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L'Angolo Arcobaleno di Lesbica Moderna

L’omofobo dentro di noi

Una coppia di ragazzi in spiaggia si bacia e viene aggredita da un omofobo. Quante volte vi siete fermat* prima di dare un bacio omosessuale in pubblico?

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Sotto gli ultimi scampoli di sole, ecco che la Sardegna è ancora al centro dell’attenzione dei media, non per il covid questa volta, ma per un’aggressione omofoba avvenuta a Cagliari pochi giorni fa. Una giovane coppia di ragazzi in vacanza, ha osato baciarsi in spiaggia. Un uomo ha intimato ai due di interrompere immediatamente tali oscene pratiche omosessuali perché c’erano i suoi figli e non dovevano venir scioccati da simili perversioni.

E non contento, per demarcare ulteriormente il valore della famiglia tradizionale, ha cercato di scagliarsi contro la coppia con l’asta dell’ombrellone, all’uopo divenuta vessillo di moralità. Ma non aveva studiato Sun Tzu il guerriero della famiglia tradizionale! Infatti il terreno dello scontro gli era ostile: erano in una spiaggia notoriamente arcobaleno, proprio di fronte allo storico chiosco cagliaritano lgbtq “Fico d’India”. Così altre persone presenti in spiaggia sono intervenute in aiuto dei due giovani e hanno rimandato il guerriero crociato a ricomporre l’ombrellone familiare. 

L'ennesima storia di omofobia. L'ennesimo "caso isolato", come lo chiamerebbero alcuni.Succede al Poetto, a Cagliari….

Pubblicato da Monica Cirinnà su Martedì 25 agosto 2020

Un caso isolato? No. Come ben sottolinea la senatrice Monica Cirinnà sul suo post Facebook sono ben 24 i casi di omofobia denunciati pubblicamente da luglio. 24, sì!

Un mese fa anche io mi trovavo al Poetto con una ragazza, non di fronte al chiosco arcobaleno, diversi km più in là. Eravamo felici e inebriate dalle nostre sensazioni. Ci siamo baciate, più volte. Nessuno ci ha disturbato. 

Ma io prima di baciarla e prima anche di manifestarle il desiderio che avevo in mente ci ho pensato alla possibilità di scatenare qualche reazione, vista la presenza di tante famiglie. Infatti il primo bacio l’ho dato in acqua, cercando di stare un po’ distante dai bambini che giocavano, nonostante volessi baciarla dal primo sorriso che mi ha rivolto. 

Una coppia etero pensa tutto questo? No, mai. Nessuna mia amica eterosessuale si chiede se baciando il proprio uomo potrà suscitare qualche reazione, né si guarda intorno cercando di allontanarsi dalla linea d’aria dei bambini. Sa che può baciarlo. Lo sa con la stessa consapevolezza con cui io so che potrò suscitare qualche reazione ogni volta che bacio una ragazza in pubblico

Io so che ogni mio bacio è un atto di libertà. Ne sono consapevole sempre, anche quando sono totalmente avvinta dalla situazione. C’è sempre un omofobo dentro di me che dice “attenta, posso arrivare”. Spesso e ben volentieri volto le spalle all’omofobo, altre volte, quando sento che sono in una situazione più rischiosa, lo accolgo e mi freno. Mi capita. Non me l’ha insegnato nessuno. Ho imparato a farlo con l’esperienza. Fin dalla prima volta in cui baciai una ragazza in pubblico suscitando una reazione nelle persone circostanti (che fino ad un minuto prima non avevo nemmeno notato). Fin dalla prima volta in cui sentii commenti omofobi, seppi che li avrei potuti ricevere anche io se non fossi stata “discreta”. 

È la mia storia. Ma è la storia di tante persone omosessuali, bisessuali, transessuali, che hanno imparato a convivere con lo sguardo omofobo altrui e a mediare con l’omofobo che c’è in ognuno di noi. Perché c’è. C’è tutte le volte che ci fermiamo per “discrezione”, per “paura”, per “viltà”. C’è tutte le volte in cui ci vergogniamo di chi “sembra troppo gay”, di chi “si fa notare troppo”. 

Perché l’omofobia non è solo esterna a noi, ma è anche interiore, ci siamo cresciuti intorno e inevitabilmente ci ha contaminati tutti. Per elevarcene dobbiamo lavorare tantissimo su di noi, ma finché vivremo in un Paese in cui l’omolesbobitransfobia non viene condannata, non smetteremo mai di lasciar spazio all’omofobo che c’è in ognuno di noi.

Il ddl Zan serve non solo a punire gli atti di violenza contro le persone lgbtq, ma insegna anche che non si può discriminare nessuno per la persona che bacia, non si ha il diritto di alzare ombrelloni come spade per impedire un bacio fra due persone che si desiderano. La legge contro l’omolesbobitransfobia insegna una cosa che mia nipotina a 6 anni ha capito immediatamente appena mi ha vista baciarmi con una ragazza: che non è importante il sesso di chi baci, ma chi sei. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Una nuova collaborazione a tinte arcobaleno della Politica Del Popolo, direttamente dal suo blog omonimo: l’Angolo Arcobaleno di Lesbica Moderna. Una rubrica lgbtq sulla realtà contemporanea.

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