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Politica

Calenda:”Questa riforma è dannosa e serve solo alla propaganda a 5 Stelle non ai cittadini”

Carlo Calenda:” È un bene che in tanti abbiano alzato la voce contro questa riforma, non si mette mano alla Costituzione per risparmiare 57 milioni di euro all’anno”

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A pochi giorni dal referendum sul taglio del numero dei parlamentari, il fronte del No – stando alle ultime stime – sembra aver guadagnato terreno, raccogliendo adesioni in vari contesti del panorama politico italiano. Gli endorsement a favore del No provengono perlopiù da singoli esponenti politici o da gruppi di area costituiti per l’occasione (Democratici per il No). Pochi, invece, i partiti politici che hanno scelto di schierarsi apertamente contro la riforma. Tra questi, Azione di Carlo Calenda, con il quale La Politica del Popolo ha avuto occasione di confrontarsi.

  • Onorevole Calenda, quale sarà, secondo lei, l’impatto dell’eventuale vittoria del Sì sullo scenario politico italiano? E se questa vittoria rafforzerà esclusivamente il Movimento 5 Stelle.

La vera domanda è se indebolisce il Parlamento e la risposta è sì. Sia nella sua operatività che nella rappresentanza. Dal punto di vista politico voglio far notare due cose. La prima è che i grillini hanno appena rinnegato il loro principio fondante, abolendo il limite dei due mandati, e questa riforma – scritta male – serve solo a loro per rifarsi il trucco e sembrare ancora “anticasta”. La seconda è che gli altri partiti che hanno votato a favore in Parlamento chiedono tutti correttivi, mai arrivati, e sono oggi in grande difficoltà nel difendere il loro Sì. Ripeto, questa riforma è dannosa e serve solo alla propaganda a 5 Stelle, non certo ai cittadini.

  • Dalle fila del Movimento 5 stelle c’è chi teorizza l’inutilità del Parlamento, validamente sostituibile dalle nuove tecnologie che consentono una partecipazione diretta, senza filtri, dei cittadini alla vita politica del Paese. Come replica a questa affermazione? Come pensa che sia cambiata la comunità politica nell’epoca della comunicazione digitale?

Devo davvero commentare una simile idiozia? Ci sono due temi diversi. Il concetto di democrazia rappresentativa, su cui da Aristotele in poi si basa l’esercizio della democrazia, non si tocca. Detto questo se ne può migliorare il funzionamento, ad esempio superando il bicameralismo perfetto. Che questa sì sarebbe una riforma seria per migliorare il funzionamento del Parlamento e ridurre il numero dei parlamentari. Ma sappiamo tutti che gli autori di questo taglio non sono persone serie. I nuovi media invece sono una grande opportunità per confrontarsi in modo disintermediato con i cittadini, cosa che faccio ogni giorno su Twitter. Ma per parlare con tutti bisogna ancora andare in piazza, che è anche la cosa più bella della politica.

  • In un contesto in cui la competenza, il confronto, le argomentazioni sembrano non riuscire a tenere il passo degli slogan, come si contrasta la retorica populista delle soluzioni semplici alle questioni complesse? Soprattutto ora che anche le forze politiche che si erano proposte come alternative al populismo sembrano essere state inglobate dalla sua stessa logica (penso al PD di Zingaretti).

Non mi provocate. L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui i partiti che sono figli delle grandi culture politiche del ‘900 – liberali, popolari e progressisti – si sono alleati e sottomessi ai populisti/sovranisti invece di unirsi per sconfiggerli ed emarginarli. È una cosa inaccettabile, tradisce la debolezza di chi guida questi partiti. Insopportabile vedere Forza Italia che accetta di fare da comparsa nel centrodestra a trazione Salvini-Meloni e il PD che nell’ultimo anno ha perso il senno, oltre che l’identità.

L’imbarazzo dei dem quando devono spiegare a loro militanti il SI al taglio dei parlamentari la dice lunga sull’anno trascorso al Governo con i grillini, senza portare a casa nessuna delle istanze del PD. È esattamente per questo che nasce Azione, riportare serietà, coerenza e competenza in politica e scardinare questo bipolarismo Di Maio contro Meloni, letale per l’Italia.

  • Stando ai sondaggi, il fronte del NO sta ogni giorno guadagnando campo raccogliendo adesioni in vari contesti dello scenario politico italiano. Crede che questo fronte – che si sta costruendo intorno all’idea dell’antipopulismo e del rispetto dei valori costituzionali – sia un’esperienza destinata a finire col voto del 20 settembre o pensa che invece possa avere un futuro? Non necessariamente in un unico contenitore politico ma come prima esperienza utile a gettare le basi per una sorta di “campo moderato antipopulista”.

Onestamente non credo. È un bene che in tanti abbiano alzato la voce contro questa riforma, che provoca danni oggettivi e nessun vantaggio tangibile – non si mette mano alla Costituzione per risparmiare 57 milioni di euro all’anno. Ma non vedo future convergenze politiche in un fronte molto largo. Ripeto è comunque un segnale positivo il fatto che singoli esponenti di partiti che votano SI per convenienza abbiano trovato il coraggio di dissentire. Penso a Giorgio Gori e Tommaso Nannicini, che hanno rotto il silenzio sulla posizione indecorosa del Partito Democratico a favore del taglio. Anche il fatto che i sondaggi diano in crescita il fronte del NO fanno pensare che stiamo, faticosamente, sviluppando gli anticorpi contro il populismo di chi fa la morale a tutti ma si attacca alle poltrone con i rampini.

  • Anche alla luce della attuale legge elettorale che favorisce le coalizioni – con riferimento alla soglia di sbarramento – Azione ha intenzione di lavorare per la costruzione di una coalizione?

Da cittadino voglio che la soglia di sbarramento sia alta, anche se non è nell’interesse immediato di Azione. C’è un solo modo serio per crescere e sconfiggere populisti e sovranisti: recuperare la rappresentanza andando a spiegare le proprie idee, piazza per piazza, casa per casa. Non pensando alle alleanze o a cambiare la legge elettorale per la propria convenienza. Salvini e la Meloni, con cui non condivido nulla, lo hanno fatto. Hanno preso partiti al 2% e sono andati a spiegare le loro idee – nefaste – agli elettori. Azione ci ha messo 8 mesi ad arrivare dove loro sono arrivati dopo anni. È un percorso lungo e faticoso ma non ci sono scorciatoie, ed è appassionante. Avanti così!

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Sono Maria Cristina, classe 1994. Durante il lockdown mi sono laureata in giurisprudenza all’Università di Firenze con una tesi sulla tutela dei diritti dei detenuti. Adesso sono una praticante avvocato. Mentre cerco di capire chi voglio diventare, leggo (un sacco) scrivo (ogni tanto) e gioco a pallacanestro, sport che pratico da tutta la vita. Nel frattempo tento di stare al passo con la storia, leggendo i giornali e seguendo la politica. Ho sempre l’impressione di non sapere abbastanza, ma ormai ho imparato a conviverci.

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