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Messi-Barcellona: separati in casa o vero amore?

Dopo tante voci e rumours sul possibile addio di Messi dal Barcellona, il giocatore argentino esce allo scoperto con dichiarazioni forti ai microfoni di Goal.

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Lionel Messi, assieme a Cristiano Ronaldo, è considerato da anni il calciatore più forte del mondo. A differenza di CR7, Leo ha giocato solo con un club, il Barcellona. Club in cui milita dal lontano 2000, anno in cui Messi arriva all’età di 13 anni dalla città argentina di Rosario, la sua terra natale.

Per i tifosi del Barcellona, o meglio, per tutti gli appassionati di calcio, Messi è il Barcellona, e il Barcellona è Messi. Indiscrezioni, fatti accaduti e notizie trapelate nelle ultime settimane da tutti i media calcistici ci hanno portato a pensare che la storia d’amore tra Messi e il club catalano sembrava  destinata a concludersi anzitempo, con la conseguente separazione del fuoriclasse dal club che lo ha reso il giocatore più forte di tutti.

Fonte: Sky Sport

Lunedì 31 agosto, ore 17:30. Questo era l’appuntamento fissato per il primo allenamento della stagione, condotto dal nuovo allenatore del Barcellona, Ronald Koeman. Era anche la vera occasione per capire meglio gli umori tra Messi e la società spagnola. Così è stato. Il fuoriclasse argentino aveva disertato la prima seduta di allenamento, scatenando la rabbia e provocando la tristezza tra i tifosi catalani.

Perché il rapporto tra Messi e il Barça sembra non essere più forte come un tempo?

Fonte: la Repubblica

Pochi giorni fa il quotidiano spagnolo Marca aveva individuato 10 motivi che hanno incrinato l’idillio tra Messi e il club blaugrana:

  1. Leo voleva sciogliere unilateralmente il proprio contratto, dato che la stagione è finita in ritardo rispetto al previsto, causa Covid-19, perciò la data della scadenza del proprio contratto del 10 giugno non sarebbe valida secondo il suo entourage e quindi la clausola rescissoria di 700 milioni di Euro per liberare il giocatore non sarebbe valida.
  2. Secondo quanto ci sarebbe scritto nel suo contratto, per rompere unilateralmente il proprio contratto non è necessario versare la clausola, bensì negoziare la propria partenza.
  3. Il presidente del Barcellona, Josep Maria Bartomeu, aveva dichiarato in passato, attraverso alcune interviste, che Messi avrebbe potuto andarsene, qualora l’avesse voluto.
  4. Il progetto del Barcellona, secondo Messi, non è ambizioso, la squadra che negli ultimi anni gli è stata costruita attorno non lo convince.
  5. A Leo non è piaciuta la decisione del club spagnolo di licenziare il tecnico Ernesto Valverde durante la scorsa stagione.
  6. L’ex segretario del club, Eric Abidal, aveva accusato alcuni giocatori di essere responsabili per l’esonero dell’ex allenatore, fatto non digerito da Messi.
  7. Abidal e altri dirigenti del club, come lo staff sembrano aver condizionato l’umore dell’attaccante argentino durante la stagione.
  8. Leo non si è sentito preso in causa dal club per quanto riguarda le sue opinioni non considerate.
  9. Il 10 del Barcellona riteneva che fosse arrivata la fine di un ciclo e voleva andarsene.
  10. Leo e la sua famiglia pensano di essere al centro del Barça-Gate, lo pseudo-complotto ai danni di alcuni calciatori del Barcellona, in modo da screditarli. Di questa vicenda non sono chiari gli artefici.

La carriera, i gol, i record con il Barça

Fonte: Fc Barcelona

La “Pulga” (“pulce” in spagnolo), come viene soprannominato, per via della sua piccola statura, ha vinto tutto quello che poteva vincere con il suo Barcellona, collezionando 34 trofei, tra cui 4 Champions League, 3 Mondiali per club, 10 campionati spagnoli e innumerevoli premi personali, su tutti quello più ambito, il Pallone d’Oro, vincendolo 6 volte. Tutto questo battendo ogni record in blaugrana in 731 partite, segnando 634 gol e fornendo 256 assist: numeri impressionanti!

La storia tra il fenomeno argentino e il Barça nasce il 14 dicembre 2000, data nella quale lo scout del club catalano, Carles Rexach, sottoscrive, in un tovagliolo, l’assunzione del giovane Lionel Andrés Messi Cuccittini assicura le spese alle terapie mediche che il 13enne Leo dovrà sottoporsi, a causa di problemi di crescita.

Leo, dopo anni di dure terapie, esordisce in prima squadra il 16 ottobre 2004, a soli 17 anni. Da quel giorno Messi inizia a scrivere la storia del calcio.

Il 1° maggio 2005 Messi diventa il più giovane giocatore del Barcellona a segnare un gol, e la stagione successiva vince la sua prima delle quattro Champions League.Il 2007 è un anno memorabile per lui: rifila una tripletta al Real Madrid e il 18 aprile, nella semifinale di Coppa del Re, segna un gol molto simile a “il gol secolo” di Maradona ai Mondiali di Messico 1986 contro l’Inghilterra. Da quel momento, per gli amanti del calcio, Messi è l’erede naturale di Maradona.

Storico è anche il suo primo triplete, cioè la vittoria nella stessa stagione del campionato nazionale, della coppa di Spagna e della Champions League, conquistata nella finale del 2009 contro il Manchester United, dove giocava, guarda caso, il suo eterno rivale Cristiano Ronaldo.

Quello stesso anno Leo vince il suo primo Pallone d’Oro, conquistato nella scorsa edizione da CR7. Il 2012 è stato l’anno più prolifico del 10 blaugrana, segna 91 gol nell’anno solare: mai prima nessuno aveva fatto meglio. Dal 2014 al 2017 Messi, assieme a Suarez e Neymar, ha formato uno dei tridenti più forti della storia del calcio, la MSN.

I tre fenomeni in tre stagioni hanno segnato 228 gol, in media un gol ogni 39 minuti. La MSN, nella stagione 2014/2015, ha messo a segno 122 gol: 43 Neymar, 42 Suarez e 35 Leo Messi. Nel dicembre del 2019 Messi, dopo aver segnato più di 600 gol con il Barça riceve il suo sesto Pallone d’Oro.

Manchester City all’orizzonte

Fonte: The Telegraph

Il 14 agosto 2020 rimarrà per sempre nei ricordi dei tifosi blaugrana e degli appassionati di calcio, serata in cui il Barcellona, nei quarti di Champions, viene travolto 8-2 dal Bayern Monaco. Questa partita, aveva messo ulteriormente sotto i riflettori la possibile partenza di Messi dal club catalano, con il rischio di un triste epilogo di una delle ultime bandiere del calcio moderno.

La squadra più quotata, per accaparrarsi il campione argentino sembrava essere il Manchester City, allenato da Pep Guardiola, che sembrava volesse nuovamente con sé Messi, già allenato ai tempi del Barcellona. Con Guardiola in panchina Messi aveva vinto tutto dal 2008 al 2012.

Guardiola ha sempre considerato Messi il proprio pupillo. Ecco cosa aveva detto Pep di Leo in un’intervista del 2011:

“ Messi è il miglior giocatore che ho visto giocare, e probabilmente diventerà il migliore di sempre. Messi è unico e fa la differenza.”

Nel dicembre 2018 la stella del Barcellona, era intervenuto ai microfoni del quotidiano spagnolo Marca, svelando che uno dei suoi desideri sarebbe stato quello di lavorare con il proprio ex allenatore: 

“Giocare con calciatori forti è sempre un piacere. Ma dico la verità, mi piacerebbe lavorare ancora con Guardiola. Lo so, è complicato, ma credo che sarebbe bello perché è davvero uno dei migliori al mondo.”

Il colpo di scena

Lionel Messi Goal exclusive interview
Fonte: Goal

I destini di Messi e Guardiola, per ora non sono destinati a ricongiungersi, perché Messi, ha concluso la telenovela più chiacchierata di questo calciomercato estivo, facendo un clamoroso dietro-front, giurando fedeltà al Barça.

Venerdì 4 settembre Messi ha rilasciato un’intervista esclusiva a Goal, spiegando i motivi che lo hanno portato a rimanere al Barcellona, sottolineando come non avrebbe mai fatto causa al club della sua vita, nonostante le promesse non mantenute successivamente dal presidente Bartomeu sulla scelta di lasciare o meno il Barça.

Dall’intervista è emerso che i principali motivi che hanno portato alla scelta del fuoriclasse argentino di continuare a vestire i colori blaugrana sono riconducibili al legame di affetto e riconoscenza con il club catalano, considerato da lui stesso il club della sua vita.

Colpisce l’importante dichiarazione del campione argentino sulla sua amata squadra:

“Adesso resterò perchè il presidente mi ha detto che l’unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile. C’era un altro modo ed era andare in tribunale. Ma non farei mai causa al Barcellona perchè è il club che amo, che mi ha dato tutto sin da quando sono arrivato, è il club della mia vita, ho passato la vita qui. Il Barça mi ha dato tutto e io ho dato tutto. So che non mi è mai passato per la testa portare il Barcellona in tribunale”.

La storia d’amore tra Messi e il Barcellona continua per un’altra stagione. Rivedremo brillare in campo il 10 argentino che ci ha fatto tanto sognare?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il mondo dello sport ed in particolare del calcio rappresenta una delle mie due più grandi passioni, l’altra è per le lingue, l’economia e le relazioni internazionali che attualmente approfondisco nelle mia città, Venezia. Scrivo articoli inerenti alla realtà sportiva con spiccato interesse per il mondo calcistico, ponendo uno sguardo alla salute e al benessere sociale ed economico del nostro paese e dell’intera umanità.

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