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Donne in bianco. le donne bielorusse che hanno sfidato il regime

Centinaia di donne bielorusse vestite di bianco hanno iniziato a protestare contro il regime di Lukashenko al grido: “Crediamo, Possiamo, Vinciamo”.

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Il 12 Agosto si sono riunite in piazza a Minsk centinaia di donne bielorusse vestite di bianco per sfidare apertamente e pacificamente il regime di Lukashenko. Il loro grido è “crediamo, possiamo, vinciamo”, chiedono il rilascio immediato delle migliaia di persone arrestate ingiustamente a seguito delle proteste successive ai risultati delle elezioni.

Questo movimento è nato spontaneamente e si è auto nominato “the Women in White”, come il gruppo dissidente cubano “Damas de Blanco”. Il bianco è stato scelto proprio perché il colore della pulizia e dell’onestà. Questa protesta pacifica è l’ultima arma degli oppositori di Lukashenko per mostrare tutto il loro sdegno, per chiedere il rilascio dei prigionieri e per tentare di fermare la brutale violenza che da giorni sta traumatizzando il paese.

Tantissimi agenti in tenuta anti-sommossa e armati, sono autorizzati a usare i metodi più duri per bloccare i dimostranti, a pattugliare le vie del centro. Arrivando addirittura ad inseguire fin dentro i palazzi giovani che fuggono, e ad attaccare i giornalisti che documentano le violenze.

Le manifestazioni non cessano dal giorno in cui sono stati comunicati i risultati delle elezioni, Lukashenko ha vinto con ben l’80% dei consensi. Alla candidata d’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, sarebbe andato solo il 10 percento. Questo risultato ha subito destato dei sospetti sulla legittimità dell’elezione. La Tikhanovskaya, a seguito di minacce, ha accettato di lasciare il paese, adesso si trova in Lituania con la sua famiglia.

Svetlana Tikhanovskaya ha avuto il coraggio di sfidare Lukashenko che governa in maniera dittatoriale da 26 anni la Bielorussia e dice che una DONNA non può governare e la Costituzione è troppo potente per essere presa in mano da una gonnella. La sua candidatura e il vedere come le sia stata strappata la vittoria ha smosso gli animi di migliaia di giovani, uomini e donne, bielorussi che sono finalmente pronti al cambiamento.

Così le donne in bianco hanno formato delle catene umane pacifiche, guidate da Maria Kolesnikova e Veronika Tsepkalo. Tengono in mano cuori di carta e distribuiscono fiori ai poliziotti. Intanto gli arresti sono 7 mila, la polizia usa gas e picchia brutalmente la gente. I video delle violenze sono agghiaccianti. Ma loro sono ancora lì con le mani verso il cielo. L’iniziativa ha avuto un così grande successo che in pochissime ore catene umane di donne iniziavano a formarsi spontaneamente in 40 città.

Tempestivamente le donne curde del Rojava hanno mostrato il loro appoggio verso quelle bielorusse: «Noi donne internazionaliste curde esortiamo le nostre sorelle bielorusse a essere in prima linea in questa rivoluzione. Dicono che la guerra non abbia un volto di donna e noi crediamo che la rivoluzione possa avere solo il volto di una donna. Solo una donna con la sua intelligenza emotiva, capacità di empatia e impavidità indistruttibile è in grado di portare il cambiamento nella società. La liberazione delle donne e della società non è una questione di presidenti e di governo, ma di solidarietà delle donne nella società e nelle famiglie».

Questa manifestazione al femminile non ha destato il minimo interesse da parte dei media, e nonostante questo loro sono lì a fare la storia, a cercare di cambiare le sorti di un paese a ribellarsi alle ingiustizie commesse da un governo non scelto da loro, vestite di bianco ormai un colore pericoloso, di opposizione.

Ancora oggi, dopo quasi una settimana, le proteste continuano, la gente è ormai in piazza permanentemente. Sono iniziati moltissimi scioperi nelle fabbriche che stanno paralizzando l’economia bielorussa. Lukashenko è seriamente preoccupato, il paese rischia il collasso. La Merkel è dalla parte dei dissidenti, così sembra anche il resto d’Europa.

Svetlana Tikhanovskaya ha detto di essere pronta ad assumere la responsabilità di organizzare nuove elezioni, in un periodo di transizione. Le autorità hanno intanto rilasciato quasi tutti gli arrestati, ma molti temono che questa sia solamente la calma prima di una nuova tempesta.

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Nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me i le persone che seguono questo blog.

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