Connect with us

Mondo

L’avvelenamento di Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa

Il più famoso oppositore di Vladimir Putin si trova ora ricoverato in terapia intensiva, in seguito ad un avvelenamento sospetto.

Published

on

Alexei A. Navalny, il più importante leader dell’opposizione russa, è stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva a causa di un sospetto avvelenamento. La sua portavoce, Kira Yarmysh, ha spiegato su Twitter che Navalny si trovava a bordo di un aereo quando ha iniziato a manifestare i primi sintomi. Immediatamente l’aereo ha compiuto un atterraggio d’emergenza, e un ambulanza lo ha portato subito in un ospedale della Siberia.

La signora Yarmysh ha spiegato che Navalny quella mattina aveva bevuto solo una tazza di tè, ritenendo dunque che il veleno sia stato mescolato con quella bevanda. A prova di ciò sui social network ha iniziato a girare una fotografia che mostra Navalny bere del tè nel bar dell’aeroporto di Omsk, da dove proveniva il volo.

Il capo reparto dell’ospedale di Omsk, Alexander Murakhovsky, ha detto che al suo arrivo il signor Navalny si trovava in condizioni gravi. Per ora non sono stati rilasciati ulteriori dettagli e il governo non ha fornito altre notizie sulle sue condizioni. I video pubblicati dalle agenzie di stampa russe hanno ritratto il famoso leader dell’opposizione privo di sensi mentre veniva trasportato su una barella verso un’ambulanza. In un altro video, girato all’interno dell’aereo, lo si sente gemere di dolore.

Non è la prima volta che Navalny subisce attacchi da parte del governo russo. L’anno scorso era stato ricoverato in prigione per una grave reazione allergica, che il suo medico suggerì potesse essere causata da un avvelenamento. All’epoca Navalny era stato arrestato per aver guidato una protesta elettorale non autorizzata, contro la decisione delle autorità elettorali di impedire a diversi candidati dell’opposizione di candidarsi al consiglio comunale di Mosca.

Nel 2017 poi un aggressore sconosciuto l’ha cosparso di un liquido verde brillante che gli ha causato la perdita dell’80% della vista da un occhio, a causa di una reazione chimica.

Sebbene non ci sia ancora alcuna conferma che Navalny sia stato avvelenato giovedì, i servizi di sicurezza russi sono comunque tra i sospettati, soprattutto dopo i recenti avvenimenti che hanno coinvolto un certo numero di dissidenti, tra cui Sergei V. Skripal, un ex agente russo che è stato avvelenato in Inghilterra nel 2018.

Il Cremlino e i suoi sostenitori considerano da anni Navalny come un nemico a causa delle sue indagini anticorruzione che hanno colpito diversi uomini del governo. Inoltre a differenza di Putin, che per motivi di sicurezza non usa quasi mai Internet, Navalny ha invece saputo sfruttare i social media per ottenere un grande seguito. Il leader dell’opposizione fa appello soprattutto ai giovani, in particolare nelle città più grandi come Mosca, ma ha costruito un’efficiente rete di contatti anche nel resto del paese. Nel tentativo di sopprimere la rilevanza mediatica di Navalny, Putin e i suoi evitano di nominarlo nelle agenzie di stampa pubbliche e controllate dallo stato, ignorando lui e il suo lavoro.

Ma pur fingendo indifferenza, il Cremlino ha ripetutamente cercato di zittire il signor Navalny, imprigionandolo, accusandolo di riciclaggio di denaro e perquisendo le case e gli uffici dei suoi sostenitori. Lo scorso ottobre il Ministero della Giustizia russo ha classificato la sua Fondazione Anticorruzione come un “azienda straniera”, un’etichetta usata frequentemente dal Cremlino per stigmatizzare i suoi critici come traditori.

Navalny nel 2018 aveva poi annunciato l’intenzione di correre contro Putin nelle elezioni presidenziali, ma le autorità hanno bloccato la sua candidatura coinvolgendolo in un procedimento penale basato su accuse di corruzione totalmente inventate. Ogni attacco alla sua persona o reputazione ha tuttavia riaffermato la posizione di Navalny come leader dell’opposizione più noto del paese, attirandogli anche la simpatia dei suoi avversari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate e ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

Trending