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Politica

Il premier Conte alle prese con DPCM, Autostrade e Recovery Fund

Dall’accordo con Autostrade, alle trattative per il Recovery Fund, passando per la firma del nuovo DPCM: la settimana di fuoco del premier Conte.

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L’accordo tra Governo e Autostrade

Nella scorsa notte il Consiglio dei ministri è riuscito a trovare un accordo con Aspi (Autostrade per l’Italia). Infatti dopo una lunga riunione durata fino all’alba, stamattina la Presidenza del Consiglio ha pubblicato un breve comunicato che riassume la bozza di accordo raggiunta dalle due parti. Dalla lettura del comunicato sembrerebbe che Aspi abbia accolto tutte le richieste del governo, scongiurando dunque la pericolosa rescissione del contratto.

Il punto più importante dell’accordo è il nuovo ruolo che i Benetton assumeranno nei vertici della società, dato che il governo riteneva questo dettaglio fondamentale. La famiglia, che attualmente possiede l’88% delle quote di Aspi, ha accettato di tirarsi indietro fino al 10-12%, ma con un percorso graduale. Al suo posto secondo ANSA entrerà la Cassa Depositi e Prestiti (controllata dal Ministero delle Finanze), che diventerà dunque azionista di maggioranza con il 51% delle quote. Le azioni rimanenti saranno invece affidate ad investitori graditi dal ministero. Infine Aspi verrà scorporata da Atlantia.

Il compromesso di questa notte è stato accolto con molta sorpresa dalla stampa nazionale. Questo perché nei giorni precedenti le due parti erano sembrate molto distanti dopo che il presidente del consiglio Conte aveva definito l’offerta dei Benetton come inaccettabile.

Fonti del Sole 24 Ore segnalano come la trattativa sia stata molto difficile, con forte agitazioni sia all’interno della maggioranza (il Partito Democratico preferiva un approccio più prudente e Italia Viva era contrario alla revoca della concessione), sia dentro il Movimento 5 Stelle, dove molti si sono ritenuti insoddisfatti del lungo periodo di transizione lasciato all’uscita dei Benetton, dato che la vendita delle azioni della famiglia veneta durerà circa un anno.

Nella bozza si parla poi di altri dettagli riguardanti l’accordo con Autostrade per l’Italia. Sono confermati per esempio i 3,4 miliardi che Aspi verserà al governo come indennizzo per il Ponte Morandi, l’abbassamento della penale in caso di rescissione del contratto da 23 a 7 miliardi di euro, un aumento dei controlli, maggiori sanzioni in caso di violazioni, e infine un abbassamento dei pedaggi autostradali.

Per correttezza di informazione è giusto ricordare che si tratta di un accordo non definitivo, quindi qualcosa potrebbe andare storto. Tuttavia dopo giorni ad alta tensione, il peggio sembra passato e un accordo ufficiale è senz’altro più vicino.

Il Recovery Fund

Sono giornate molto intense per il dibattito sul Recovery Fund che il Consiglio Europeo discuterà nel fine settimana. Il premier Conte lunedì è andato a Berlino da Angela Merkel, come ultima e più importante tappa delle sue trattative europee. L’obiettivo è quello di strappare un accordo il più vantaggioso possibile per l’Italia.

Stamattina Conte si è poi presentato in parlamento per l’informativa sul Consiglio Europeo dove ha dichiarato che farà di tutto per impedire compromessi al ribasso e per strappare un accordo decisivo entro fine luglio. Per il premier questa si tratta di una battaglia decisiva. “O vinciamo tutti o perdiamo tutti in Europa”, ha concluso.

Anche fonti della presidenza francese hanno sottolineato come raggiungere un accordo sabato sia possibile e auspicabile. Dello stesso parere anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez che ha ribadito come l’Europa non possa permettersi un altro rinvio sul Recovery Fund. “Raggiungere un consenso in Europa è importante per la ricostruzione dei nostri Paesi e per il rafforzamento del progetto europeo. L’unità è la chiave per accelerare la ripresa”, ha concluso.

D’altra parte il primo ministro olandese ribadisce la posizione dei paesi cosidetti “frugali”, che chiedono a gran voce che i sussidi europei siano erogati a condizioni molto rigide e a patto che gli Stati comincino davvero ad intraprendere riforme serie.

Il DPCM presentato dal ministro Speranza in Senato

Ieri sera il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha presentato in Senato il nuovo DPCM che proroga al 31 luglio le misure anticovid. Resta dunque l’obbligo della mascherina, il divieto di ingresso da paesi extra Ue, e controlli piu’ stringenti in porti e aeroporti.

La risoluzione di maggioranza sulle dichiarazioni del ministro Speranza ha ricevuto il via libera dal Senato, con 154 voti a favore e 129 contrari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano, e dal 2021 sono iscritto ad Azione. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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