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Cronaca

“Scene di guerra” a Beirut

“A Beirut è tutto distrutto, sembra una scena di guerra. È stato come un terremoto, tre ospedali sono distrutti e stanno curando i feriti nei parcheggi, non c’è elettricità e dentro è come se fosse tutto bombardato”

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Sono almeno 100 i morti e oltre 4.000 i feriti: l’esplosione di un deposito contenente circa 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio nel porto di Beirut, in Libano, ha messo in ginocchio l’intero paese. Si contano anche un centinaio di dispersi. L’onda d’urto provocata dall’esplosione ha spazzato via abitazioni, automobili e danneggiato la maggior parte delle strutture.

Le esplosioni hanno danneggiato circa il 90% degli alberghi e delle strutture ricettive della capitale, come rende noto l’agenzia statale Nna. Anche gli ospedali sono stati seriamente danneggiati, soprattutto nel distretto di Gemmayze, il personale medico è costretto a curare i pazienti per le strade. In altri ospedali si segnala la carenza di medicinali fondamentali come quelli antibiotici.

La tragica esplosione, secondo il quotidiano britannico Evening Standard che cita fonti libanesi, sarebbe stata causata da una saldatrice che stava operando vicino al deposito, dove erano custodite le quantità di nitrato di ammonio sequestrate mesi fa. Il primo ministro Hassan Diab ha rivolto un appello alla comunità internazionale chiedendo aiuti: “Siamo testimoni di una vera catastrofe” .

“Faccio appello a tutti gli ospedali che hanno celle frigorifero per salme di informarci immediatamente perché abbiamo numerosi cadaveri che i loro famigliari devono riconoscere”, ha dichiarato Joseph Hallu, funzionario del Ministero della Salute all’emittente LBCI.

“La Ue ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l’invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite”: lo annuncia il Commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic.

Questo quadro apocalittico potrebbe purtroppo peggiorare rapidamente, come fa notare Rita Rhayem, direttore di Caritas Libano, con presidi già attivi per soccorrere il numero maggiore di persone. La Croce Rossa libanese è in coordinamento con il Ministero della Sanità per allestire ospedali e obitori improvvisati.

Myriam Tomè, architetto libanese, ha raccontato quanto visto all’Adnkronos: “A Beirut è tutto distrutto, sembra una scena di guerra. È stato come un terremoto, tre ospedali sono distrutti e stanno curando i feriti nei parcheggi, non c’è elettricità e dentro è come se fosse tutto bombardato, per fortuna qualcuno ha solo fratture lievi ma la situazione è grave. (…) Al momento dell’esplosione ero a casa, a 7 km dal porto, in un primo momento ho pensato che fosse un terremoto ma andava avanti. Così sono scesa dai miei genitori e fratelli. Viviamo all’ottavo e al nono piano di un palazzo e da sopra si vede il porto. Si muoveva tutto, è stato come un terremoto di magnitudo 4.5, abbiamo sentito questa esplosione, pensavamo che fosse un aereo di guerra, era davvero forte“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata a Roma il 21/04/1992, attualmente vivo ad Anguillara Sabazia. Laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Attivista politica fin da giovanissima, a soli 14 anni, ad oggi dirigente. Appassionata di Diritti Umani, delle politiche femminili e delle tematiche sociali. Viaggiatrice, amante dell'Europa dell'Est, e già redattrice per alcune testate del territorio.

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