Connect with us

Politica

Angela Merkel e il destino dell’Europa

Angela Merkel alla presidenza dell’Ue: l’inizio di una nuova Europa?

Published

on

“Non ci sarà pace in Europa finché gli stati continueranno a basarsi sulle rispettive sovranità nazionali” affermava Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea: parole che risuonano nelle coscienze oggi più che mai alla luce di una crisi economica, politica e sociale senza precedenti nella storia moderna, che può essere affrontata dal Vecchio Continente solo in maniera unitaria, inclusiva e solidale. Da alcuni giorni la cancelliera tedesca Angela Merkel si è insediata alla presidenza dell’Ue. In questi 6 mesi il futuro dell’Europa e dei suoi popoli è in gioco: solo smettendo di alimentare gli egoismi nazionali l’Unione Europea potrà sopravvivere.

Una figura divisiva

Le diffidenze sono tante nei confronti della Cancelliera: il passato da capo dei falchi rigoristi e la pessima gestione della crisi greca del 2011 hanno contribuito a crearle una reputazione non sempre positiva, soprattutto negli ambienti politici meno europeisti.

Cambio di rotta

La devastazione portata dal coronavirus sembra però aver cambiato radicalmente l’approccio della Cancelliera. Complice forse la crisi senza precedenti e il pericolo che un’ondata sovranista possa affondare l’Europa, Merkel ha deciso di agire, di farsi interprete di un rinnovato spirito comunitario, di aiuto e solidarietà. Se l’Europa c’è è probabilmente e soprattutto grazie a lei: il sodalizio instauratosi tra i grandi Paesi dell’Unione, tra cui Italia, Francia, Spagna e appunto Germania ha portato all’introduzione di politiche e ricette economiche nuove e mai sperimentate. Il SURE, il nuovo MES, la sospensione del Patto di Stabilità e infine il Recovery Fund, strumento su cui l’Italia punta più di tutti, che grazie alla guida della Cancelliera potrebbe diventare presto realtà.

Gli egoismi nazionali

Tuttavia, un gruppo di paesi si oppone ad un piano solidale: sarà compito della Cancelliera convincerli e guidarli. Il dissenso più feroce arriva dal premier olandese Rutte, ormai indiscusso capo del fronte dei Paesi frugali (Austria, Olanda, Svezia e Austria), stati iper-rigoristi a basso debito che premono per una serie di prestiti piuttosto che contributi a fondo perduto. In una recente intervista al Corriere, il premier olandese pontifica la necessità per l’Italia di “imparare a farcela da sola” durante le crisi e si oppone categoricamente ad un programma misto contributi e prestiti. Infine, i paesi del blocco di Visegrad, capitanati dal premier ungherese, il sovranista Orban, che ha definito il Recovery Fund “assurdo e perverso perché sembra basato sull’idea che alla fine i paesi ricchi ricevano soldi dai Paesi più poveri”.

Lo spirito europeo cede il posto all’egoismo nazionale con queste posizioni: da una parte troviamo l’Olanda, paradiso fiscale intraeuropeo, che da anni, insieme ad altri paesi, fa concorrenza sleale agli altri stati e soprattutto all’Italia, che solo nel 2017 ha perso il 19% delle proprie imposte societarie a causa della distorsione dei paradisi fiscali; dall’altra invece l’Ungheria, uno dei paesi che più di tutti ha beneficiato degli aiuti Ue e che viene tollerato seppur da anni, sotto il governo di Orban, venga sistematicamente violato lo stato di diritto.

Una nuova Europa

Solo combattendo gli individualismi nazionali l’Europa può farcela: il ruolo di Angela Merkel è più che mai decisivo. Il nostro futuro dipenderà molto dalle sue capacità di negoziazione: speriamo che il vento di libertà di Ventotene possa soffiare ancora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Brescia il 9 marzo 2001, attualmente vivo a Palazzolo sull'Oglio. Frequento l'ultimo anno di liceo scientifico e Il prossimo anno studierò economia e finanza presso l'Università Bocconi di Milano. Mi interesso di politica fin da piccolo e sono iscritto ad Azione. Spero di poter dare un contributo significativo con i miei articoli. "L'essenziale è rimanere fedeli al proprio scopo"

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending