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FILTRARE IL PORNO IN AUTOMATICO: la “nuova” proposta della Lega

In cosa consiste l’ultimissima proposta della Lega? Che differenze comporta? E le finalità? Ha davvero senso per la tutela dei bambini? Scopriamolo.

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Ogni computer, tablet e smartphone potrebbe essere venduto con il parental control già attivo e spetterebbe al proprietario richiederne la rimozione. Questo è l’emendamento proposto dal senatore della Lega Simone Pillon aggiunto alla legge Giustizia.

In base a questa nuova legge in arrivo, il blocco dei siti porno sarà preimpostato e chi vorrà accedervi dovrà chiamare appositamente il proprio gestore per rimuoverlo. L’obiettivo di questa nuova legge sarebbe quello di proteggere i minori dai pericoli del “cyberspazio” così parla il titolo della legge. Questa ha la possibilità di passare in via definitiva, il testo è già stato approvato dal Senato e la Camera dovrà votare entro il 29 Giugno, quando scadono i termini per la conversione in legge.

Questa norma è stata inserita all’interno di una legge riguardante le intercettazioni e di altre norme relative al Covid-19. Sembrerebbe non essere correlata, ma la motivazione di questa scelta è stata che proprio in questo periodo molti bambini hanno avuto accesso a tablet e computer per seguire la didattica a distanza e i rappresentanti del governo hanno la necessità di fornire a questi la giusta protezione.

I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica […] devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto. Questi servizi devono essere gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto”.  La norma si applicherà su ogni tipo di dispositivo e filtrerà tutti “i contenuti violenti, pornografici o inadeguati per i minori”, ha sottolineato Pillon.

Una legge simile inevitabilmente rischia di favorire la censura su Internet e proprio per questo sia negli USA che nel Regno Unito simili proposte di legge sono state bloccate.

L’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) parla di «porno libero in libero Stato» e chiede di bloccare la norma che vuole di fatto vietare il porno online. È un concetto sbagliato all’origine quello di poter pensare di bloccare di default dei contenuti fruibili sul web, i controlli sui minori devono essere effettuati da genitori, o tutori, non possono essere forzati dalla legge. L’intento dei proponenti è marcatamente quello di rendere difficile l’accesso, a tutti, a contenuti che secondo la loro ideologia sono riprovevoli.

Potrebbe sembrare una proposta giusta e sensata, ma lo scopo finale non è la tutela dei minori. Lo scopo è quello di trasmettere alle famiglie una sensazione di controllo e sicurezza sulla crescita dei figli che cresceranno secondo i dettami di un’ideologia cattolica e pudica, non quella di uno stato laico. Bloccare la pornografia non vuol dire nulla, è solo una trovata mediatica. È impossibile e terrificante proporre una legge del genere nel 2020.

Chi decide che un contenuto non è appropriato? Impedire l’accesso a un sito, porno o meno, non farà altro che alimentare la curiosità, la morbosità e la repressione di chi cerca determinati contenuti. Alla fine queste persone troveranno lo stesso un modo per accedere ai contenuti vietati. La storia insegna che il proibizionismo non ha mai funzionato, piuttosto che bloccare i siti perché non si punta ad educare e ad insegnare alle persone come usare Internet in modo intelligente?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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