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2015-2024: il decennio internazionale per le persone di origine di africana

Come proclamato dall’Assemblea Generale, il tema del Decennio Internazionale è:”Popolo di origine africana: riconoscimento, giustizia e sviluppo.”

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Il focus internazionale ora è sugli afrodiscendenti e la loro condizione nel mondo, più in particolare le discriminazioni che subiscono nel mondo Occidentale. Dopo le proteste negli Stati Uniti, anche l’Europa ha alzato la voce riempendo le piazze. Da noi la questione è molto legata al passato coloniale che si porta dietro ancora eredità visibili nei conflitti etnici in molti paesi africani. E il sistema razzista è evidente nelle politiche migratorie. L’Unione Europea non sta ancora trovando una soluzione pratica per regolare i flussi migratori in maniera adeguata e non ha ancora una strategia di spartizione degli immigrati. La propaganda del “prima noi” sta distogliendo i politici dall’obiettivo.

Quindi a tutti questi fattori e a molto altro, si lega poi l’intolleranza che si manifesta nei confronti di chi viene ritenuto diverso. Gli afrodiscendenti, in particolare sono la categoria più colpita e discriminata. Ciò che vorrei far capire è che il razzismo, non si basa sul colore della pelle, sui capelli o altri particolarità fisiche, ma si basa su un sistema che dura da ormai più di 500 anni in cui l’africano è visto come l’ultimo mattone della piramide. Non voglio però oggi parlarvi del razzismo in sé, ma voglio ricordarvi in che periodo siamo.

INTERNATIONAL DECADE FOR PEOPLE OF AFRICAN DESCENT

Tutto questo movimento prende vita in un momento particolare: il decennio dedicato alle persone di origine di africana. Questo decennio, indetto dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite, che va dal 2015 al 2024 ha l’obiettivo di risanare i rapporti tra i paesi occidentali e l’Africa, avanzando iniziative come il riconoscimento delle atrocità commesse e ha l’obiettivo di implementare politiche che tutelino gli afrodiscendenti dalle discriminazioni. Nel 2018 è stato organizzato in Parlamento Europeo il People of African Descent Week Event, che ha visto un grande numero di politici e attivisti afroeuropei e afroamericani discutere di tutti i problemi della comunità, per riflettere anche sulle possibili strade da percorrere per trovare delle soluzioni politiche efficaci.
L’ ONU prevede anche che i paesi membri prendano parte all’iniziativa con significative politiche e attività per dimostrare il loro impegno, ma nel nostro paese non si è ancora visto molto. La Germania su questo è stata la più forte, organizzando una PAD Week a Novembre 2019.

The International Decade for People of African Descent, proclaimed by General Assembly resolution 68/237 and to be observed from 2015 to 2024, provides a solid framework for the United Nations, Member States, civil society and all other relevant actors to join together with people of African descent and take effective measures for the implementation of the programme of activities in the spirit of recognition, justice and development.

ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE

AZIONI PRESE

Nella sezione “Actions Taken” del sito ONU dedicato al Decennio, si può trovare un elenco di misure che sono state adottate in vari paesi.
Il nostro paese viene citato una sola volta dicendo: “Italy reported that its foreign policy supports investment in African countries.
Un’azione un po’ scarsa, considerando il tipo di rapporto stretto che l’Italia ha con il continente africano e i problemi che deve affrontare per quanto riguarda l’immigrazione. La maggior parte delle azioni prese dagli altri paesi sono volte invece a mettere in pratica misure di sensibilizzazione al tema, inclusione e integrazione. Al paragrafo “Community engagement” è interessante leggere come la Spagna stia operando a livello delle forze dell’ordine: “In Spain, local civil society groups have been actively involved in monitoring and advocating against police racial profiling. They also used United Nations human rights mechanisms to challenge practices and hold law enforcement accountable.”

Non molti conoscono questa iniziativa che in realtà può essere essenziale per riportare alla luce molti temi. Qui in Italia ad esempio si dovrebbe implementare un maggior approfondimento della storia coloniale nei programmi scolastici. Il lavoro è tanto e serve chiaramente che la politica abbia coraggio e volontà, senza farsi trascinare dalla propaganda del “prima noi”. Garantire riconoscimento e tutele agli afrodiscendenti è fondamentale, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata in provincia di Bologna l' 11/08/1997. Originaria della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia. Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Università di Bologna. Nel 2018 ho lavorato in Parlamento Europeo a Bruxelles nell'intergruppo ARDI (Anti-Racism and Diversity Intergroup) dedicandomi al tema dell'Afrofobia in Europa. I miei articoli saranno dedicati alla Storia e alla Politica dei paesi africani, i rapporti tra l'Africa e l'Europa nel tempo e tutto ciò che riguarda gli afrodiscendenti nel mondo.

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