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Elezioni Usa: “American dream” contro “America First”

Le elezioni americane sono alle porte: i due sfidanti sono stati ufficialmente nominati. Il momento è decisivo.

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Mancano poche settimane all’attesa data del 3 novembre. Ogni 4 anni le elezioni americane rappresentano uno degli appuntamenti più importanti sul panorama mondiale, imprescindibile punto a cui guardare per la nostra politica estera. Quest’anno tuttavia sembrano ancora più decisive, complice la pandemia e la crisi economica più disastrosa dalla grande depressione. Non solo si scontrano due visioni di mondo e di società, quella di Biden e Trump, ma è anche in gioco la leadership dell’occidente, con il regime cinese che tenta di acquisire sempre più influenza.

Il sogno dei democratici

Joe Biden e Kamala Harris guidano l’offensiva contro il fronte repubblicano. La Convention, tenutasi a Wilmington in Delaware, sembra essere un successo: in media più di 21 milioni di spettatori collegati. Niente bagni di folla quest’anno: i Dem sono attenti all’emergenza sanitaria. Intervengono tutti i quadri del partito: da Hillary Clinton all’ex presidente Obama, passando per il bellissimo discorso dell’ex first lady Michelle, alla quale Trump ha risposto con dure critiche. «Se credete che le cose non possano andare peggio di così, fidatevi: non è vero» incalza lei con toni da scontro epocale. Presenti infine anche i leaders della sinistra del partito, con Sanders e Ocasio Cortez. Finalmente placate le faide interne: tutti uniti contro Trump e per una nuova America.

Mr Biden

Ma il protagonista indiscusso è, come doveva essere, Biden: il suo discorso ha infiammato l’America e, sebbene la sua eloquenza non sia paragonabile a quella di Hillary Clinton o Obama, è risultato deciso, affidabile e incalzante. In particolare, si è concentrato sul tema sanitario, sull’economia e sul lavoro, coronando il tutto con le personali e tragiche vicende familiari. Il nome di Trump non è mai stato menzionato se non indirettamente: non un discorso contro, ma una orazione ricca di proposte e futuro. Biden lo ha capito: fare proposte, dare una visione è più importante del semplice scontro. «La storia dell’America ci dice che abbiamo fatto i nostri più grandi progressi nei nostri momenti più oscuri. Che abbiamo trovato la luce. In questo momento così oscuro, credo che siamo pronti a fare di nuovo un grande passo avanti. Che possiamo trovare la luce ancora una volta» afferma giubilante, ridando speranza a milioni di americani affetti dalla crisi sanitaria ed economica.

E’ già stato ribattezzato Middle Class Joe, per la sua vicinanza e provenienza dai ceti medi. La sua politica economica è già molto apprezzata: la Bindenomics è fondata su un vasto piano di investimenti per riassorbire la disoccupazione e dare nuovo slancio al mercato. Un buon compromesso sia per i moderati che per i radicali.

Prima l’America (repubblicana)

In this July 17, 2019, photo, President Donald Trump arrives to speak at a campaign rally at Williams Arena in Greenville, N.C. (AP Photo/Carolyn Kaster)

La Convention repubblicana sembra una riunione di famiglia. Nella location di Charlotte, in North Carolina ci sono molti membri della first family, pronti ad elogiare l’operato del pater familias. Trump ha deciso di tenere un discorso in ognuna delle 4 giornate, rompendo la prassi. I protagonisti rivendicano i successi dell’amministrazione in ambito economico, sociale e persino sanitario. Ampio spazio agli estremismi: come ospiti d’onore sono presenti i coniugi di St Louis, alla ribalta mediatica dopo aver puntato armi contro alcuni manifestati del Black Lives Matter. I toni sono anche qui forti: il Tycoon dipinge i Dem come radicali e socialistici. Consegnare il paese a loro sarebbe la fine dell’America, dice. Punto centrale è anche il tema della sicurezza e della polizia: Biden vorrebbe ampie riforme sociali in questo senso, Trump no.

Contro le accuse di razzismo si schiera Nikki Haley, ex governatrice del South Carolina. «L’America non è un paese razzista», afferma la politica di origine indiana. Il parallelismo con Harris è dovuto: entrambe potrebbero aspirare alla presidenza 2024.

I moderati vengono incalzati da Melania, che invita all’unità. I toni calmi, in netto distacco dai precedenti oratori, il richiamo alle famiglie meno fortunate, alle mamme guerriere e ai problemi legati all’emergenza sanitaria sono soprattutto destinati alle donne, tra le quali Trump non gode di ampio gradimento.

Interviene anche il Vice Pence: «La verità è che il nostro recupero economico è in gioco nelle urne, che legge e ordine sono in gioco. E così sono cose ancora più fondamentali per il nostro Paese. La scelta in queste elezioni è se l’America rimarrà l’America» afferma. Ordine e sicurezza, i cavalli di battaglia della dialettica repubblicana.

Un risultato imprevedibile

Le prossime settimane saranno decisive e i risultati non sono per niente scontati. Biden, secondo gli ultimi sondaggi, è in testa: in particolare la bbc lo dà a 8 punti di vantaggio. Tuttavia, anche nel 2016 Clinton veniva stimata in netto vantaggio, ma il Tycoon ribaltò le aspettative. In questi due mesi potrebbe succedere qualunque cosa: le sorprese non sono finite.

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Nato a Brescia il 9 marzo 2001, attualmente vivo a Palazzolo sull'Oglio. Frequento l'ultimo anno di liceo scientifico e Il prossimo anno studierò economia e finanza presso l'Università Bocconi di Milano. Mi interesso di politica fin da piccolo e sono iscritto ad Azione. Spero di poter dare un contributo significativo con i miei articoli. "L'essenziale è rimanere fedeli al proprio scopo"

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