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Tra delusione e voglia di riscatto: il futuro dell’Europa secondo i suoi cittadini

Un recente sondaggio effettuato dal Consiglio Europeo, ha reso noto come la maggior parte dei cittadini siano rimasti delusi dalla risposta dell’Unione Europea alla pandemia di COVID-19.

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Una nuova indagine statistica a livello europeo, ha evidenziato come i cittadini europei provino una profonda delusione per la risposta frammentata dell’UE, e per la gestione della pandemia da parte dei governi nazionali.

In Italia, uno dei paesi più colpiti dal virus, il 63% ha dichiarato che l’Unione Europea ha fallito nella gestione della crisi, soprattutto nell’Europa meridionale. Inoltre su chi sia stato il miglior alleato durante la pandemia, solo il 4% ha dichiarato l’UE, mentre il 25% ha preferito la Cina. In Francia il numero di persone che ritengono le azioni dell’UE totalmente irrilevanti sono ben oltre la metà (58%), e in tutti gli Stati la maggioranza delle persone sentivano che il loro paese era stato lasciato da solo, o semplicemente, ignoravano chi fossero i loro alleati.

I cittadini europei di nove paesi, che costituiscono circa i due terzi della popolazione dell’UE, sono stati intervistati da parte del Consiglio europeo sulle relazioni estere, mentre i singoli governi nazionali avevano iniziato a pianificare l’allentamento delle restrizioni. Il rapporto risultante stilato da Ivan Krastev e Mark Leonard, descrive i livelli di disillusione nelle istituzioni europee come “inquietanti”, il tutto mentre i leader dell’UE stanno discutendo del Recovery Fund, il primo piano che prevede la raccolta di miliardi di euro in finanziamenti comunitari.

Tuttavia i seguenti sondaggi hanno evidenziato come anche il ruolo del singolo stato nazionale sia entrato in crisi. Il 33% afferma infatti di aver perso fiducia nell’azione dei governi nazionali, e solo il 29% ritiene che la crisi dimostri la necessità di una maggiore indipendenza per i singoli paesi.

Difatti dopo che l’approvazione nei confronti dei leader nazionali aveva subito un impennata a marzo, dalla fine di aprile gli indici di gradimento hanno subito una costante discesa. In Francia il 61% ha ritenuto l’azione di Macron insufficiente. In Spagna il 54% ha bocciato la gestione della crisi da parte di Sanchez. D’eccezione è la Germania, dove il 58% ha giudicato positivamente la leadership di Angela Merkel.

Dunque la diffusa delusione per la risposta dell’UE non si è finora tradotta in una spinta euroscettica. Una maggioranza convincente, il 63%, compreso il 55% in Germania, l’80% in Spagna e il 91% in Portogallo, ritiene che la pandemia abbia mostrato la necessità per i governi europei di agire in modo più unito e coerente.

In Italia il 76% ha preferito una ripresa guidata dall’Unione Europea e solo il 16% ha dichiarato che la pandemia ha mostrato la necessità di un governo sovranista. Né la crisi ha aumentato il sostegno ai populisti spagnoli (il 54% ha affermato che il partito Vox di estrema destra era sceso nelle loro stime dall’arrivo del coronavirus). Il partito di Marine Le Pen in Francia è rimasto stabile, mentre in Germania solo il 6% ha visto in ascesa il movimento AfD di estrema destra.

Tuttavia il sentimento di una maggiore coesione europea politica ed economica rimane forte soprattutto nel Sud, dove i paesi spingono per una maggiore condivisione degli oneri finanziari. Alcuni commentatori avevano salutato il Recovery Fund come un “Hamilton Moment” (ovvero una svolta chiave nel percorso di integrazione europea, paragonabile alla decisione di Alexander Hamilton di unire fiscalmente gli Stati Uniti), ma le trattative sono ancora in corso, e la resistenza dei paesi del Nord è ancora molto forte.

I cittadini europei hanno dunque dato un forte segnale alle istituzioni europee: maggiore cooperazione, efficacia e concretezza. Il Recovery Fund è di sicuro un buon segnale, ma la partita è ancora tutta da giocare e la strada per l’unità europea rimane difficile. Tuttavia questi sondaggi confermano che il sentimento europeo rimane forte e chiaro. Ora sta ai leader esaudire i desideri dei propri cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono un giovane liceale molto appassionato di politica e attualità. Con i miei articoli spero di aiutare le persone a formare un proprio pensiero critico, in modo che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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