Connect with us

Politica

Lo storico incontro tra Mattarella e Pahor: uniti per superare le ombre del passato

Mano nella mano i due presidenti di Italia e Slovenia si sono uniti per trasmettere un rinnovato messaggio di unione e integrazione.

Published

on

La giornata di ieri ha visto avvenire un incontro storico. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e il Presidente della Slovenia, Borut Pahor, hanno infatti reso omaggio alle vittime italiane delle foibe e ai caduti sloveni sotto il regime fascista.

E’ la prima volta che il presidente di uno degli Stati della ex-Jugoslavia rende omaggio alle vittime italiane della dittatura di Tito, e ciò ha reso questo incontro un avvenimento storico, segno della nuova unione che si è venuta a creare tra i due paesi.

I due Capi di Stato si sono recati alla Foiba di Basovizza, dove si stima che i partigiani jugoslavi abbiano gettato duemila italiani tra militari e civili, e al monumento che ricorda il sacrificio di quattro antifascisti sloveni, fucilati dal regime di Mussolini nel 1930. I quattro martiri sloveni erano molto giovani e con la loro morte sono diventati per il popolo sloveno simbolo di resistenza al fascismo e di lotta per la libertà.

Giunti sul posto i due presidenti hanno deposto una corona di fiori accanto ai due monumenti, e si sono stretti in un minuto di silenzio, prendendosi per mano. Un piccolo gesto spontaneo ma di una potenza incredibile, capace di spezzare anni di divisione e silenzio. Un gesto che oggi assume ancor di più un valore simbolico, ora che tutto il mondo è colpito dalla pandemia di coronavirus, un virus che ci costringe a stare distanti, ma che ci unisce tutti, ancora una volta e con maggior forza, nella sofferenza e nei valori che dovrebbero risplendere in ognuno di noi: libertà, democrazia, pace.

In seguito i due Capi di Stato hanno firmato un memorandum d’intesa che riconsegna alla comunità slovena italiana il Narodni Dom, la casa del popolo data alle fiamme dai fascisti il 13 luglio di cento anni fa.

La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano. Proprio per questa ragione, il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall’altra, l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro

parte del discorso del presidente sergio mattarella durante la commemorazione

Al termine dell’incontro Mattarella e Pahor si sono detti soddisfatti, affermando che il loro incontro è segno di un nuovo percorso di integrazione e unione tra i due paesi, un percorso che i due presidenti si sono augurati che anche l’Unione Europea segua quanto prima.

Soffermandosi sulla sfera europea Mattarella ha poi precisato che di fronte a sfide come la pandemia in corso, i nostri Paesi sono oggi chiamati a collaborare ancor più strettamente: per questo si è detto fiducioso del fatto che l’ormai imminente Consiglio Europeo, attraverso strumenti consolidati e soluzioni innovative di grande respiro, sappia nuovamente dimostrare che l’Europa sa interpretare e valorizzare la vita dei suoi cittadini.

Non possiamo dunque ignorare l’importanza di certi incontri, che oltre ad essere simbolici si rivelano portatori di messaggi che è bene non dimenticare: messaggi di fratellanza e unione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

Trending