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Politica

L’informativa di Conte in Parlamento

Archiviato il Consiglio Europeo, il premier Conte si è subito diretto alle camere per la consueta informativa sugli esiti del negoziato riguardante il Recovery Fund, o NextGenerationEU, un piano di ripresa economica stilato dall’Unione Europea.

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Al suo arrivo il premier Conte è stato accolto da un lungo applauso, prima al Senato e poi alla Camera. Archiviato infatti lo storico Consiglio Europeo di Bruxelles, Conte si è dovuto recare in Parlamento per l’apposita informativa, dove la maggior parte dei parlamentari ha accolto il risultato italiano in maniera straordinariamente positiva.

“È un risultato che non appartiene al governo, e neppure alla maggioranza. È un risultato dell’Italia intera”. ha detto Giuseppe Conte. “Si è trattato di un vertice straordinario anche in termini di complessità. L’intesa raggiunta rappresenta senza dubbio un passaggio fondamentale che ci spinge ad affermare che l’Ue è stata all’altezza della sua storia. Niente trionfalismi. Ma possiamo e dobbiamo dirci soddisfatti”.

Il premier prosegue poi il suo discorso ringraziando il ministro agli Affari Europei, Vincenzo Amendola, per averlo accompagnato e supportato durante l’intera durata del negoziato. Conte ringrazia poi le forze di maggioranza e opposizione, dichiarando che la classe politica ha dato prova di grande maturità.

“Il negoziato ha avuto momenti di rigidità, ma anche quando alcune posizioni sembravano insuperabili, non è mai mancato il profondo senso di responsabilità nei nostri popoli. Non potevamo fallire, accedere a un mediocre compromesso o rinviare la soluzione”. Prosegue Conte.

Sulla questione condizionalità e veti, Conte ha chiarito ed elogiato il suo sforzo per portare a casa un accordo con meno vincoli possibili. “Un risultato politicamente rilevante dell’intensa azione politica e diplomatica è che il meccanismo di governance preserva le prerogative della commissione Ue. I piani saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, mentre i singoli esborsi saranno decisi dalla Commissione Ue. Anche il freno di emergenza avrà una durata massima di tre mesi e non potrà prevedere un diritto di veto. Il meccanismo dell’unanimità avrebbe imprigionato lo strumento chiave della ripresa in veti incrociati tra Paesi membri. Su questo punto l’Italia ha tenuto la sua linea rossa”.

Sulla questione tempi il premier si è poi detto soddisfatto dell’anticipo del 10% dei fondi europei. “Abbiamo evitato che fosse compromesso il consolidato meccanismo delle Istituzioni e l’efficacia del programma NextGenerationEU. Il consiglio Ue ha adottato una decisione adeguata anche per i tempi. Bisognava dare un segnale chiaro ai cittadini, alle imprese e ai mercati, l’Ue ha risposto in modo tempestivo. Ricordo che il 10% delle risorse potrà essere anticipato, ed anche i progetti già avviati dal febbraio 2020 potranno beneficiare dei finanziamenti del pacchetto Ue purchè coerenti con il programma”.

In conclusione Conte si impegna a promettere che il percorso riformativo sarà sempre dibattuto dal Parlamento, augurandosi inoltre di rinvigorire la fiducia nelle istituzioni italiane ed europee assieme a tutte le forze politiche.

“Il fiore della speranza è tornato al centro del giardino europeo”

Il premier Giuseppe conte citando jacques delors, a conclusione del suo intervento al senato

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Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate e ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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