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Economia

L’Europa C’è

In mattinata è stato approvato un’accordo di “portata storica” tra i 27 rappresentanti degli Stati dell?unione Europea. Perché di portata storica? In cosa consiste precisamente?

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Tra le 5:30 e le 6 ora locale è arrivato finalmente l’annuncio tanto atteso: l’accordo totale tra i 27 Stati Membri. Ci solo voluti quattro giorni pieni, intensi e senza esclusione di colpi , ma i 27 hanno finalmente trovato un accordo sul prossimo bilancio comunitario a cui è collegato un Fondo per la ripresa del valore di 750 miliardi di euro (di cui poco più di 200 saranno destinati a Roma ).
L’intesa è «realmente storica» ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel in una conferenza stampa all’alba di martedì 21 luglio.

In cifre, il bilancio per i prossimi sette anni avrà un valore di 1.074 miliardi di euro. Il Fondo per la Ripresa, che raccoglierà 750 miliardi di euro sui mercati, distribuirà sussidi per 390 miliardi e prestiti per 360 miliardi.

La Portata Storica dell’accordo

Ma perché dagli attori in gioco viene definito un evento storico? Semplicemente perché per la prima volta i Ventisette danno mandato alla Commissione europea di indebitarsi a loro nome per una somma di enorme dimensione. Per farla breve: per la prima volta avremo l’emissione di debito comune, primo vero passo per il raggiungimento di fiscalità e debito europeo permanente. 

I risparmiatori europei e mondiali potranno quindi comprare obbligazioni emesse dall’Unione, e non dagli Stati nazionali.  Il nuovo debito in comune dovrebbe indurre i Ventisette a creare nuove tasse europee in vista del suo rimborso.

Come di consueto, il presidente Michel ha tenuto una conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. Mentre Michel ha voluto sottolineare la storicità dell’intesa, la Von der Leyen ha voluto ricordare il percorso da ora in poi. L’accordo dovrà essere ratificato a livello nazionale per via della nuova clausola di indebitamento della Commissione e approvato dal Parlamento europeo.

La Ue ripagherà i titoli di debito pubblico europeo  attraverso il proprio bilancio, rimborsando, annualmente, al massimo 30 miliardi di quota capitale più gli interessi ovviamente. Questo procedimento si concluderà il 31 dicembre 2058, quando questi debiti saranno completamente stati ripagati. 

A quali fonti si attingerà?

Le fonti dal quale la Ue attingerà saranno due:

  • Aumento dei contributi degli stati nazionali: le risorse che ogni stato nazionale deve versare al bilancio dell’UE salgono dal 1,20% del Reddito Nazionale Lordo al 1,40%, con la possibilità di un ulteriore incremento dello 0,6% qualora sia necessario per ripagare i debiti. Per l’Italia parliamo di 3,6 miliardi ogni anno, più un eventuale 10,6 miliardi qualora fosse necessario. 
  • Da misure che prevedono una nuova capacità fiscale dell’Unione: dal 1 gennaio 2021 subentrerà una tassa sulla plastica non riciclata pari a 0,8 euro per Kg. Ovviamente saranno tasse nazioni poiché la Ue non può, per il momento, imporre tasse dirette ai propri membri.

A queste due fonti vanno aggiunte altre due nuove, che entreranno in vigore a partire da Giugno del 2021 e cioè:  

  • La  tassazione dei beni importati la cui produzione contiene l’utilizzo del carbone.
  • Una web-tax.

La Commissione poi ha annunciato di star lavorando anche ad un’estensione dell’attuale meccanismo di scambio delle quote di inquinamento( Emission Trading Scheme) al settore aereo e marittimo, e una tassa sulle transazioni finanziarie. 

Come verranno usati questi soldi? 

Attraverso il programma Next Generation EU. In tale programma  sono concentrati tutti i prestiti e l’80% dei contributi diretti (312,5 miliardi circa). Queste risorse saranno assegnate agli Stati membri, entro il 2023 (i pagamenti entro il 2026). Ma il 70% dei contributi diretti dovranno essere impegnati entro il 2022.

I criteri di allocazione tra gli Stati rimangono quelli proposti dalla Commissione quindi: 

  • La popolazione;
  • Il Pil pro-capite; 
  • L’aumento della disoccupazione nel periodo 2015-2019.

Gli Stati membri dovranno però presentare i piani per l’utilizzo di queste risorse per il triennio 2021-2023. Questi piani saranno rivisti e approvati nel 2022, in modo da procedere all’allocazione definitiva entro il 2023.

Entro due mesi dalle varie presentazioni la Commissione valuterà questi piani in base a un requisito(l’aderenza alla transizione verde e digitale) e alcuni criteri quali:

  • La coerenza con le raccomandazioni specifiche che la Commissione fa ogni anno ad ogni stato membro. (Nel nostro caso la ferma necessità di fare riforme strutturali). 
  • Il rafforzamento del potenziale di crescita dell’economia

Dopo le varie valutazione della commissione avverrà l’approvazione dal Consiglio Europeo a maggioranza qualificata. Durante l’attuazione del piano, le varie tranches di pagamenti effettivi delle risorse agli stati membri sono soggette ai seguenti step:

  • Il Comitato Economico e Finanziario (composto da due membri per ogni stato, nominati tra gli alti funzonari dell’amministrazione statale e della Banca Centrale nazionale, più i funzionari della BCE) deve essere d’accordo sui progressi compiuti dallo stato membro e sulla coerenza con gli impegni presi. 
  • Se un qualsiasi Stato membro pensa che ci siano serie deviazioni dagli impegni presi da un altro stato, chiede la convocazione del Consiglio Europeo per discuterne. Fino a che il Consiglio non discute estensivamente il problema, la Commissione non può prendere alcuna decisione e non può procedere al pagamento. 

Nell’accordo c’è scritto che questo processo impiega tre mesi, ma in realtà la scadenza non è vincolante. I Paesi frugali, infine, avranno diritto a sconti in base alla loro quota di partecipazione alla Ue. Alla Svezia ad esempio si applicherà uno sconto di 1 miliardo ( rispetto ai 185 milioni precedenti), all’Austria di 565 milioni, all’Olanda di 1,9 miliardi ed infine alla Danimarca di 377 milioni. 

Il Presidente Conte

Abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie“, dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo. E aggiunge: “Il governo italiano è forte: la verità è che l’approvazione di questo piano rafforza l’azione del governo italiano. Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre“.

Il premier annuncia: “Partirà presto task force sul Piano di rilancio”, ma, aggiunge “avremo il quadro chiaro dopo il confronto con le opposizioni“. E conclude: “Permettetemi di ringraziare tutti gli italiani: in questi giorni sono stato molto impegnato, non ho avuto il tempo di seguire il dibattito interno ma ho avvertito forte il sostegno di tutta la comunità nazionale: sono orgoglioso di questo risultato, orgoglioso di essere italiano“.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver conseguito la triennale mi sono spostato a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso la Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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