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Cronaca

Kyle Rittenhouse: ego e odio vanno a braccetto

Costrizioni sociali inconsciamente rendono i più moralmente deboli a odiare per sentirsi appartenenti ad un gruppo proprio per questo Kyle Rittenhouse è arrivato ad uccidere due persone.

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L’odio, è uno dei sentimenti peggiori e più forti, è una forza al quanto distruttiva, con il quale non si risolve alcuna questione, ma anzi ha solo delle conseguenze negative. Le proteste di Black Lives Metter continuano incentivati dalla paralisi per mano della polizia di Jacob Blacke. Kyle Rittenhouse, durante una delle manifestazioni a Kenosha, ha ferito una persona e ucciso altre due. Questo ragazzo spaventosamente di 17 anni, apparteneva a una milizia armata dell’estrema destra, il ragazzo era infatti ossessionato dai blue lives matter.

La polizia secondo i testimoni, non lo ha ne fermato ne arrestato, ma anzi lo ha scortato e gli ha dato dell’acqua. Mentre lui e altri estremisti sparavano alla folla, che protestava pacificamente, le forze dell’ordine non hanno mosso un dito. Successivamente le autorità della contea di Kenosha hanno emesso un mandato di cattura per l’individuo responsabile dell’incidente, accusandolo di omicidio intenzionale di primo grado. Ora l’adolescente è in arresto.

Guardando l’altro lato della moneta, cosa si nasconde dietro questo odio?

Quello che può succedere all’interno della mente è incredibile. Non a caso infatti, odio e ego camminano a braccetto. Quando consideriamo l’antica radice greca della parola “patologico”, scopriamo quanto sia appropriato questo termine applicato all’ego. Pathos infatti vuol dire sofferenza, l’ego nella sua cecità è incapace di vedere la sofferenza che infligge a se stesso e agli altri. Shakespear diceva: “Non c’è nulla che sia buono o cattivo, ma il pensiero lo rende reale”.

Rabbia, risentimento, odio, ansia ecc… sono totalmente fraintesi da noi, come fossero causati da qualcuno o qualcosa, quando in realtà è tutto frutto di noi stessi. La rabbia del giovane ragazzo è spaventosa, quello che prova per se stesso lo ha riversato tutto nelle sue credenze razziste e antisemite, arrivando a una tale rabbia da uccidere due persone a sangue freddo.

Secondo Eckhart Tolle, queste emozioni rafforzano l’ego aumentando il senso di separazione, enfatizzando l’estraneità degli altri e creando una fortezza, all’apparenza inespugnabile, costituita da una posizione mentale di “io sono nel giusto”. Comunque l’odio ingiustificato nasce da una proiezione di noi stessi nell’altro, questa è una psicopatologia di gruppo, infatti a influenzare questo odio è la parte malata della società, purtroppo un gran numero.

Queste proiezioni sono un trasferimento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengono ad altre persone. La rabbia verso questi soggetti, non è ché una spinta sociale nello sfogo verso un obbiettivo generalmente odiato ( questo avviene principalmente quando è un gruppo contro lo stesso soggetto). Così che questo odio, rabbia, ansia verso voi stessi si rispecchia in soggetti esterni, quando si mettono i paraocchi sulla realtà.

La macchina dell’ego non si scioglie finché non lo vedi e non lo accetti. Questo tipo di atteggiamento si sviluppa quando quel gruppo si sente superiore rispetto ad un’ altro, la scia dell’era storica che ci portiamo dietro dal secondo dopo guerra, se non prima, rimarrà finché non avverrà una umanizzazione e consapevolezza. Abbandonando il finto senso di appartenenza che può dare agendo con odio verso un’idea del nemico portata da un retroterra culturale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata a Verona, il 7/10/2000. La vita mi ha messo davanti degli ostacoli, ma questo non mi ha di certo fermata a essere il cambiamento che voglio vedere nel mondo. Coltivo scrivendo la mia voglia di abbattere le mura di protezione, che le persone si creano per la paura di conoscere.

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