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Cronaca

Jacob Blake, afroamericano paralizzato dopo i colpi della polizia. Black Lives Matter scende di nuovo in strada

Chi è Jacob Blake? Jacob è un ragazzo afroamericano colpito ben 7 volte alla schiena dalla polizia del Wisconsin e che è rimasto paralizzato.

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Jacob Blake, un ragazzo di 29 anni afroamericano, è stato colpito 7 volte alla schiena dalla polizia in Wisconsin. Adesso è paralizzato dalla vita in giù, non si sa se questa condizione sarà permanente. Intanto a Kenosha continuano le proteste contro il razzismo e la violenza della polizia.

Jacob Blake ha tre figli. Questi tre bambini erano seduti in macchina mentre loro padre veniva colpito da sette proiettili. Il video è agghiacciante. Una brutalità inaudita a cui non si riesce a dare un movente che non sia il razzismo sistemico.

La dinamica degli eventi non è stata ancora chiarita, ma stando alle dichiarazioni dei testimoni, Blake era disarmato e si trovava lì per fermare una rissa tra due donne. Nel video girato da un testimone si vede Jacob Blake dirigersi verso la sua automobile, seguito da due agenti con la pistola puntata contro di lui. Nel momento in cui apre lo sportello ed entra nel veicolo, un poliziotto lo afferra dalla maglietta e a quel punto spara, tra le urla dei presenti.

Adesso l’uomo si trova in ospedale, non si sa ancora se riuscirà a riprendersi. È paralizzato dalla vita in giù. Dagli agenti coinvolti non è stata data nessuna motivazione riguardo la sparatoria. Adesso questi agenti sono stati sono stati messi in congedo amministrativo e i dimostranti chiedono l’accusa per tentato omicidio e razzismo.

In seguito alla sparatoria il candidato democratico alla presidenza Joe Biden ha chiesto un’indagine immediata, completa e trasparente, e che gli ufficiali siano ritenuti responsabili. Karissa Lewis, direttrice della coalizione Movement for Black Lives, ha descritto il ferimento di Blake come una nuova conferma a sostegno della richiesta degli attivisti di una riduzione dei fondi alla polizia, a favore di politiche sociali e di sostegno.

Kenosha è adesso l’epicentro di proteste e manifestazioni organizzate dal gruppo Black Lives Matter. È appena finita la terna notte di fuoco. Le proteste iniziano pacificamente per poi esplodere in scontri contro le forze dell’ordine. Nel corso degli scontri una persona è morta e tre sono ferite gravemente. È stato imposto il coprifuoco, ma nonostante questo i manifestanti continuano a scendere in piazza e a ribellarsi contro la violenza e il fascismo della polizia. Migliaia di persone si sono radunate intorno al tribunale poco dopo l’inizio del coprifuoco, le 20 ora locale, e alcuni hanno iniziato a lanciare bottiglie d’acqua e fuochi d’artificio contro la polizia. In risposta, gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni e proiettili.

Il governatore del Wisconsin ha schierato centinaia di agenti di polizia. “Non basta. Dovete agire in fretta. Va chiamata la Guardia nazionale. Tutto questo deve finire”, ha twittato il presidente Donald Trump. Sembra di rivivere le stesse cose successe dopo la morte di George Floyd, appena tre mesi fa.

“No justice, no peace” è sempre questo lo slogan. Quante altre persone di colore devono essere colpite e uccise prima che si realizzi l’esistenza di un problema. Un problema enorme che non può più essere tollerato. Quanta violenza non è stata filmata. Le persone sono arrabbiate, bisogna fare qualcosa per un reale cambiamento di cui ha bisogno l’America e il mondo.

Le proteste si stanno spostando verso altre città come Portland e New York. Venerdì 28 agosto è in programma una grande manifestazione a Washington, di fronte al Lincoln Memorial, da cui parlò Martin Luther King, il 28 agosto del 1963.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me i le persone che seguono questo blog.

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