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Società

AMORE e altri rimedi

La relazione che abbiamo con gli altri è il riflesso della relazione che abbiamo con le varie parti di noi stessi. TIZIANO CERULLI: “l’amore è assenza che si fa presenza”

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AMORE

Cos’è? ALDA MERINI scriveva: “perché amo gli animali? Perché io sono una di loro. Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba, il panico del cervo che scappa, sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti. E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te.” L’amore è come un ballo, dove mostri ogni passo di te. Però questo ballo va fatto insieme. Ma per farlo insieme è necessario un lavoro non sul piano razionale come succede spesso, ma sul piano del cuore. Perché il cuore è come un paracadute, è pericoloso se non si apre.

Il compito evolutivo che si innesca di una relazione di coppia avviene principalmente quando proiettiamo le nostre ombre sull’altro. Così il duo viene messo alla prova, perché devono stare attenti a non pestarsi i piedi mentre ballano. La principale unione nasce dal riflesso di aspetti maschili o femminili interiori, al quale ci ritroviamo. In amore e in guerra tutto è lecito, entrambi sono dei campi di battaglia dove ci si fa spesso male. Nel primo caso si indossa un’armatura e si va contro il nemico, nel secondo l’armatura va tolta, se vuoi entrare in intimità con l’altro, qui è più una battaglia psicologica. Non è mai una garanzia.

Siamo convinti, grazie ad ideali della società, che amare significhi avere una persona vicino sempre. Ma non contiamo il fatto che nulla dura per sempre,tutto è transitorio. Amore significa avere la persona dentro di sé e non vicina. Se così non fosse, quando le persone che amiamo se ne vanno, muoiono o ci lasciano, l’amore cesserebbe con la loro assenza fisica, mentre l’amore va oltre il tempo e lo spazio. L’etimologia poetica della parola in latino è: A-MORS, ovvero senza morte e mette in luce un sentimento archetipo sottolineando l’intensità senza fine di questo potente sentimento.

Come fanno ad amarsi due persone inconsapevoli? Spesso si entra in una relazione dove non si ha consapevolezza di nulla, ci si creano mille aspettative irrealistiche, come: “questa persona non mi farà più sentire sola”, “finalmente sarò felice”, “è l’unico che mi capisce”… Il classico copione della nostra mente, al quale cerca di nascondere le nostre paure più buie. E’ inevitabile che se ci apriamo poi ci sentiremo traditi, abbandonati, rifiutati, umiliati… L’altro riapre le tue ferite per darti la possibilità di curale, ma tu hai la responsabilità di curarle non l’altro come succede sempre, nel nostro copione. L’altro non è il nostro genitore, pronto a proteggerci, quante volte è capitato che abbiamo visto il nostro partner un padre o una madre, oppure il contrario, ci siamo sentiti i “croce rossini” del nostro compagno? Ma quando si innesca questo schema inconscio la relazione si auto boicotterà, perché non si è più allo stesso livello.

Ci sono tre tipi di schemi utilizzati inconsciamente dalle coppie:

•Quelli che per sentirsi vivi hanno bisogno litigare, dove si innesca il meccanismo del “tira e molla”.

•Quelli che cercano sempre di soffocare ogni problema, fingendo che va tutto bene e continuerà ad andare bene così.

•Quelli che non riescono a vivere uno senza l’altro. Come la bellissima coppia, Sandra e Raimondo. Se muore uno muore anche l’altro.

Ci aspettiamo sempre che l’altro ci protegga, che debba soddisfare le nostre aspettative, ed è proprio questo il “bambino” che è in cerca il “genitore”, non è un atteggiamento di un adulto che ha imparato a badare a se stesso. Il continuare a pretendere che l’altro soddisfi i nostri bisogni è un sintomo infantile, l’altro non è come noi. Staccarsi dalla gabbia di un comportamento possessivo è libertà, altrimenti ci si imprigiona insieme e senza questa consapevolezza il buio non fa altro che immergere la mente non permettendo più di trovare la via di uscita, verso la luce.

Siamo tutti in cerca dell’amore. Come scrive lo psicologo GIULIO CESARE GIACOBBE, siamo “alla ricerca delle coccole perdute”. Quelle che non abbiamo mai ricevuto, che non riusciamo a trovare nell’altro e a dare a noi stessi. Questa ricerca per alcuni di noi, diventa una disperata rincorsa a un’ideale di persona o coppia, che ci alludiamo, risolverà la nostra paura della solitudine e ci fare sentire felici e contenti. Come fare per contenere la ferita del rifiuto tradimento ecc… che risveglierà la persona accanto a te? è necessario costruire un “IO” ben strutturato e una sopportazione e accettazione delle nostre ombre in totale solitudine, senza cercare un “tappa buchi”.

Il “fuoco” come ricorda Jung, e come rappresentato dall’alchimia e dalle tradizioni esoteriche e spirituali, è simbolo dello spirito. Noi possiamo iniziarci alle esperienze spirituali accettando le nostre esperienze distruttive. Secondo lo psicologo C. Pearson: “nei nostri viaggi interiori noi possiamo all’inizio far esperienza dell’archetipo del distruttore all’interno della psiche dell’ombra negativa, i sé potenziali che abbiamo rimosso”. La ricerca di un amore idealizzato ci spinge a essere attratti proprio da quelle persone, esperienze e relazioni che ci mettono di fronte alle nostre ombre e ci conducono alla distruzione per poter lasciare andare il vecchio “IO” con i suoi attaccamenti e dare spazio al nuovo “IO”, integrato con una nuova consapevolezza.

PAURA

“Chi si accontenta gode” , dicono, un detto al quanto insulso, dato dal fatto che chi si accontenta non vive. è imprigionato nella sua zona comfort, rimanere li è sintomo di paura, ma le paure se non le affronti diventano i tuoi limiti. Cosa che succede anche con “la dolce metà”, lo stare con lei per paura di rimanere da soli, visti i tanti anni o mesi trascorsi insieme è sintomo di dipendenza, non amore. Quando si innesca questo meccanismo la relazione diventa malata, sei più possessivo, paranoico, non ti fidi più, accetti ogni cosa pur di non vedere la realtà. Tutto questo perché non ami più ne te stesso, ne la persona affianco a te, ma hai solo paura. Quando non si dà valore, non si ama se stessi, non riuscirai mai ad amare e dare valore all’altro. La relazione così diventa un modo per riempire un vuoto. E l’ultima cosa che deve fare l’altro è riempire un vuoto. Perché così lo stare insieme non diventa più un valore aggiunto, ma solo un attaccamento.

Conoscere il vuoto è l’unica via di uscita.

Qualsiasi emozione proviamo, paura, paura dell’abbandono, angoscia, umiliazione, rabbia, dobbiamo iniziare a guardarla in faccia. Perché fino ad ora ci ha pilotati fino a qui, ha esercitato il suo potere per insegnarci ad affrontare il nostro. Ignorare certe emozioni, è inutile perché ricapiteranno davanti a te sempre, se questa persona è venuta per aprirti le porte della consapevolezza c’è un motivo. Il “bambino” cerca di nasconderle, creandosi un mondo di fantasia, nel quale rifugiarsi per non soffrire. Ma invece l’ adulto le riconosce e le ringrazia. Non siamo vittime del destino, semplicemente dei fiori pronti a sbocciare. Conoscendo il tuo partner conosci anche te stesso, apri porte al tuo cuore che non sapevi esistessero. è molto importante non chiuderlo, perché è vero non si lascia entrare la pioggia, ma non si vede mai neanche il sole.

In amore, come diceva VIKTOR FRANKL: “Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo sfidati a cambiare noi stessi.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata a Verona, il 7/10/2000. La vita mi ha messo davanti degli ostacoli, ma questo non mi ha di certo fermata a essere il cambiamento che voglio vedere nel mondo. Coltivo scrivendo la mia voglia di abbattere le mura di protezione, che le persone si creano per la paura di conoscere.

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