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Politica

ItalExit: il partito sovranista di Paragone

L’ex senatore pentastellato Gianluigi Paragone ha dato vita ad un nuovo partito, Italexit, un nome abbastanza prevedibile. Per il momento l’unico punto saldo del programma politico è l’uscita dall’Unione Europea.

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È da tanto che sentiamo i politici millantare l’uscita dall’Euro, sia Salvini che Grillo all’inizio della carriera politica avevano messo l’uscita dall’Ue all’interno del loro programma elettorale. Questo slogan è stato usato spesso e sempre a sproposito. L’uscita dall’Unione Europea prima sembrava qualcosa di impossibile, ma dopo la Brexit questo argomento è tornato in auge. Nulla di realizzabile per il momento, solo parole buttate al vento per accalappiare qualche voto in più.

In molte interviste è stato chiesto a Paragone se davvero un nuovo partito fosse quello che serve all’Italia adesso. “Mancava un partito che dicesse ‘fuori dall’Unione Europea’”, risponde Paragone, aggiungendo che restare nell’Ue è qualcosa di inutile oltre che impossibile.

Nello stesso momento in cui arriva l’accordo per il Recovery Fund e l’Ue sembra coprire le spalle dell’Italia, ecco Italexit, il nuovo partito di Paragone. Il programma è presto che fatto, no all’Europa e no all’Euro.

Ma chi è Gianluigi Paragone?

Gianluigi Paragone inizia la sua carriera come giornalista, arriva a dirigere “la Padania”, organo ufficiale della Lega Nord. Nel 2007 diventa vicedirettore di “Libero”. Successivamente conduce diversi talk show politici.

Nel 2017 si avvicina alla politica con il Movimento 5 Stelle, durante l’attivismo contro il decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori.

Nel 2018 si candida e viene eletto al Senato. Il 18 dicembre 2019 vota contro la Legge di Bilancio 2020 definendola “conforme alla logica della gabbia di bilancio imposta da Bruxelles“. Il primo Gennaio 2020 viene definitivamente espulso dal Movimento. A giugno 2020 annuncia l’imminente fondazione di un nuovo partito, Italexit, “per portare l’Italia fuori dall’Ue e dall’euro“.

Il 23 luglio 2020 annuncia alla Camera dei deputati, la creazione del partito “No Europa per l’Italia – ItalExit con Paragone“.

Cosa vuole “ItalExit” oltre all’uscita dall’UE?

Nel manifesto del partito che si può trovare sul loro sito web si invoca il ritorno alla sovranità monetaria e alimentare, si parla poi di “restituire agli italiani ciò che è loro”. Ci sono tuttavia “un connubio della piccola e media impresa con le banche pubbliche”, “la grande industria di Stato“, piani di “rinascita industriale”, l’assunzione massiccia di dipendenti pubblici e un sistema sanitario nazionale da rifondare. Il tutto unito alle promesse – queste sì decisamente contemporanee – di ridurre la “fiscalità opprimente e invasiva” e “gli oneri burocratici a carico delle aziende”.

Nella lista fanno inoltre capolino, prevedibilmente, anche richiami alle paure dei segmenti elettorali più scettici e anti-sistema; quella massa di reazione rimasta orfana dopo il primo esperimento del governo Conte I e l’alleanza impensabile tra M5s e Pd: ecco allora qui allora ammonimenti contro la rete 5g e l’obbligo vaccinale (da approvare tramite democrazia diretta). Infine la sottolineatura del “controllo capillare” dei confini nazionali e dei flussi migratori.

Il problema del dominio di Italexit.it

Il 24 Luglio 2020 su un canale Youtube è stato caricato un video in cui si “accusa” Paragone di non aver detto tutta la verità su Italexit. Questo perché si è scoperto che il dominio di Italexit era stato comprato da un editor britannico che oltre a questo promuoveva una rivista pro-immigrazione. Non proprio i valori che il partito di Paragone sostiene. A questo video risponde direttamente Paragone tramite una storia. L’ex senatore confessa di essersi fatto aiutare da un broker per ottenere la proprietà sul dominio “italexit”, dominio che gli serviva “come il pane”. Nulla di illegale, ovviamente, solo una scorciatoia per evitare una spesa troppo onerosa per un partitello “non finanziato da Soros”.

«Meno male che avevo accanto Gianluca Luciano che mi ha permesso di arrivare a Italexit.it: se io, per ottenere questo obiettivo, devo servirmi di un broker o di una società editrice, chi se ne frega, lo faccio. Italexit non è una cena di gala: ci sarà da combattere, da fare i pirati. Italexit.it ora è nostro, e lo mettiamo a disposizione di una comunità che sa che questa battaglia si vince anche facendo i pirati. Quindi, se qualcuno si è fatto venire il mal di pancia, si attacchi!», conclude facendo un educatissimo gesto dell’ombrello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me i le persone che seguono questo blog.

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