Connect with us

Mondo

Razzismo di Stato: disattenzioni e potere della polizia

Discriminazioni e abuso di potere da parte delle forze di polizia, inosservanza dei diritti fondamentali dell’uomo: un’emergenza senza fine.

Published

on

L’emergenza Covid19 ha coinvolto la gestione pubblica e la creazione di misure restrittive di ‘’lockdown’’, limitando apparentemente in modo legale i diritti personali e umani come la libertà di circolazione e di riunione progressivamente rallentate con la diminuzione del contagio in tutta Europa.

La problematica generale emersa però da studi dedicati all’indagine di casi e materiali da parte di Amnesty nel rapporto ‘’Sorvegliare la pandemia’’ riserva particolari osservazioni sull’impiego e le azioni delle forze di polizia e forze militari.

Citando il rapporto: ‘’ nel 2019, 37 persone sarebbero morte in custodia o in seguito a contatti con la polizia nel Regno Unito e in Galles (Regno Unito), portando a 1741 il numero di coloro che erano morti in tali circostanze nel Regno Unito dal 1990. In Francia, nel 2019, sarebbero 23 le persone morte in custodia o in seguito a un contatto con la polizia. In Germania, dal 1990, almeno 159 persone sono morte per motivi “razziali” mentre erano in custodia della polizia’’.

Questi dati fanno emergere un problema che persiste in modo regolare in tutti i Paesi europei, uscito alla ribalta in America con le proteste dei BLM, emerge come attore anche in Europa soprattutto in momenti di emergenza nei quali le forze di polizia si rendono protagoniste del controllo pubblico, con autorizzazioni superiori, in alcuni casi e in alcuni Paesi, rispetto ai soliti incarichi legali.

L’accrescimento del potere di azione da parte della polizia ha evidenziato un progressivo uso spropositato della forza in maniera strutturale, attraverso attacchi mirati verso etnie e minoranze. Amnesty evidenzia discriminazioni di carattere economico, sociale e culturale nei confronti di rom e camminanti in 18 Paesi su 35 e in 13 paesi su 35 si evidenziano illegalità impunite compiute da parte delle forze di polizia nei confronti di minoranze etniche, sessuali e di status. In diversi casi le proteste diffuse dei BLM in Uke Belgio hanno portato a casi di uso della forza illegittimo.

Le misure di blocco hanno portato a una discriminazione di tipo sanzionatorio dalle multe ai senza fissa dimora in Italia, Spagna e Francia e Uk, alle misure di controllo dell’identità e misure di perquisizione razzializzata: maggiori controlli in quartieri etnici ad esempio a Saint-Denis in Francia, mentre in Uk si è passati da 7.2 a 9.2 persone nere ricercate su 100.000.

Un’altra discriminazione sistematica è avvenuta nei confronti delle minoranze rom e sinti soprattutto in Francia, Bulgaria e Slovacchia, con la militarizzazione intorno ai campi rom e l’obbligo di quarantena senza però offrire accesso all’acqua, a servizi igienico-sanitari e alloggi alternativi per una prevenzione a tutti gli effetti efficace.

Il problema alla base si chiama ‘’razzismo istituzionale’’ : rientra in quelle strutture organizzative, politiche, processi e pratiche che comportano un trattamento ingiusto e meno equo delle minoranze etniche, spesso senza intenzione o conoscenza. (Rapporto Macpherson 1999: 6.30)

Questo tipo di proliferazione razzista di carattere generale, si rivolge a diverse minoranze etniche e sociali presenti in diversi stati dell’unione europea. La sfida, soprattutto in momenti di emergenza viene definita dal contrasto tra diritti umani e sanzioni penali. Nel caso dell’emergenza sanitaria il primo dovere dello stato dovrebbe essere la tutela della salute, di tutti, solo dopo aver garantito a tutta la popolazione il diritto alla salute e alla vita ( sancito anche nelle costituzioni dei diversi paesi), dovrebbe essere possibile una pretesa di adempiere a doveri secondari.

La garanzia della salute porta anche a una maggiore fiducia nello stato e a una conseguente elevazione delle condizioni sociali.

Spesso si richiede un controllo, sistemico e di stampo discriminatorio: si pretendono doveri da parte di cittadini i quali diritti primari non vengono realmente rispettati. In questo caso, i Principi su cui erge la società vengono intaccati dal governo e dallo Stato, è quindi esso, che rischia attraverso le misure coercitive e discriminatorie di riportare quelle minoranze non rispettate allo stato di natura, in cui la giustizia e il rispetto della propria dignità umana, non tutelata dallo Stato generale, viene ricercata dal singolo come naturale spirito di sopravvivenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata nel 1999, studio Scienze Politiche per lo Sviluppo e la Cooperazione internazionale. Amante dei diritti umani e della Costituzione, sono attivista e volontaria in diverse ONG nazionali e internazionali. Mi piace promuovere l'incontro e la collaborazione per un fine comune positivo. ''Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi e impegnati possa cambiare il mondo. In fondo, è così che è sempre andata.'' M. Mead

Trending