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49 anni fa nasceva Tupac Shakur

Esattamente 49 anni fa nasceva un’uomo ritenuto univocamente come colui che cambiò il volto e la storia del rap americano ed uno dei migliori artisti di tutti i tempi della musica mondiale.

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Tupac Shakur detto anche 2pac o Makiaveli(per la sua enorme devozione verso Niccolò Machiavelli) nacque il 16 giugno del 1971 a New York con il nome di Lesane Parish Crooks, ma nel 1972 fu ribattezzato in onore di Túpac Amaru II, rivoluzionario del Perù giustiziato dopo aver condotto insieme alle popolazioni indigene una rivolta contro i colonizzatori spagnoli.

Di evidenti origini afroamericane fin dall’infanzia crebbe in un’ambiente ostile e disagiato. La madre, Afeni Shakur fu membro attivo delle Pantere Nere fra gli Anni Sessanta e Settanta. Essa fu coinvolta nelle iniziative del famigerato gruppo estremista Panther 21, tanto da essere stata accusata di cospirazione per aver contribuito a piazzare un ordigno esplosivo all’interno di un edificio a Brooklyn. Sottoposta a 150 capi di imputazione, Shakur trascorse i primi tre mesi della sua gravidanza nel carcere di Rikers Island, sull’East River, venendo rilasciata un mese prima della nascita di Tupac e dopo aver sostenuto in prima persona la propria difesa al processo.

Tupac coltivò la propria passione per teatro, ballo, jazz e recitazione oltre a essere descritto come lettore appassionato di William Shakespeare e Machiavelli. Tupac fu fermo sostenitore della Lega della Gioventù Comunista degli Stati Uniti d’America di Baltimora,iniziando a frequentare perfino la figlia del presidente del locale Partito Comunista. Egli infatti crebbe con una formazione molto politicizzata verso concetti estremi di liberazione dalle imposizioni della società e di lotta al razzismo bianco.

Nel 1988 si trasferì insieme alla madre in California dove decide di andare a vivere in un’appartamento abbandonato a causa dei problemi di droga della madre. In seguito lasciò la scuola poco prima di diplomarsi e cominciò ad assumere sostanze stupefacenti,  vendere droga (nonostante gli stessi spacciatori lo scoraggiassero nel continuare, permettendogli di allargare i suoi interessi nel campo dell’hip hop) e a fare amicizia con altri ragazzi nel giro della criminalità locale, con i quali instaurò un rapporto fraterno. Nel 1989 conobbe la cantante e ballerina Leila Steinberg, della quale diventò molto amico. Essa divenne la sua manager e gli procurò un posto nel gruppo hip hop di Oakland.

Gli inizi della sua carriera

Il 12 novembre del 1991 uscì il suo primo album 2Pacalypse Now per la Interscope Records. Questo disco gli valse l’applauso della critica per i temi trattati quali quelli legati al razzismo, alla violenza, alla povertà e alla criminalità organizzata. Il principale singolo di questo album, Brenda’s Got a Baby, fu una presenza costante nelle rotazioni radio statunitensi.

Dopo la fama ottenuto grazie a questo album iniziarono anche i problemi con la legge per 2pac : una volta insultò un poliziotto che gli fece una multa per aver attraversato la strada dove non poteva, e fu picchiato e arrestato; fu poi accusato di essere stato responsabile dell’omicidio di un poliziotto in Texas da parte di un ragazzo nero, attraverso le sue canzoni. Intervenne anche Dan Quayle, vicepresidente Repubblicano degli Stati Uniti, che dichiarò come la musica di Tupac non aveva «spazio nella nostra società». 

Nell’agosto del 1992 Tupac tornò a Marin City per un concerto: quando arrivò a bordo di una Jeep, i ragazzi del suo vecchio quartiere gli lanciarono dei sassi e lo aggredirono. Tupac aveva con sé una pistola, che cadde per terra. A prenderla fu un membro del suo staff, che sparò e colpì in testa Qa’id Walker-Teal, un bambino di sei anni che passava in bici, morì sul colpo. Negli anni successivi Tupac parlò di Walker-Teal in diverse sue canzoni.

Tra il 1991 e il 1993 Tupac fu coinvolto in una sparatoria ad Atlanta e in diverse risse. Nello stesso anno uscì il suo secondo disco, Strictly 4 My N.I.G.G.A.Z., che balzò subito in testa alle classifiche e consolidò il suo successo e la sua fama di rapper impegnato e talentuoso. Nel novembre del 1993 conobbe una ragazza di 19 anni in un locale di New York e successivamente andarono nella sua stanza d’albergo e fecero sesso. Il giorno dopo la donna accusò Tupac e altri uomini del suo staff di stupro. Tupac si difese dicendo che non era presente nella stanza nel momento dello stupro.

Il processo cominciò solo un anno dopo, nel novembre del 1994. Tupac aveva problemi di soldi e in una pausa dalle udienze accettò di registrare una canzone per 7000 dollari. Andò in uno studio vicino a Times Square e riconobbe un socio di Notorious B.I.G., uno dei più famosi rapper di sempre, con cui Tupac era in buoni rapporti.

Mentre aspettava l’ascensore con dei suoi amici due uomini neri armati si avvicinarono e li minacciarono. Tentarono di rapinarli e spararono qualche colpo, colpendo ripetutamente Tupac, che rimase lievemente ferito. Pochi giorni dopo Tupac fu assolto da diverse delle accuse, ma condannato per violenza sessuale di primo grado. Lui continuò a dirsi innocente ma ammise di non aver impedito che la donna venisse stuprata.

L’attacco e l’inizio della faida con Notorius Big

La notte del 30 novembre 1994, poco prima del verdetto finale riguardante le accuse di abuso sessuale, spararono a Shakur cinque volte durante un apparente tentativo di rapina presso i Quad Recording Studios, studio musicale di Manhattan, New York.

Shakur fu trascinato nell’ascensore e condotto al piano superiore dell’edificio, dove erano presenti altri artisti, rapper e impresari musicali, fra cui Biggie, Sean Combs, Little Caesar, Andre Harrell e altre figure di spicco sulla scena underground. Il rapper raccontò come i suoi amici e colleghi si comportassero in modo strano, come se fossero sorpresi che fosse ancora vivo; proprio in quei momenti concitanti, per via del singolare atteggiamento di molti di quelli che considerava amici, si gettarono le basi della storica rivalità fra Shakur e The Notorious B.I.G. per quella che si sarebbe successivamente identificata con il nome di faida hip-hop tra East e West Coast.

Tupac sopravvisse ai proiettili e nel giro di 24 ore abbandonò il Bellevue Hospital Center contro l’opinione dei medici (perché non riteneva di essere al sicuro nell’ospedale newyorkese). Il giorno dopo infatti si presentò in tribunale su una sedia a rotelle per ascoltare il verdetto riguardo all’accusa di violenza sessuale.

Fu condannato a una pena di quattro anni e mezzo di carcere con la cauzione fissata a 1,3 milioni di dollari. Dopo undici mesi di carcere Knight ( amministratore delegato della Death Row Records) andò a trovare Tupac: gli disse che avrebbe pagato la cauzione se lui avesse firmato con la Death Row Records, dove avrebbe trovato protezione. Tupac chiese anche una casa per sua madre, e Knight accettò. Uscì di prigione e tornò con Knight a Los Angeles su un aereo privato: in realtà Knight aveva pagato solo 250 mila dollari della cauzione, mentre il resto lo avevano messo le case discografiche Interscope e Time Warner.

Nel febbraio 1996, durante una conversazione al telefono tra Tupac e Sanyika Shakur (noto come Monster) Tupac accusò la donna che lo aveva denunciato di stupro di essere collegata agli uomini che hanno tentato di ucciderlo nel 1994 a New York, facendo capire che se non fossero riusciti a mandarlo in carcere per molto tempo allora sarebbero ricorsi a modi più violenti per farlo sparire.

Nelle successive interviste Tupac diceva di essere sicuro che sarebbe stato ucciso. Credeva che fosse il destino di tutti «gli afroamericani che cambiano il mondo» e che dipendesse soprattutto da quello che considerava l’obbligo di ottenere rispetto diffuso nel suo ambiente.

Il 14 marzo 1995 venne pubblicato l’album Me Against the World. Esso è Considerato uno dei più grandi album hip-hop di sempre nonché uno dei più influenti nella storia della musica, segnò una profonda deviazione artistica nella carriera di Shakur, venendo fortemente acclamato sia dai fans che dalla critica musicale; molte riviste di settore, come Rolling Stone e il TIME lo definiscono tutt’oggi il magnum opus del rapper.

 Il 20 giugno 1995 fu pubblicato Dear Mama come singolo apripista dell’album. La canzone raggiunse la cima della Billboard Hot Rap Singles e conquistò la nona posizione della Billboard Hot 100; annoverata fra le canzoni hip hop più belle della storia, nel 2004 venne inserita all’interno della lista dei 500 migliori brani musicali di tutti i tempi dalla rivista musicale Rolling Stone.

 Dall’album furono estratti come singoli anche If I Die 2Night e e Me Against the World, anch’essi di notevole successo commerciale, mentre nel 1996 Me Against the World fu premiato ai Soul Train Music Award come Miglior album rap.

Inoltre durante il processo conobbe  Kidada Jones, che successivamente divenne sua moglie: dopo la scarcerazione andarono a vivere insieme in un complesso residenziale di proprietà della Death Row Records. Qui scrisse All Eyez On Me, il primo disco registrato con la nuova casa discografica, fruttò 60 milioni di dollari: dentro c’era California Love, forse la canzone di Tupac più famosa di sempre, prodotta da Dr. Dre.

Il 1996 e la morte

Nell’estate del 1996 Tupac iniziò a parlare dell’eventualità di lasciare la Death Row Records, e progettò con Jones di andarsene dalla casa in cui vivevano per trasferirsi a Beverly Hills, e magari mettere su famiglia.

La notte del 7 settembre andò con Jones a Las Vegas per un incontro di boxe tra Mike Tyson Bruce Seldon all’hotel MGM. Tyson mandò al tappeto Seldon in meno di due minuti e dopo l’incontro Tupac e Knight videro nella hall Orlando “Baby Lane” Anderson, un membro dei Crips, la gang criminale di Los Angeles rivale dei Bloods, a cui apparteneva Knight. Qualche mese prima Anderson aveva rapinato alcuni amici di Knight e quella sera disse loro qualcosa: scoppiò una rissa, Knight, Tupac e i loro compagni picchiarono Anderson.

Più tardi Tupac e Knight salirono su una BMW per andare al 662, un locale di proprietà di Knight. Guidava Knight e Tupac era seduto sul sedile del passeggero, con il finestrino abbassato. Furono fermati dalla polizia ma furono lasciati andare. 

Poco dopo le 23, mentre erano fermi a un semaforo, si accostò alla loro auto una Cadillac bianca. Gli uomini a bordo tirarono fuori delle pistole: Tupac provò a spostarsi sui sedili posteriori, ma fu colpito una volta al bacino, una alla mano e due nel petto. La Cadillac bianca sgommò e si allontanò rapidamente. Tupac e Knight (che era stato colpito da una scheggia di un proiettile in testa) furono portati allo University Medical Center of Southern Nevada. Nei giorni successivi Tupac riprese conoscenza solo una volta, quando scambiò dei cenni con Jones. Morì per un’emorragia sei giorni dopo, il 13 settembre.

Reazioni e complotti alla morte di Tupac

Non fu trovato un colpevole per l’omicidio di Tupac. In un’inchiesta pubblicata nel 2002 dal Los Angeles Times, il giornalista Chuck Philips scrisse che dopo un anno di ricerche aveva concluso che l’attacco fu ordinato da alcuni membri dei Crips come vendetta per la rissa di quella sera al MGM di Las Vegas. Secondo Philips era stato proprio Anderson a sparare.

Nella stessa inchiesta, Philips scrisse che nell’omicidio furono coinvolti anche Notorious B.I.G. e altri esponenti della criminalità afroamericana newyorchese. Notorious B.I.G. negò sempre e dimostrò che quella notte era nel suo studio di registrazione. Notorious morì pochi mesi dopo a Los Angeles, in un omicidio simile a quello di Tupac. Nonostante molti accusarono Knight e la sua gang dell’omicidio di Notorious B.I.G., Philips scrisse che il principale sospettato era di nuovo un membro dei Crips, che agì per motivi economici.

Un’altra teoria fu quella di Jhon Potash espressa nel libro “FBI War on TuPac Shakur & Black Leaders“, edito nel 2008. La tesi di fondo è che si trattò di un piano architettato a sfondo politico volto ad eliminare delle figure scomode del contesto afroamericano, ritenute pericolose sul piano sociale — odio verso la polizia e violenza — e in grado di poter destabilizzare l’opinione pubblica in virtù del loro carisma e del loro seguito. A credere a questa versione la stessa ex compagna di Biggie, Lil Kim.

Album post morte

Negli anni dopo la morte di Shakur sono stati pubblicati numerosi suoi album postumi; il primo uscì nel novembre del 1996, The Don Killuminati: The 7 Day Theory, album che l’artista aveva completato nei mesi prima della morte. Nel 1997 è la volta di R U Still Down? (Remember Me)  il disco contiene dei pezzi precedentemente esclusi dagli album Strictly 4 My N.I.G.G.A.Z.Thug Life: Volume 1Me Against the World ed All Eyez on Me.

Nel 1998 esce Greatest Hits prima raccolta del rapper contenente 21 canzoni più gli inediti God Bless the DeadUnconditional LoveTroublesome 96 e Changes.

Nel 2001 esce il quarto album postumo del rapper Until the End of Time lanciato dall’omonimo singolo, basato su un campionamento di Broken Wings dei Mr. Mister. Il secondo singolo estratto è Letter 2 My Unborn, basato su un campionamento della canzone di Michael Jackson Liberian Girl. Nel 2002 è la volta del quinto album postumo Better Dayz; l’album entra nella numero 5 della Billboard 200 e contiene del materiale registrato tra il 1994 e il 1996.

Il 14 novembre 2003, arrivò nelle sale cinematografiche un documentario sul rapper dal titolo Tupac: The Resurrection; girato sotto la supervisione di Afeni Shakur, è narrato interamente dalla voce di Tupac, ottenuta da materiale archiviato. Gli incassi sono stati destinati a un fondo di solidarietà creato da Afeni.

Il 6 agosto 2004 esce 2Pac Live, il primo album dal vivo del rapper, mentre il 14 dicembre di quell’anno è stato pubblicato l’album Loyal to the Game. Il 3 ottobre 2005 esce in formato CD e DVD il secondo album dal vivo di Shakur, Live at the House of Blues, registrato durante la sua ultima esibizione dal vivo il 4 luglio 1996; all’evento parteciparono anche diversi rapper, come Snoop Dogg, Tha Dogg Pound e Outlawz.

Nel 2005 la rivista Rolling Stone ha inserito Tupac nella lista dei 100 cantanti più influenti della storia della musica. Il 5 aprile 2006 è stata presentata al museo di Madame Tussauds di Las Vegas la statua di cera di Tupac Shakur. Jeni Fairey ha lavorato oltre 700 ore al suo capolavoro per riprodurre fedelmente il corpo di Shakur. L’opera pesa complessivamente 25 kg e ritrae Tupac a torso nudo con la sua classica bandana e tutti i tatuaggi.

La statua ha fatto il giro del mondo per ricordare il suo decimo anniversario di morte; è stata esposta a New York, Hong Kong, Shanghai e Londra, per poi stabilirsi definitivamente nel museo Tasca. Il 21 novembre dello stesso anno esce Pac’s Life, contenente diversi duetti con Ashanti, Snoop Dogg, Keyshia Cole, Bone Thugs-n-Harmony e Outlawz. Arrivò alla posizione numero 9 della Billboard 200, vendendo 159.000 copie negli Stati Uniti. L’8 dicembre 2009 compare, con la canzone Changes, nella playlist ufficiale del Vaticano, pubblicata su Myspace. 

Nel 2012 appare un suo ologramma al Coachella Valley Music and Arts Festival che interpreta i brani Hail Mary e 2 of Amerikaz Most Wanted mandando in delirio il pubblico, infine l’ologramma lascia la scena scomparendo in un flash di luce. Nel 2017 esce nei cinema il film biografico All Eyez on Me.Il 24 settembre 2018 è andata in onda in Italia la docu-serie Tupac: Il caso è aperto su Crime+Investigation, che prova a dare un volto al suo assassino e a far luce sul caso irrisolto della sua morte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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