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Ambiente

La Francia e una nuova forma di democrazia partecipativa: il caso della Convenzione per il clima

Costituita da 150 cittadini estratti a sorte, la Convenzione voluta ad ottobre dal presidente Emmanuel Macron sta terminando i suoi lavori: 149 proposte che spaziano dall’immaginare un nuovo sistema di mobilità ecologica fino al cambiamento delle abitudini alimentari per i cittadini. Tutto questo per dare una svolta ambientalista radicale alla nazione francese

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Potrebbe essere ancora una volta la Francia il paese apripista di una nuova rivoluzione. Questa volta però non grazie ad un movimento che parte dal basso, bensì ad una visione che è venuta dall’alto, dalla prima carica dello Stato, dal presidente della Repubblica Emmanuel Marcon. E’ lui che ha ideato e concretizzato ad ottobre 2019 un esperimento di democrazia partecipativa che potrebbe creare un interessante precedente in Europa: sono stati estratti a sorte 150 cittadini per lavorare su proposte concrete riguardo le tematiche ambientali e di giustizia sociale. A giugno 2020 sono ben 149 le idee che hanno visto la luce, delle più varie ed interessanti. Un esperimento che sembra stia funzionando sorprendentemente.

L’intuizione vincente

L’idea del presidente francese nasce in un momento complicato per la Francia, quello di fine anno 2019, caratterizzato dalle forti proteste dei Gillet Gialli. Questo movimento spontaneo ha iniziato a scendere nelle piazze nel novembre del 2018 per protestare contro l’aumento del prezzo del carburante e del costo della vita, che secondo i manifestanti starebbe mettendo in crisi il ceto medio. Macron ha risposto proponendo una sorta di “Stati generali” per l’ambiente, chiamando in causa direttamente i cittadini della Nazione.

PRAGMATISMO, NON DEMAGOGIA – Il presidente ha chiesto a questa commissione di “privati cittadini” di elaborare una strategia – attraverso proposte di legge – per consentire alla Francia di raggiungere un obiettivo ambizioso: entro il 2030 ridurre del 40% i livelli di emissioni di gas serra, con alla base un principio di giustizia sociale; con la volontà di porre lo stato francese come capofila tra i paesi virtuosi sul piano ambientale.

UN CASO UNICO NEL SUO GENERE – La Convenzione è stata costituita sulla base di una generazione casuale di numeri di telefono. Alla fine la sua composizione conta persone delle più variegate generazioni (dai 16 agli 80 anni) e delle più diverse professioni – anche disoccupati. Il 51% è costituito da donne, il 49% da uomini. La loro attività è durata nove mesi, diversi sono stati i gruppi di lavoro sulle varie tematiche; 140 gli esperti ascoltati su moltissimi campi del sapere, 149 alla fine le proposte elaborate.

Logo – Il simbolo della Convenzione per il clima ideata da Emmanuel Macron nell’ottobre 2019

Una vera rivoluzione “green”

Le strategie messe in campo da questo comitato di cittadini non sono per nulla banali, e il supporto degli esperti è stato importante per dare fondatezza e solidità alle diverse idee e proposte. Lo stesso presidente Macron ha garantito che questi progetti verranno portati alla discussione parlamentare come proposte di legge, con un successivo referendum eventualmente per confermare l’imponente disegno di riforme in ambito ambientale e sociale.

IMMAGINARE UN NUOVO MODO DI VIAGGIAREUno dei punti chiave per una svolta “green” è stato individuato nei trasporti. Il ragionamento è semplice: dato che per ogni chilometro fatto in aereo si inquina di un valore 30 volte superiore rispetto al treno, la virata verso un potenziamento della mobilità su rotaia appare inevitabile. Ed ecco la proposta della Convenzione di eliminare i voli per spostamenti all’interno della nazione, ridurre le tariffe per i treni e potenziarne le linee. L’uso della “strada ferrata”, ci dice il comitato di cittadini, dovrà essere rafforzato anche per il traffico merci, con una progressiva diminuzione del trasporto su gomma; in questo modo si andrebbe anche ad abbassare il numero di camion e tir sulle strade, responsabili degli incidenti più pericolosi quando si viaggia in auto.

NUOVA MOBILITA’ CITTADINA – La Convenzione ha previsto anche un ridisegno del trasporto nelle città e per andare al lavoro: è necessario insistere sul concetto di “sharing” per auto e biciclette, come il rafforzamento dell’utilizzo dei mezzi pubblici. Insomma, ridurre il numero di mezzi e al tempo stesso aumentarne la fruibilità, per rendere più accessibile il servizio.

RIVEDERE RADICALMENTE LO STILE DI VITA – Anche le abitudini di vita devono cambiare: lo smartphone non può essere sostituito ogni anno, la sua produzione è molto inquinante per l’ambiente; è importante ridurre il consumo di carne per le stesse ragioni, abituandosi a mangiare vegetariano almeno due volte a settimana. Si chiede allo Stato inoltre di attuare un rinnovamento ecologico per 20 milioni di abitazioni entro il 2030.

In sella – La bicicletta costituisce il mezzo sostitutivo dell’auto più “pulito” per gli spostamenti cittadini

Quei cittadini non eletti che decidono per la Nazione

Intorno alla scelta del presidente Macron di affidare la stesura di queste proposte di legge ad una commissione di “non eletti” si è sollevato un dibattito in Francia: quale legittimità hanno queste persone per prendere decisioni che potrebbero modificare radicalmente la vita dei francesi?

SENZA PRESSIONE DELL’ ELETTORATO – A prima vista questo comitato di persone sconosciute – e fuori dalle dinamiche politiche – potrebbe essere visto come la soluzione per sfuggire alla cosiddetta “trappola dell’elettorato”, che colpisce chi governa: per paura di avanzare proposte impopolari, i politici preferiscono non prendere alcune decisioni, che potrebbero tuttavia rivelarsi davvero utili per il paese. Quindi la Convenzione, non avendo nessuno a cui dover rispondere delle sue proposte, potrebbe essere più libera di agire secondo coscienza.

FUORI DALLE ‘ELITE POLITICHE – Questo gruppo di cittadini è anche esterno rispetto ai contesti scivolosi e non poco insidiosi della politica, fuori dalle élite di potere, al riparo – almeno sulla carta – da meccanismi più o meno subdoli di cooptazione.

Una speranza e qualche dubbio

In conclusione, si può osservare che il comitato messo in piedi dal presidente Macron in modo alquanto curioso ha lavorato, e non poco: ci sono moltissime proposte interessanti, e forse qualcuna vedrà anche la luce come legge dello Stato. C’è da capire adesso come il presidente francese deciderà di gestire questo comitato al termine dei suoi lavori. Nel frattempo ha annunciato che, entro la fine dell’estate, verrà presentato un progetto di legge basato sulle proposte presentate dalla Convezione; sono state accolte 146 sulle 149 idee consegnate.

COLPO DI SCENA FINALE – Sembrava tutto procedere linearmente, con il comitato di cittadini che avrebbe dovuto sciogliersi al termine dei lavori, eppure qualcosa è subentrato a scombussolare un po’ le carte in tavola: gli stessi membri della Convenzione si sono costituiti in associazione per fungere da gruppo di pressione e spingere i governanti a rendere effettive le loro proposte. C’è da sperare che non si facciano tentare dal boom di notorietà commettendo mosse azzardate, per non vanificare l’interessante esperimento di democrazia partecipata messo in atto. Un’esperienza che ha visto un gruppo di cittadini – non inseriti nei classici circuiti e cortocircuiti politici – prendere decisioni politiche per tutta la collettività.

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Sono nato a Trieste il 27 luglio 1997 e sono Senatore accademico all'Università degli Studi di Trieste, dove studio Scienze Politiche e dell'Amministrazione. Sono iscritto al partito Italia Viva dal settembre 2019 e mi sono attivato sul territorio entrando a far parte dell'associazione di promozione sociale ProgettiAmo Trieste. Sono appassionato di relazioni di genere, psicologia sociale e politica internazionale; scrivo sul blog nazionale della community dei Millennials su queste tematiche. Ho un diploma scientifico conseguito nel 2016 e nel settembre del 2017 sono entrato a far parte dell'associazione RIME di Trieste. Ho partecipato nell'ottobre del 2017 all'evento "Lo spazio delle idee", Progetto Hubble, organizzato da Cultura Democratica a Firenze. Sono stato eletto nell'aprile 2019 Senatore accademico per la mia università con la lista universitaria Studenti in Movimento e nell'agosto 2019 ho partecipato alla scuola di politiche "Meritare l'Italia", organizzata dal senatore Matteo Renzi e da Elena Bonetti a Lucca.

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