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Politica

Buon compleanno Presidente

Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella compie gli anni, 79 per la precisione. Questo pezzo vuole essere un umile omaggio alla più alta carica dello Stato Italiano, ad un uomo di elevata umanità e competenza a difesa del rispetto istituzionale, ad un giurista convinto delle proprie battaglie, ad un padre autorevole per milioni di italiani.

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“Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana.”

Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella compie gli anni, 79 per la precisione. Questo pezzo vuole essere un umile omaggio alla più alta carica dello Stato Italiano, ad un uomo di elevata umanità e competenza a difesa del rispetto istituzionale, ad un giurista convinto delle proprie battaglie, ad un padre autorevole per milioni di italiani.

Cerchiamo di conoscerlo meglio…

Sergio Mattarella, politico, giurista e avvocato, nacque a Palermo il 23 luglio del 1941. Divenne il 12° Presidente della Repubblica il 3 febbraio del 2015. Fu deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana, poi per il Partito Popolare Italiano, a seguire per La Margherita e infine per il Partito Democratico. Nominato Ministro per i rapporti con il Parlamento nel 1987, Ministro della pubblica istruzione nel 1989, Vicepresidente del Consiglio nel 1998, Ministro della difesa nel 1999 e giudice costituzionale nel 2011. Il 31 gennaio del 2015 venne eletto al quarto scrutinio come Presidente della Repubblica con 665 voti, poco meno dei due terzi dell’assemblea elettiva. Giurò il 3 Febbraio e diventò il primo siciliano a ricoprire la carica più alta dello Stato Italiano.

Finora ha conferito l’incarico a due presidenti del Consiglio dei ministri, ovvero Paolo Gentiloni (2016-2018) e Giuseppe Conte (dal 2018). Ha nominato il 19 gennaio del 2018 la Senatrice a vita Liliana Segre e il 24 febbraio dello stesso anno, il giudice della Corte costituzionale Francesco Viganò.

Come si può immaginare dalla sua formazione e carriera politica e istituzionale, sarà complicato riassumere in poche righe una storia così importante.

Biografia

Sergio Mattarella è il quarto figlio di Maria Buccellato e di Bernardo Matterella (politico democristiano e ministro per ben cinque volte tra gli anni ’50 e ’60), fratello minore di Piersanti che nel 1980 fu assassinato da Cosa nostra mentre ricopriva la carica di Presidente della Regione Siciliana.

Si trasferì da giovane a Roma, a causa degli impegni paterni, e iniziò a militare nel Movimento Studenti della Gioventù Maschile di Azione Cattolica, di cui fu responsabile delegato degli studenti di Roma e successivamente del Lazio dal 1961 al 1964. Si diplomò al Liceo classico San Leone Magno di Roma e si laureò in Giurisprudenza nel 1964 all’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti e la lode con una tesi su “La funzione dell’indirizzo politico“. Si iscrisse all’albo degli avvocati nel Foro di Palermo e iniziò a collaborare in uno studio legale palermitano. Intraprese inoltre la carriera accademica presso l’Istituto di Diritto Pubblico dell’Università di Palermo, come collaboratore di Pietro Virga, nel 1965 divenne assistente di Diritto costituzionale e fino al 1983 insegnò Diritto parlamentare come professore associato. Nella produzione scientifica si è sempre occupato prevalentemente di questioni parlamentari, come il bicameralismo, il procedimento legislativo e l’attività ispettiva del Parlamento, e delle questioni riguardanti l’Amministrazione Regionale Siciliana, incluso l’intervento in materia di sviluppo economico.

Vita privata

È stato sposato con Marisa Chiazzese, scomparsa il 1º marzo 2012, figlia dell’ex Rettore dell’Università di Palermo e docente di Diritto romano Lauro Chiazzese. Ha tre figli, Laura, Francesco e Bernardo. Quest’ultimo professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Siena, presso la LUISS Guido Carli di Roma e presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, posto nel 2014 dal Ministro Madia a capo dell’ufficio legislativo del Dipartimento della funzione pubblica.

Carriera politica

Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della DC, a seguito dell’assassinio del fratello, Mattarella aumentò il suo impegno politico. Il ruolo di capo del collegio dei probiviri della DC, ricostituito rapidamente alla fine del 1981- a un anno dalla scadenza a seguito dello scandalo P2 e dell’istituzione della relativa Commissione parlamentare d’inchiesta- fu uno dei suoi primi incarichi di rilievo. Nel 1983 venne eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione della Sicilia occidentale con 119.969 preferenze, fu il secondo candidato più suffragato. In veste di commissario della DC palermitana fino al luglio 1988, Mattarella si fece promotore della formazione a Palermo di una giunta comunale di rinnovamento guidata da Leoluca Orlando, che era stato uno dei collaboratori del fratello Piersanti. La giunta Orlando fu uno degli elementi distintivi della cosiddetta “primavera palermitana”.

Venne rieletto alla Camera nel 1987 e fu nominato nello stesso anno Ministro per i rapporti con il Parlamento del governo Goria e confermato con il governo De Mita. Nei due anni di incarico ministeriale, seguì l’iter di riforma dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e la modifica dei regolamenti parlamentari che assegnava carattere di ordinarietà al voto palese.

Nel luglio del 1989, con la formazione del governo Andreotti VI, fu nominato Ministro della pubblica istruzione.  Guidò la prima Conferenza nazionale della scuola che discusse il rinnovamento del sistema dell’istruzione, affrontando il tema dell’autonomia scolastica. Curò inoltre il progetto di riforma complessiva della scuola elementare che con la legge 148 del 23 maggio del 1990 rese universale il modulo dei tre insegnanti su due classi, superando il tradizionale maestro unico. 

Poco dopo, il 27 luglio del 1990, Mattarella si dimise dall’incarico insieme ad altri esponenti della sinistra democristiana (Mino Martinazzoli, Riccardo Misasi, Carlo Fracanzani e Calogero Mannino) per protestare contro la fiducia posta dal governo sul disegno di legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo, che sostanzialmente si limitava ad accettare l’esistente condizione di duopolio, legittimando la posizione dominante del gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi. Senza incarichi di governo, divenne uno dei due vicesegretari della DC durante la segreteria di Arnaldo Forlani. Mantenne l’incarico fino a quando il nuovo segretario Martinazzoli gli affidò la direzione politica del quotidiano democristiano Il Popolo nel 1992.

Venne rieletto alla Camera nelle elezioni del 1992, confermandosi il secondo democristiano più votato del collegio elettorale della Sicilia occidentale. Nella XI legislatura fu relatore del cosiddetto Mattarellum, ovvero delle leggi di riforma del sistema elettorale di Camera e Senato: recependo l’esito del referendum del 1993, veniva introdotta una preponderante componente maggioritaria, anche se mitigata dall’attribuzione, con il sistema proporzionale, del 25% dei seggi. La legge Mattarella fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2011. Fu anche componente della commissione bicamerale per le riforme costituzionali.

Mattarella venne solo sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli, tuttavia annunciò le sue dimissioni da tutti gli incarichi. In seguito venne assolto dalle accuse. Fu uno dei protagonisti del rinnovamento della DC che avrebbe condotto nel gennaio del 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano, nelle cui liste sarebbe stato eletto nel 1194 e nel 1996.

Al congresso di luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, si oppose alla candidatura di Rocco Buttiglione alla segreteria del partito, che andava a delineare una linea politica orientata verso un’alleanza con il Polo delle Libertà di Berlusconi. Sergio Mattarella si dimise così dalla direzione de Il popolo.

Nel luglio del 1994 aveva dichiarato su l’Unità di ritenere interessante una nuova proposta politica di un nuovo centro-sinistra. Caduto poi il primo governo Prodi, assunse la carica di Vicepresidente del Consiglio nel governo D’Alema I con delega ai servizi segreti che tentò di riformare. Nel 2001 fu rieletto alla Camera nelle liste de La Margherita, ma a differenza delle precedenti elezioni, non fu candidato in Sicilia ma in Trentino- Alto Adige. Fu nominato, su iniziativa del Presidente della Camera, componente del Comitato per la legislazione, ne fu Vicepresidente fino al 2002 e Presidente fino al 2003. Alle elezioni del 2006 fu candidato per l’Ulivo e venne eletto deputato per la settima volta. Nel 2007 fu tra gli estensori del manifesto fondativo dei valori del Partito Democratico, ma con lo scioglimento anticipato della XV legislatura nel 2008, non si ricandidò.

Nel 2009 è stato eletto dalla Camera come componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, di cui poi è divenuto Vicepresidente. In seguito all’elezione, abbandona il PD per preservare la sua indipendenza. Il 5 Ottobre del 2011 il Parlamento in seduta comune lo elegge giudice della Corte costituzionale e come tale è stato relatore di 39 sentenze, tra cui di quella che il 4 dicembre del 2014 dichiarò l’incostituzionalità della legge elettorale detta Porcellum.

Ricordiamo che, in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica del 2013 per la successione a Giorgio Napolitano, il suo nome era in una terna di nomi proposta dall’allora segretario del PD Pier Luigi Bersani, per arrivare ad un’ampia convergenza tra PD, Il Popolo delle Libertà e Scelta Civica nel primo scrutinio. Il nome fu poi scartato da Silvio Berlusconi, dove nella rosa ristretta configuravano invece Giuliano Amato e Franco Marini, su cui infine cadde la scelta e che poi non venne eletto.

Elezione a Presidente della Repubblica

Nel gennaio 2015, con le dimissioni di Giorgio Napolitano, il nome di Mattarella fu immediatamente considerato tra quelli spendibili. Il 29 gennaio l’assemblea degli elettori del PD, accogliendo la proposta dell’allora segretario Matteo Renzi, decise di votarlo nel quarto scrutinio. Mattarella ottenne subito l’appoggio di Sinistra Ecologia Libertà, di Scelta Civica e di vari gruppi minori della maggioranza di governo. Al momento del quarto scrutinio di aggiunsero anche i grandi elettori di Area Popolare. Così, il 31 gennaio, Mattarella venne eletto Presidente, prestando giuramento e insediandosi al Quirinale il successivo 3 febbraio.

“Muto le condizioni di vita, ma c’è qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso di valori che danno senso alla vita e alla condizione umana: dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità verso coloro con cui viviamo lo stesso tetto. Questo complesso di valori è quello che la cultura aiuta ad individuare e a farlo proprio.”

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Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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