici non perché si ha una multa, ma semplicemente perché conviene: cioè pagare tutti, pagare meno.

Al bivio di Villa Doria, cioè agli Stati Generali dell’economia spero si parli di questo e si trovino idee da maggioranza e opposizioni con le forze sociali per avere finalmente un paese più unit, più efficiente e più funzionale alle sfide del 2030. La crisi del #Covid19 la possiamo superare solo così, sperando che si innesti un meccanismo che ci riporti in un nuovo boom economico, che io auspico sia collegato ad un alto tasso di sostenibilità ambientale. Dopo questi 10 giorni, che il presidente della mia regione (Campania n.d.r.) ha definito “ecumenico”, questi passaggi siano fatti anche con i nostri rappresentanti in Parlamento senza però perdere tempo perché l’unica cosa che conta per la mia generazione, che sopporterà tutto il peso economico di queste manovre, è proprio il tempo tra l’azione e la reazione di questi provvedimenti nel sistema economico italiano.

In Campania, come sempre il nostro presidente Vincenzo De Luca detta la linea di come nei prossimi mesi la nostra regione dovrà misurarsi con le sfide dettate da un possibile, e speriamo improbabile, ritorno di contagi da Covid19. La vera emergenza nei nostri territori, però, è la riapertura delle scuole in relazione alle elezioni regionali, comunali e al Referendum Costituzionale per il numero dei parlamentari. Sgombro il campo subito da ogni dubbio, io sto con il governatore De Luca quando ritiene un’idiozia fare queste consultazioni elettorali e referendarie nelle date del 20-21 Settembre perché significherebbe non solo andare a votare all’inizio di una nuova possibile ondata di contagi, ma soprattutto significherebbe nei comuni al voto (in caso di ballottaggio) interrompere l’anno scolastico fino a metà Ottobre.

Insomma, è insensato che si vada a votare in quelle date e non alla prima domenica di Settembre che potrebbe essere una data giusta che non penalizzi corpo docenti e i tantissimi studenti che già quest’anno hanno vissuto la Didattica a distanza e una preoccupante spersonalizzazione del rapporto con la scuola. Si inizia la campagna elettorale in Campania, e io sono orgoglioso che Italia Viva sia al fianco del presidente De Luca, il quale con la solita onesta intellettuale ha sottolineato come l’unico governo ad avere investito davvero al sud sia quello dei c.d. millegiorni guidato da Matteo Renzi. (ecco il video) Ad Ercolano, la situazione si sta iniziando a delineare e sarà molto bello partecipare a questa campagna elettorale portando il contributo di tanti giovani alle idee per la città del 2030. Sono sicuro che il sindaco Ciro Buonajuto farà tesoro dei consigli e delle idee di noi giovani per l’amministrazione di una città complessa e difficile come la nostra che però sa regalarti tante soddisfazioni sul piano umano.

Piccola curiosità, il nostro sindaco è stato raffigurato come eroe romano in un murales fatto da alcuni artisti ercolanesi, conoscendo Ciro, immagino l’imbarazzo e l’ilarità con la quale ha accolto questa notizia.I veri eroi sono sicuramente il nostro personale medico, e tutti gli operatori sanitari, ma non è secondario comprendere come un’artista ha voluto forse incarnare il sentimento popolare di gratitudine verso un uomo che ha fatto il massimo possibile in un momento drammatico per la nostra città.Ercolano avrà un bel futuro, soltanto, se imparando dagli errori del passato e del recente passato saprà parlare di idee e se gli elettori capiranno che il rinnovamento della classe dirigente è necessario. Noi ci saremo per fare la nostra parte, senza chiedere posti di garanzia o posti in lista, ma per dire quello di cui la città a bisogno per far si che torni ad essere bellissima dopo i lutti del #Covid19.

Tazzina di Caffé: questo week end vi consiglio la lettura di due articoli del nostro giornale.
– l’intervista ad Andrea Bertaglio di Andrea Leone sugli scenario ambientale post Covid19. (ecco link)
– l’approfondimento di Giulia Martinelli sulle armi nella società USA (ecco il link).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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