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Ambiente

Il disastro ambientale alle isole Mauritius

La nave Mv Wakashio, incagliata dal 25 luglio su una barriera corallina al largo della Mauritius, si è spezzata in due, lo riporta la Bbc. Nelle scorse ore le autorità locali avevano lanciato l’allarme e per prepararsi alla rottura avevano “rafforzato” lo spiegamento dei mezzi per assorbire il petrolio.

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La scorsa settimana una nave che si era arenata al largo delle coste delle Mauritius, nell’Oceano Indiano, ha iniziato a perdere petrolio nelle famose acque del paese, innescando una crisi ambientale proprio in un paese che mantiene la sua economia su pesca e turismo.

Lo scafo della Wakashio, una nave cargo di proprietà giapponese e battente bandiera di Panama, è stato trovato rotto giovedì 12 giorni dopo che la nave si è arenata al largo della costa sud-orientale dell’isola con quasi 4.000 tonnellate di olio combustibile e 200 tonnellate di gasolio a bordo.

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Mentre la fuoriuscita si è espansa nelle limpide acque blu delle spiagge vicine, il ministro dell’ambiente mauriziano, Kavydass Ramano, ha dichiarato giovedì in una conferenza stampa che il paese ha dovuto affrontare una crisi ambientale senza precedenti. La nazione fa affidamento sulle sue acque incontaminate per il turismo e il cibo.

Questa è la prima volta che ci troviamo di fronte a una catastrofe di questo tipo e non siamo sufficientemente attrezzati per gestire questo problema“, ha detto Sudheer Maudhoo, il ministro della pesca. L’isola di Mauritius, a oltre 1.200 miglia al largo della costa orientale dell’Africa, ospita 1,3 milioni di persone e le foreste tropicali, dozzine di miglia di spiagge sabbiose e montagne che punteggiano il suo territorio l’hanno a lungo resa una famosa destinazione per le immersioni e il turismo in mare. Il territorio nazionale comprende anche diverse isole minori.

Le Mauritius hanno accolto quasi 1,4 milioni di visitatori nel 2019, secondo i dati forniti dal ministero del turismo. Ma la nazione, che ospita molte specie rare o in via di estinzione, ha già fatico per attirare turisti quest’anno, a causa della pandemia di coronavirus, e gruppi ambientalisti hanno avvertito che ora sta affrontando una delle sue più gravi crisi ecologiche.

Happy Khambule, responsabile della campagna climatica ed energetica di Greenpeace, ha affermato che migliaia di specie nelle lagune sono a rischio. “Ancora una volta vediamo i rischi nel petrolio, senza dimenticare l’aggravamento della crisi climatica, che devasta gli oceani e la biodiversità, minacciando i mezzi di sussistenza locali“, ha detto Khambule in una conferenza stampa.

Sono stati utilizzati oltre 400 barriere per contenere la fuoriuscita, che hanno tuttavia portato ad un successo limitato finora. Una squadra di 11 persone ha anche cercato di stabilizzare e mettere in sicurezza la nave, ma si è dovuta arrendere perché le crepe nello scafo erano ritenute troppo pericolose. Le autorità hanno ordinato ai pescatori di ripulire l’area, spingendo poi la gente a stare lontano dalle spiagge e dalle acque di Blue Bay, Pointe d’Esny e Mahebourg data la diffusione del combustibile. Quasi una dozzina di scuole nelle zone costiere sono state chiuse venerdì e le lezioni saranno sospese fino all’inizio della prossima settimana.

La Wakashio, una nave lunga 984 piedi costruita nel 2007, secondo il servizio di tracciamento Marine Traffic era in viaggio per il Brasile dalla Cina quando si è arenata il 25 luglio vicino a Pointe d’Esny, a più di un miglio dalla costa. L’equipaggio è stato salvato e la nave è rimasta in mare per quasi due settimane, dato che le autorità avevano posizionato una recinzione di 500 metri attorno alla nave e centinaia di barriere. Inizialmente non era stata rilevata alcuna perdita. La società proprietaria della Wakashio, Nagashiki Shipping, ha promesso di proteggere l’ambiente marino e prevenire un ulteriore inquinamento. Non è chiaro se la società abbia in programma di pagare per le operazioni di pulizia o offrire un risarcimento per i danni.

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Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate e ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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