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Cultura

Carlos Ruiz Zafón, lo stregone del libro

Appresa la drammatica notizia della prematura scomparsa dello scrittore di bestsellers spagnolo ne celebriamo il mito. Addio Carlos, ti piangeremo a lungo.

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Oggi è un giorno molto triste per tutta la casa editrice: nei vent’anni in cui ci siamo conosciuti e abbiamo lavorato insieme, si è creata un’amicizia che trascende il rapporto professionale”. Così ieri, venerdì 19 giugno 2020, il direttore di Planeta, casa editrice spagnola dello scrittore, ci informa che il mondo si è privato di un genio. Carlos Ruiz Zafón era proprio questo: un genio

Lo scrittore ci ha lasciati prematuramente a causa di una malattia che lo perseguitava da tempo e che lo ha spento a soli 55 anni nella sua casa di Los Angeles.  La sua letteratura, però, non morirà mai. Continuerà a vivere rilegata in libri e ogni suo lettore tramanderà nel tempo la sua leggenda. 

“Ogni libro, ogni tomo che vedi ha un’anima. L’anima di chi l’ha scritto e l’anima di chi l’ha letto, vissuto e sognato”

Così scriveva Zafón e noi faremo di tutto per mantenere viva la sua anima.

Chi era Carlos Ruiz Zafón?

Lo scrittore nasce a Barcellona nel 1964 in una zona della cittadina non lontana dalla Sagrada Familia, basilica che non dimenticherà mai e che deterrà un ruolo centrale nelle ambientazioni dei suoi futuri romanzi.  Zafón, come tutte le grandi menti, era estremamente duttile. Inizia infatti la sua carriera in ambito pubblicitario diventando prima copywriter poi direttore creativo di una importante agenzia

Lo stesso scrittore commenterà in questo modo le sue esperienze pregresse: “La pubblicità è stata il mio primo lavoro, avevo 19 o 20 anni. Ho imparato molto e ho fatto una buona vita. Molti scrittori, come Don Delillo, hanno lavorato nella pubblicità, perché tocca la letteratura. Impari a vedere la lingua, le parole come immagini. È lo stesso per i romanzieri che sono stati giornalisti. Michael Connelly, un autore che mi interessa molto, era un cronista prima di diventare scrittore di gialli, e senza quella formazione la sua letteratura sarebbe stata molto diversa, senza dubbio.

L’autore spagnolo non abbandona la sua passione per le immagini e la comunicazione visiva al punto che nel 1994 si trasferisce negli USA e inizia a lavorare a Hollywood come sceneggiatore.  La sua carriera da romanziere invece inizia con la letteratura per ragazzi. Per alcuni anni infatti Zafón è stato insegnante d’asilo e, facendo tesoro di ciò che apprendeva dai più piccoli, scrive “Il principe della nebbia” nel ’93, grazie al quale vince il premio Edebè per la letteratura per ragazzi. 

Il fenomeno letterario de “L’ombra del vento”

La Sombra del Viento”, titolo originale, è il primo romanzo per un pubblico adulto scritto da Zafón. 

Le aspettative sul romanzo non erano altissime ma in poco tempo, grazie al passaparola dei lettori, l’ombra del vento raggiunge i vertici delle classifiche letterarie spagnole prima ed europee poi

L’evoluzione del libro è degna di un vero e proprio fenomeno letterario con pochi eguali negli ultimi anni: sono oltre 8 milioni le copie vendute nel mondo, tradotto in oltre 40 lingue con un centinaio di edizioni estere.  Dal romanzo è nata una quadrilogia intitolata Il Cimitero dei libri dimenticati, che è proseguita con Il gioco dell’angelo (2008), Il prigioniero del cielo (2012), concludendosi con Il labirinto degli spiriti (2016). 

Il romanzo dà vita ad un nuovo genere letterario, quello dei romanzi incentrati sul potere magico e a tratti inquietante della letteratura e dei libri. È il connubio perfetto di sfumature thriller con un pizzico di fantasy e una ambientazione realistica (la Barcellona del 1945 in piena guerra civile), il tutto condito dall’espediente del libro ritrovato con il quale Daniel, il protagonista, instaura un rapporto a tratti “umano”.

“Il cimitero dei libri dimenticati”, in cui sono conservati centinaia di volumi destinati all’oblio, è l’ambientazione più celebre delle sue opere e lo stesso Zafón a questo proposito dice che “è una metafora, non solo per i libri ma per le idee, per il linguaggio, per la conoscenza, per la bellezza, per tutte le cose che ci rendono umani, per la raccolta della memoria.”

In definitiva, piangeremo la morte di Zafón a lungo.  Non sarà facile separarci dallo stregone del libro, l’uomo che ha mutato il modo di vedere la letteratura a chiunque abbia fatto esperienza di uno dei suoi romanzi.  Porteremo nel cuore ogni tua singola parola pronunciata o scritta. 

Arrivederci Carlos,

Che la terra ti sia lieve. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ciao! Sono Giulia, ho 20 anni e vivo a Modena. Ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche occupandomi di sport, mia grande passione, per poi focalizzarmi su attualità, politica e comunicazione. Mi sono sentita dire migliaia di volte che le donne nel mondo dello sport hanno semplicemente una funzione di "accalappia-ascolti". Vivo nell’utopia, che spero non rimanga tale, di rendere protagonista il contenuto di ciò che dico, non l’involucro.

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