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Ecco perché molti show stanno venendo cancellati: la “blackface” non è divertente

Dopo le proteste in America è iniziato un processo di re-watch di scene di serie e film con contenuti considerati razzisti. Cos’é la blakeface?

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Dopo lo scoppio delle proteste legate alla morte di George Floyd avvenuta il 25 Maggio, alla luce del movimento Black Lives Matter, è iniziato un processo di re-watch di scene di serie e film con contenuti considerati razzisti sia consapevolmente che involontariamente.

Tutto è partito con il film premio Oscar “Via col vento”, 1939. Il film in questione era stato rimosso dai cataloghi HBO a inizio Giugno perché accusato di mostrare pregiudizi etnici e razziali. Le persone di colore protagoniste della pellicola venivano mostrate schiavizzate e in accordo coi pregiudizi del tempo. Il film adesso è di nuovo tornato online con un’ introduzione di 4 minuti in cui vengono spiegate le problematiche relative alla rappresentazione della schiavitù e il contesto storico.

Gli ultimi casi riguardano la cancellazione di serie comiche o di singoli episodi, considerati offensivi per la presenza della “blackface”.

Netflix ha infatti rimosso dal suo catalogo tre serie inglesi Little Britain, The Mighty Boosh e The League of Gentlemen. Questo nonostante la lampante impronta comica delle serie che puntavano a mettere in ridicolo il pensiero dell’uomo medio inglese. La blackface non può più essere tollerata.

Ma cos’è? La blackface era una pratica teatrale molto diffusa alla fine dell’Ottocento, oggi ritenuta molto offensiva. L’attore caucasico si dipinge il volto di nero per poter assumere un aspetto che ricordi quello di un africano stereotipato, spesso associato a denti e labbra enormi. Il colore della pelle non è e non potrà mai essere una maschera da mettere e togliere a piacimento.  

Negli ultimi giorni la piattaforma streaming Hulu ha rimosso ben tre episodi della celebre serie “Scrubs” sempre per la presenza della “blackface”. Per chi ha visto gli episodi era palese l’intento satirico dell’utilizzo di quest’ultima, nonostante questo, per evitare ulteriori polemiche gli episodi sono stati cancellati. Stessa fine ha fatto un episodio di “Community” in cui il professor Chang durante una partita a Dungeon & Dragons si mostra in cosplay travestito da “elfo oscuro”. La puntata è stata criticata soprattutto perché il personaggio in questione è il “cattivo” della serie e per una serie di battute riguardante il “suo” colore della pelle.

Il politicamente corretto sta quindi continuando a mietere vittime tra le opere che in qualche modo hanno offeso la cultura afroamericana. Questa battaglia continua e sono moltissime star di Hollywood che hanno doppiato personaggi di altre etnie che stanno facendo “passi indietro”. Ad esempio Alison Brie si è scusata di aver doppiato Diane Nguyen, personaggio vietnamita in Bojack Horseman. Oppure Mike Henry doppiatore di Cleveland nello show “i Griffin” su Twitter: “È stato un onore interpretare Cleveland ne I Griffin per 20 anni”, ha scritto. “Amo questo personaggio, ma le persone di colore dovrebbero interpretare personaggi di colore. Pertanto, mi dimetterò dal ruolo”.

Seguendo questa scia anti-razzista, anche il gruppo francese L’Oreal ha deciso di ritirare le parole bianco/sbiancante (white/whitening), chiaro (fair/fairness, light/lightening) da tutti i prodotti destinati a uniformare la pelle. Agendo in questo modo si dimostrano inclusivi e vicini alla comunità nera, contro qualsiasi forma di ingiustizia.

Queste iniziative e prese di posizione da parte di queste grandi società rappresentano un rischio e sono state aspramente criticate. Sicuramente non è così che si supererà l’enorme problema del razzismo nel mondo, ma sono piccoli passi avanti che ci rendono un po’ più vicini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata nel 1999 a Siracusa, ad oggi studio Economia presso l'Università di Padova. Mi interesso di tematiche civili e sociali, ma soprattutto negli ultimi anni di ambiente e sostenibilità

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