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La Grecia sta espellendo centinaia di migranti abbandonandoli in mezzo al mare

Un’inchiesta del New York Times ha rivelato come il governo greco abbia cominciato ad abbandonare i propri richiedenti asilo fuori dalle acque territoriali, lasciandoli in balia delle onde.

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Negli ultimi mesi il governo greco ha segretamente espulso più di 1.000 rifugiati, portandoli fuori dalle acque territoriali, per poi abbandonarli su gommoni di salvataggio gonfiabili e talvolta sovraccarichi. Da marzo, almeno 1.072 richiedenti asilo sono stati lasciati in mare, secondo un’analisi condotta dal New York Times per mezzo di prove fornite da tre giornalisti indipendenti, due ricercatori accademici e dalla Guardia Costiera turca. Il Times ha poi intervistato alcuni sopravvissuti ed esaminato le prove di tutte le espulsioni.

Najma al-Khatib, un’insegnante siriana di 50 anni, ha raccontato al Times che dei funzionari greci mascherati hanno preso lei e altre 22 persone, tra cui due bambini, da un centro di detenzione sull’isola di Rodi nella notte del 26 luglio, abbandonandoli poi su un gommone di salvataggio sprovvisto di timone e motore. Per fortuna Najima e i suoi compagni sono stati salvati dalla guardia costiera turca.

“Ho lasciato la Siria per paura dei bombardamenti, ma forse questa esperienza è stata ancora peggiore”, ha detto Najima al Times.

Illegali secondo il diritto internazionale, le espulsioni sono il tentativo più diretto e prolungato da parte del governo greco di bloccare la migrazione marittima. Tuttavia la Grecia ha negato ogni accusa di illegalità. “Le autorità greche non svolgono attività clandestine”, ha dichiarato Stelios Petsas, portavoce del governo. “La Grecia ha una comprovata esperienza nell’osservazione del diritto internazionale, delle convenzioni e dei protocolli, inclusi i trattamenti riservati ai rifugiati e ai migranti”.

Dal 2015 paesi come Grecia e Italia hanno gestito l’immigrazione stringendo accordi con governi stranieri, come la Turchia e la Libia, incaricandoli di fermare le partenze via mare. Ciò che è cambiato ora, è che il governo greco sta cercando di prendere in mano la situazione da solo, ricorrendo anche ad azioni dure e illegali come quelle sopracitate. “Queste espulsioni sono totalmente illegali sia nel diritto internazionale, sia nel diritto europeo”, ha affermato il Prof. François Crépeau , esperto di diritto internazionale ed ex relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti, che ha parlato di disastro umanitario.

I greci una volta erano molto più comprensivi nei confronti della difficile situazione dei migranti. Ma ora la maggior parte è diventata frustrata e ostile dopo mezzo decennio in cui gli altri paesi europei hanno concesso pochi aiuti alla Grecia, mentre decine di migliaia di richiedenti asilo vivevano in squallidi campi sulle ormai sovraccariche isole greche. Dopo le elezioni dello scorso anno si è insidiato un nuovo governo conservatore comandato dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis, e la Grecia ha preso una linea molto più dura nei confronti dei migranti (spesso rifugiati siriani che si allontanano dalle coste turche sperando di arrivare in Europa).

Mitsotakis inaugurò questo nuovo approccio con l’aumentare delle tensioni con la Turchia, nazione che a sua volta ospita ben 3,6 milioni di rifugiati siriani. La Grecia ritiene che la Turchia abbia cercato di armare i migranti per aumentare la pressione sull’Europa richiedendo aiuti e assistenza nella guerra siriana. Inoltre la Turchia avrebbe aggiunto pressione sulla Grecia in un momento in cui le due nazioni combattono per i giacimenti di gas del Mediterraneo orientale. Per diversi giorni, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, le autorità turche hanno accompagnato in autobus migliaia di migranti al confine greco nel tentativo di scatenare uno scontro con le guardie di frontiera, scontro che ha portato alla fucilazione di un rifugiato siriano e alle espulsioni immediate di centinaia di migranti che erano riusciti ad arrivare ​​in territorio greco.

Per anni i funzionari greci sono stati accusati di intercettare ed espellere migranti, ma gli esperti dicono che il comportamento della Grecia durante la pandemia è stato molto più sistematico e coordinato. A centinaia di migranti è stato negato il diritto di chiedere asilo anche dopo essere sbarcati sul suolo greco, e gli è stato anche proibito di appellarsi contro la loro espulsione attraverso il sistema legale. “Questa politica migratoria non si era mai vista in Grecia”, ha detto Niamh Keady-Tabbal, ricercatrice presso l’Irish Centre for Human Rights, e una delle prime a documentare il fenomeno.

Parallelamente, diverse organizzazioni per i diritti, tra cui Human Rights Watch, hanno documentato come le autorità greche hanno radunato i migranti che vivono legalmente in Grecia e li hanno poi espulsi segretamente attraverso il fiume Evros, che divide la Grecia continentale dalla Turchia. Feras Fattouh, un tecnico radiologico siriano di 30 anni, ha detto di essere stato arrestato dalla polizia greca il 24 luglio a Igoumenitsa, un porto della Grecia occidentale. Fattouh viveva legalmente in Grecia da novembre 2019 con sua moglie e suo figlio, dimostrandolo al Times attraverso i suoi documenti.

Ma dopo essere stato arrestato dalla polizia a Igoumenitsa, è stato rapinato e portato a circa 400 miglia a est fino al confine turco, prima di essere segretamente messo su un gommone con altre 18 persone e inviato attraverso il fiume in Turchia. Sua moglie e suo figlio sono invece rimasti in Grecia. “I siriani soffrono in Turchia, ed ora stanno soffrendo anche in Grecia. Dove dovremmo andare?”, si chiede disperato Fattouh. Ylva Johansson, che si occupa di politica migratoria per la Commissione Europea, si è detta preoccupata, ma ha anche dichiarato di non avere abbastanza potere per sanzionare il governo greco.

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Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate e ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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