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Terminano gli Stati Generali: è arrivata l’ora del rilancio

Ed arrivati al tanto atteso momento della ripresa: conclusi gli stati generali, servono idee e piani per il futuro. Le risposte sul MES e altri progetti.

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Adesso è il momento giusto per reinventare l’Italia perché sia moderna, sostenibile, inclusiva, verde. Serve anche pensare a misure concrete per far fronte all’emergenza, come l’ipotesi di abbassare l’IVA. Dopo ben 82 incontri, il premier Giuseppe Conte conclude gli stati generali dell’economia. Guarda lontano, verso l’orizzonte, con la confidenza di chi si sente “più forte” e “fiducioso” di concludere la legislatura, rimandando il tanto discusso “voto” al 2023. Nell’immediato parla di una settimana “decisiva” per calare le proposte di parti sociali, società civile, intellettuali, in input politici. Saranno convocati i ministri, la maggioranza e l’opposizione, che però non accetta l’ipotesi di inviti separati da parte del premier.

Conte tratteggia le direttive delle proposte e conferma come imminente un nuovo scostamento di bilancio con risorse in deficit. Vuole proseguire sulla strada del taglio del cuneo fiscale previsto dall’ultima manovra (che parte a luglio): “è la direttrice giusta“. Promette una soluzione chiara che arriverà a breve, anche su Aspi. Nel mezzo della crisi più dura, di fronte alla sollecitazione di un operatore turistico di Cesena, il premier Giuseppe Conte riapre il cantiere dell’imposta sui consumi. Parla di una discussione aperta, nulla ancora di deciso anche perché è una misura costosa: almeno 10 miliardi, secondo alcune stime che circolano nei palazzi Governo.

Il premier sostiene che non solo darebbe “una spinta alla ripresa dei consumi“, ma anche un messaggio di fiducia. Invece tra le misure concrete che vuole portare avanti, Conte cita “un progetto“, proposto dalla Business School, “di un voucher per 500 donne l’anno che aspirano a diventare manager“.

La giornata finale degli stati generali dell’economia si è conclusa e il premier mette in fila gli input e le proposte ricevute per il piano di rilancio che costituirà lo scheletro del Recovery Plan che l’Italia presenterà a settembre all’Europa. “Non c’è stata nessuna passerella!” sostiene fermamente. Per progettare un programma più articolato, durante la settimana Conte convocherà la maggioranza e anche l’opposizione, vista la presunta apertura di Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a sedere al tavolo delle trattative; dice di volerli chiamare uno ad uno per evitare confusione e fraintendimenti.

Ma fonti della Lega rispondono per tutti: “Il centrodestra è unito e non bisogna perdere tempo, se le intenzioni di Conte saranno finalmente serie, il centrodestra si presenterà insieme“. Si tratta ora di trasformare i nove capitoli con cui il Premier si è presentato agli stati generali dell’economia in proposte concrete e condivise. Operazione sicuramente non facile anche all’interno della maggioranza e che, avverte il premier, rischia di scontentare qualcuno, a partire da Confindustria perché ben vengano le proposte di Carlo Bonomi ma “il governo deve farsi carico degli interessi di tutto il Paese, è normale che si punti su alcune misure su cui Confindustria possa non convergere“.

Il prossimo Consiglio dei Ministri, nel quale è atteso il piano nazionale delle riforme, prevede che Conte intende portare il decreto semplificazioni, anche se il modello Genova per lo sblocco dei cantieri che viene evocato anche a Palazzo Chigi, poco piace al Pd. Poi c’è il nuovo scostamento di bilancio che potrebbe servire a finanziare in deficit misure come la cassa integrazione e i fondi alle amministrazioni comunali. Pd e Iv insistono che le risorse vanno reperite anche attraverso il Mes, ma il M5S sullla questione non molla. Il premier si sente uscito più forte dagli stati generali e assicura che lo è anche il Governo nella sua completezza; prova anche diluire le tensioni crescenti nella maggioranza: “Zingaretti ha le idee chiare ed è consapevole del momento“, dice a fronte degli attacchi del sindaco di Bergamo Giorgio Gori al segretario dem.

Sul tema che il Pd chiede di chiudere al più presto è Autostrade: Conte dice che “la proposta attuale non è accettabile ma se arrivasse un’altra proposta la prenderemmo in considerazione. Atlantia ha richiesto una soluzione chiara e noi come governo abbiamo il dovere di dare nei prossimo giorni una soluzione chiara“. Ma il premier vuole guardare lungo coltivando il dialogo. Riceve cantanti, artisti e intellettuali, con Elisa che canta Luce e Monica Guerritore che cita il Dante di “tornammo a riveder le stelle”e cita una frase di Alessandro Baricco: “Abbiamo aperto all’impossibile il panorama della nostra mente, allargato all’impensabile il raggio della nostra azione. Non è affatto sufficiente riformare il Paese, dobbiamo reinventare il Paese“. 

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Ho 20 anni, nato a Como, vivo a Cantù. Diplomato presso Liceo delle Scienze Umane e studio Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Milano. Mi interesso di politica da anni ma sono pienamente attivo da più di un anno. Credo nella forza giovanile, necessaria per far ripartire la nostra Italia!

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