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Cultura

Dai muri di mattoni alle coste del mediterraneo: Banksy salva vite

Banksy, noto street artist britannico avvolto dall’anonimato, il 19 agosto scorso fornì i fondi per acquistare ed equipaggiare una nave per il salvataggio in mare.

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«Ciao Pia, ho letto di te sui giornali. Sembri una tipa tosta. Sono un artista britannico e ho fatto alcuni lavori sulla crisi dei migranti, ovviamente non posso tenere per me i soldi che ho guadagnato. Puoi usarli per comprare una barca o qualcosa del genere? Per piacere, fammi sapere. Complimenti! Banksy».  

Inizia così la mail spedita dall’anonimo street artist britannico con destinazione la casella postale Pia Klemp, ex capitana di varie barche di ONG che hanno salvato la vita di migliaia di persone. La capitana inizialmente pensò si trattasse di uno scherzo, ma dovette ricredersi quando, nel 2019, un equipaggio di attivisti europei inaugurò Louise Michel, la barca che batte bandiera tedesca battezzata in onore della omonima femminista anarchica francese.  

La nave venne acquistata in segreto lo scorso 19 agosto e a distanza di quasi due settimane ha salvato circa 200 migranti nel mediterraneo. L’artista ha messo a disposizioni fondi, colore ed equipaggio esperto nel recupero e salvataggio in mare; caratteristica di questa nave, inoltre, è la presenza dell’opera forse più importante e conosciuta del noto anonimo: la bambina con il palloncino.  

L’opera, realizzata con la tecnica “stencil” tipica del nostro finanziatore, presenta la bimba munita di giubbotto di salvataggio mentre regge un salvagente rosa a forma di cuore. Inneggia alla libertà, alla salvezza e all’importanza della vita -così come la maggior parte delle sue opere-.  

Banksy stesso, sul suo profilo Instagram, pubblica alcune foto e video documentativi delle opere di salvataggio della nave da lui finanziata dove spiega di aver comprato una nave “perché le autorità europee ignorano deliberatamente le richieste di soccorso dei non europei”. Le immagini dell’imbarcazione si alternano all’inferno dei migranti tra le onde mentre l’assenza dell’Europa assume le sembianze di un poliziotto addormentato al suo posto di lavoro davanti a un pc. Così l’artista lancia una bella frecciatina alle autorità europee e ai vizi dispendiosi e senza sbocchi. 

“Come molte persone di successo nel mondo dell’arte, ho comprato una nave”, scrive Banksy in sovra-impressione sulle immagini, “è una nave della Marina francese. L’abbiamo trasformata in una nave di salvataggio… All Black Lives Matter”. 

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. . mvlouisemichel.org

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La nave, però, a distanza di due settimane dall’inizio delle sue opere di salvataggio ancora non riceve assistenza dall’Unione Europea. Lancia numerosi appelli via Twitter sperando in un aiuto che tarda ad arrivare mentre la nave non può proseguire a causa del sovraffollamento: “L’equipaggio è riuscito a mantenere stabile la Louise Michel per quasi 12 ore. I nostri nuovi amici ci hanno detto che hanno già perso 3 di loro nel loro viaggio. Con il cadavere nella nostra unica zattera di salvataggio, sono 4 le vite perse a causa di Fortress Europe… e stiamo ancora aspettando”

La Sea Watch 4 risponde alle richieste di aiuto, una delle poche enti nel Mediterraneo: “Poiché la Louise Michel non è in grado di manovrare mentre è alle prese con un altro disperato salvataggio, la Sea Watch 4 – (che si trova) ancora ad oltre 4 ore di distanza – ha cambiato rotta per assisterla. Il motivo? Perché le autorità europee negano l’assistenza ancora una volta. La Ue si vergogni!”. 

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Sin da piccola guardavo il mondo con occhi diversi e il naso all'insù. Amo, studio e ammiro tutto ciò che mi circonda, ne estraggo il bello e lo traduco in parole, sperando di riuscire a descrivere agli altri l'esistente così come lo vedo io. Sono Chiara, ho 18 anni e per l'ultimo anno farò la strada casa-scuola in attesa della tanto temuta maturità.

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